Warm Berry Cake

Cari Amici, lo shopping di libri di cucina all’estero da’ sempre una soddisfazione immensa, perche’ ad esempio esci dal circolo vizioso dei dolci della rete, che impazzano ad ondate perche’ sono facili e spesso nutellosi,  e prepari torte insolite e altrettanto facili (soprattutto non massificate e stereotipate) come questo sfizio alcolico assoluto, la Warm Berry Cake.

Diciamo la verita’: quale soddisfazione migliore per chi cucina di quella della sperimentazione di ricette che non aveva mai visto, ed esulano dalla routine?

La Masca in Cucina e’ una testa calda e non le piace cantare nel coro (oltretutto e’ stonata!) ed e’ felice di condividere cio’ che ama con i suoi affezionati  lettori, pochi magari, ma ottimi.
Vi parlero’ ancora altre volte del libro che ho acquistato da Harvey Nichols a Londra: Bootleg Bakery, di Kiki Bee.

E’ un libro che in inglese si definirebbe amazing, perche’ riporta ricette fantastiche e  ‘licenziose’, dei ruggenti Anni 20, tempi duri del proibizionismo, quando non potendo bere alcool, si creavano dolci ‘carichi’, se capite quello che intendo.
Apriro’ una sezione apposita qui sul blog, dal titolo ‘Dolci peccati alcolici’; per ora, godetevi un assaggio di Warm Berry Cake.
Sotto ‘berry’ possiamo includere genericamente dei frutti di bosco; se non trovate nulla, provate con le fragole, per ora, e mi direte!

Mi raccomando, leggete fino in fondo perche’ il bello e’ alla fine.

INGREDIENTI

1 tazza da caffelatte piena di frutti di bosco – io ho usato mirtilli e lamponi per creare un bel contrasto di colore

100 g di burro a temperatura ambiente

3 cucchiai di cacao amaro

120 g di zucchero di canna (oppure meta’ di canna e meta’ di semolato)

2 uova intere

100 g di farina autolievitante (si trova comunemente al supermercato)

50 g di cioccolato fondente, a pezzetti piccoli

liquore: quello che preferite. La ricetta prevede Porto, ma qualcuno in casa mia se l’era scolato tutto senza che me ne accorgessi, quindi ho usato del rum, e devo dire che il sapore piu’ secco mi e’ piaciuto molto – la quantita’ la stabilirete mentre procedete nella preparazione

inoltre: burro per imburrare, zucchero per sciroppare, 1 terrina in ceramica rettangolare a bordi alti (di quelle per preparare le terrine di pate’)

PROCEDIMENTO

  1. 5 ore prima mettere i frutti di bosco (ben lavati ed asciugati) a bagno nel liquore, assicurandosi che siano ben coperti, con due dita di liquido in piu’ sopra la frutta.
  2. Al momento di preparare il dolce accendere il forno a 180 gradi
  3. Mescolare in una terrina farina, zucchero, cacao, uova e burro a pezzetti fino a creare una massa molto omogenea e soffice
  4. Scolare via i frutti di bosco dal liquore (che sara’ diventato di un bellissimo colore rosso acceso) e conservarlo, mi raccomando!
  5. Aggiungere il cioccolato a pezzetti, alcuni frutti di bosco (1 cucchiaio) e due cucchiaini del liquore stesso
  6. Imburrare una terrina a bordi alti, di forma rettangolare: io ho usato –seguendo il libro che utilizzava dei ramequin in ceramica- una forma rettangolare alta in porcellana, ma forse potrete usare una teglia da plum cake non molto grande (altrimenti raddoppiate le dosi!), anche se ho l’impressione che nella ceramica il dolce risulti piu’ morbido e soffice
  7. Mettere sul fondo, a contatto con lo strato di burro, i frutti di bosco in uno strato omogeneo, mescolando bene i colori
  8. Versarvi sopra l’impasto di cioccolato e infornate.
  9. Cottura: in teoria, dice il libro, a 180 gradi ci vogliono 40-45 minuti, ma nel mio forno il dolce e’ cotto in soli 30 minuti, per cui vi raccomando LA PROVA DELLO STECCHINO!

10. Appena il dolce si sara’ raffreddato, sformatelo su un piatto.

E ADESSO VIENE IL BELLO.

11. Prendete il liquore nel quale avete macerato la frutta, e dividetelo in due parti.

12. La prima meta’ versatela direttamente sul dolce, che si inzuppera’

13. La seconda parte mettetela in un pentolino (sara’ poca) e aggiungete dello zucchero (1 cucchiaio o 2, a seconda della quantita’ di liquido), scaldando fino ad ottenere uno sciroppo, e versatelo poi sul dolce.

Bene: che mi dite?

4 thoughts on “Warm Berry Cake

    1. Grazie!
      Si’, sul libro li chiamano infatti ‘dolci decadenti’, ma non ho osato, pensando che il concetto non fosse chiaro.
      In realta’ tu hai acchiappato al volo il significato.
      E resta anche morbidissimo, e il sapore e’… wowow!

  1. Grazie! In effetti e’ davvero uno spettacolo, e se la lasci riposare un po’ diventa perfino meglio.
    Solo che di solito e’ fatta e mangiata!

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