Un giallista Cuneese: intervista allo scrittore Bruno Vallepiano

E’ vero che se non sapete che l’ispettore Tarditi investiga in provincia di Cuneo e pensate che il Bignami sia solo il libretto di riassunti che vi ha salvato dai compitini scritti sulla Divina Commedia allora non conoscete Bruno Vallepiano; io invece si’, e anzi: alla presentazione del suo ultimo giallo io c’ero, come diceva il buon Qfwfq nelle Cosmicomiche (sono certa che avevate gia’ colto le due citazioni di Calvino).

Bruno Vallepiano e’ uno scrittore Cuneese ‘di montagna’ (nel senso che abita a Roburent), ma dai multiformi interessi, dislocati un po’ a tutte le quote, per cosi’ dire.
Da alcuni anni si e’ appassionato alla scrittura di gialli -e con notevole successo- ma ha scritto saggi e racconti, oltre a collaborare con diverse testate giornalistiche.

Nella vita fuori dalla carta fa un sacco di altre cose, tra cui il Sindaco.
Non ridete: l’ho conosciuto circa 12 anni fa ed era Sindaco, e se non sbaglio e’ al terzo mandato.
Sto cominciando a chiedermi se non gli abbiano dato la sindacheria a vita.

A me piace molto il suo libro La pietra delle Masche (chissa’ come mai), contenente diciassette (il numero mi pare in sintonia con l’argomento) racconti sulle… come chiamarle… colleghe della mia mentore in cucina, e sono contenta di aver captato che sia in arrivo un raddoppio sull’argomento.
Le altre pubblicazioni e la biografia le trovate QUI sul suo sito, e ce n’e’ da leggere!

vallepiano

Poiche’ sopporta i miei patetici (speriamo non lo siano troppo) tentativi da scrittrice, e mi incoraggia, ed ha in comune con me l’abitudine di scrivere e mandare mail di notte (l’ora delle streghe ci ispira, evidentemente) e dice perfino che ogni tanto scrivo delle cose sensate (speriamo non mi smentisca) e -insomma- gli rompo le scatole ogni tre per due (ma anche ogni due per tre), ho pensato che il minimo che potessi fare fosse senza dubbio dedicargli un ritratto qui su La Masca in Cucina.

Ho anche fatto del mio meglio per estirpargli tutto Vallepiano dalla A alla Z, ma per alcuni punti ci sarebbe voluto il cavatappi.

Ad ogni modo, ecco cio’ che ho distillato per voi: sara’ tanto, sara’ poco?
Eh, criticate, se volete, ma secondo me il meglio un articolo lo da’ quando fornisce informazioni, ma stimola anche la curiosita’ di ricercarne altre (e con questo 1-1 e palla al centro)

Raccontaci un po’ com’e’ che a Bruno Vallepiano e’ venuto in mente – parecchi anni fa, ormai- di diventare scrittore. A giudicare dai risultati si tratta di un’illuminazione niente male.

Forse non ci ho mai pensato seriamente.
E’ successo e basta.
Certamente i libri sono sempre stati presenti nella mia vita, la magia di ciò che sta nascosto tra le pagine mi ha sempre affascinato.
La scrittura è il mezzo di comunicazione che preferisco e la uso come uno strumento, ne più ne meno.

E invece Bruno Vallepiano persona com’e’, che fa, che pensa nella vita privata? Oppure esiste solo la versione con la penna in mano? Per certo so che scrivi e leggi a tarda ora, e rispondi pure alle mail a mezzanotte. Ma il resto?

Sono un montanaro profondamente innamorato della montagna e delle sue molteplici espressioni: lo sci, i boschi, le camminate.
Sono un entusiasta, so emozionarmi e godere delle piccole cose, ma non mi piace solo la montagna…
Ed ho già rivelato fin troppo della mia vita privata.
La sera e parte della notte sono i momenti nei quali godo al meglio del silenzio e nei quali i pensieri fluiscono più facilmente dalla mente alla carta.

Ho letto della raccolta di personaggi illustri che hai fatto quando eri bambino: l’hai conservato quel quaderno? E’ grazie alla tua passione per la ricerca che sei riuscito a dare forma, volto e parola ad un poliziotto come Tarditi o a un investigatore come Bignami?

Ah, quello lo spaccio come il mio primo libro.
L’ho scritto nelle elementari.
Non so cosa darei per riaverlo, ma purtroppo è scomparso.
Il mio maestro lo cita nel libretto di passaggio tra elementari e medie.
Chissà dov’è finito?
In merito alla richiesta sui miei personaggi: no, sia Tarditi che Mauro Bignami sono frutto di fantasia.
Frutto di ricerca approfondita sono i fatti di cronaca che caratterizzano le loro storie.

E a proposito di Tarditi, dicci: e’ un investigatore tipo Montalbano, o piu’ alla Csi, o forse retro come il buon Maigret o, speriamo di no, come Clouseau? E Mauro Bignami invece?
Come e con chi vive, che cosa mangia, che cosa gli piace?

Tarditi è più simile allo Steve Carella dell’87^ distretto di Ed Mc. Bain perchè è “protagonista” ma lavora in un gruppo, fa lavoro di squadra.
Bignami invece è un anarchico, una mente pensante in solitaria come Maigret, appunto.
O tanti altri… solo che lui è un professore di filosofia.
Entrambi però amano molto il cibo come tu ben sai.
Ed il buon vino.
Cucina langarola, montanara, di mare… buone forchette.

Non di soli gialli vive lo scrittore: tu quanti e quali libri hai scritto? Sappiamo che i tuoi interessi spaziano in tanti campi, ma vorremmo qualche particolare in più’. Abbiamo anche letto di un film: illuminaci.

Non so il numero.
Ho scritto molte guide turistiche ed alcuni saggi sulla montagna.
Poi i gialli, che al momento sono sette.
Ho scritto anche la sceneggiatura di un film/documentario che si intitola Senza nulla chiedere.
E’ la storia del salvataggio di Marco Levi durante la 2 guerra mondiale, in seguito alla persecuzione razziale degli ebrei finalizzata al loro sterminio.
Sempre con la regia di Carlo Turco sto completando la sceneggiatura di un film sul mondo del carcere ed ho iniziato a sceneggiare il mio primo giallo: spero che prima o poi diventi film.

Parliamo di progetti per il futuro: che cosa farai da grande lo sai gia’?
Chiedo perche’ ho l’impressione che, come tutte le persone che si divertono nel loro lavoro, tu non abbia ancora deciso tutto.

Da grande niente perché non crescerò mai.
Voglio continuare a giocare.

Io quando sento un’affermazione del genere mi sento solidale!

la masca in cucina

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