E poi vai a Parma a fare i tortellini a mano… La Masca in Cucina a Cibus

Chiariamo una cosa: se non mi cimento con questioni difficili non mi diverto, ed e’ per questo che -con la mia solita incoscienza, ormai cronica- sono partita alla volta di Cibus per vestire i panni di chi pensa di andare a spiegare il Vangelo al Papa: l’impresa era quella di partecipare al cooking show organizzato da La Bottega dei Portici di Bologna e realizzare i tortellini (si’, non dei tortelli grandi o dei ravioli quadrati, ma proprio i tortellini, con tutte le loro difficolta’) in pubblico… ecco, in terra d’Emilia, dove le donne nascono sapendo gia’ tirare la sfoglia a mano perche’ ce l’hanno nel DNA, io vado a fare i tortellini?
Che vi devo dire… si’, ho osato.

tortellini

Si’, ora lo posso dire: sono una sfoglina e la grande sfoglina di casa, la bisnonna de La Sirena di Basaluzzo so che sara’ fiera di me!

la Sirena

 

O adesso o mai piu’, mi sono detta: perche’ non cogliere l’occasione?

Bene: a parte la vastita’ di Cibus ( e del suo parcheggio, che ti chiarisce in un amen che sei in PianuraPadana), a parte il paesaggio verde -col grano alto gia’ il doppio rispetto alla campagna alessandrina che ho attraversato domenica scorsa- cio’ che mi ha colpita immediatamente (sapete che io sono una de panza) e’ la cortesia e la seconda cosa e’ l’ organizzazione.

Ho conosciuto Lamberto Mazzotti, lo staff de La Bottega dei Portici e lo chef Fausto Arrighi che animava lo show e trovarmi a casa mia in 2 minuti e’ stato facilissimo.
Vi diro’: qualche evento l’ho visto negli anni, a diversi cooking show ho partecipato -direi- e le differenze le vedo.
Ebbene: c’e’ differenza tra l’ efficienza asettica corredata da gentilezza dovuta e la calorosa accoglienza supportata da una macchina-evento che funziona come se rotolasse sui cuscinetti a sfera!

In queste condizioni e’ un piacere anche guidare per 3+3 ore in un giorno e non senti nemmeno la stanchezza.

E poi, e poi… noi food blogger crediamo di saper tutto, ma… l’abbiamo mai vista una vera sfoglina all’opera?
E’ qualcosa di assolutamente sconvolgente per la rapidita’ e la tranquillita’ con cui tira una sfoglia immensa come se stesse bevendo il te sul divano di casa.

Ognuno e’ figlio delle sue origini e infatti io mi sento sempre molto fiera di come riesco a tirare -anche ad occhi chiusi- una immensa e sottilissima pasta matta per la focaccia di Recco oppure una grandissima pasta fillo per la Pasqualina, ma devo dire che sulla sfoglia all’uovo tirata a mano non mi sentivo altrettanto ferrata, perche’ da noi  -tra la Liguria e il Basso Piemonte- si usa la macchinetta e si fanno le strisce.
Cioe’ siamo pigri, ditelo pure.
Anche il nostro impasto puo’ essere diverso: chi anche aggiunge olio e chi perfino un pochino di acqua.

Ma la sfoglia all’uovo vera e’ solo fatta di farina e uova.

Ragione di piu’ per provare, mi sono detta.

Fatti e non parole: indossata la maglietta de La Bottega dei Portici, via a preparare la pasta all’uovo e posso anche dirvi che- come ho sempre sospettato, ma mai osato dire- la sfoglina Carla mi ha confermato che la ricetta che ho trovato sul libro delle Sorelle Simili (Sfida al Mattarello – 2 uova per 220 g di farina) e’ un po’ sovrastimata: meglio tirare una sfoglia con 100 g di farina ogni uovo, cosi’ resta piu’ morbida.

In effetti mi e’ venuto un impasto perfetto e di un colore incredibile, mentre qui a casa non mi riesce cosi’ giallo: ma che hanno in piu’ le galline a Parma? 😀
Sara’ da scoprire, perche’ le loro uova sono superlative!

E poi via di olio di gomito, sotto la supervisione di Fausto Arrighi e delle due sfogline che, a dispetto dell’aria dolce e carina, sono due donne ferocissime per quel che riguarda la tecnica (e hanno anche ragione): immaginatevi Cracco e Barbieri (pero’ piu’ carine, eh) che vengono a controllare il vostro operato… e mamma mia!

Infine la sorpresa: noi dilettanti del tortellino, a casa dove nessuno ci vede, facciamo dei bei quadrati 4x4cm, con calma… relax and take it easy.
I Bolognesi invece hanno l’infernale aggeggio che taglia la pasta 2×2 perche’ (e vi cito sempre la Carla) i tortellini sono quelli e se no non sono tortellini, punto.

Ok, cara La Masca in Cucina: adesso farciscili di ripieno, piegali bene e chiudili.
Fatemi fare una battuta: ci sono volte che capisci (ma non condividi, ovviamente) perche’ in certi paesi sfruttino il lavoro minorile.
Avete idea di quanto deve essere sottile il vostro dito (o grande la vostra abilita’, o tutte e due le cose) se volete chiuder bene quei tortellini?

Eppure due cose meravigliose sono successe, che per me valgono come due autentiche medaglie:

  1. Ho tirato la sfoglia cosi’ sottile che a causa del caldo del padiglione si seccava in fretta e dovevo bagnarla, e alla fine Carla mi ha detto avresti forse dovuto tirarla leggermente piu’ spessa, considerata la temperatura. Evviva!
    Prima medaglia.
  2. I miei tortellini li hanno osservati a lungo Carla e l’altra sfoglina della quale – non me ne voglia, la prego- non riesco a ricordare il nome, e poi mi hanno detto ma sai che sono venuti bene?
    E non si sono nemmeno aperti in cottura nel brodo. Seconda medaglia!

Il pubblico in questi eventi e’ sempre sorridente, positivo, carino ed e’ un piacere interagire: inoltre a me piace fare battute e non sono mai in soggezione, per cui interagire con chef Arrighi e Lamberto era la cosa piu’ facile del mondo.
Hanno la battuta nel sangue.
Io pure, sicche’… divertimento assicurato!

Diro’ una banalita’, ma lasciatela dire a una ligur/piemontese abituata a gente che brontola, mugugna e borbotta: ci sara’ una ragione se a Bologna e in tutta la regione la gente e’ gioviale… forse si contagiano uno con l’altro.

Quindi… giornatona!

GRAZIE!

Un sincero grazie a tutta l’organizzazione, nessuno escluso, al pubblico, agli chef che mentre cucinavano si occupavano anche di noi, a Stefano Cavada (grande blogger e ragazzo simpaticissimo che e’ passato a trovarmi), a Parma perche’ organizza manifestazioni come Cibus.

Ah, ecco, en passant (scherzo, ma in realta’ volevo solo calare l’asso alla fine): grazie al Ristorante I Portici di Bologna per lo splendido omaggio di un percorso degustazione per due durante il quale assaggero’ i piatti stellati: un bel regalo per rifinire una bella giornata.

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Silvia, #storytellerdiCuneo

 

 

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