Andando per vini in Salento passiamo dalla Cantina Vaglio Massa

La terra del sole, del mare e del vento non mi ha delusa: ho assaggiato pasta, pane, olio e vino superbo in Salento, e oggi vorrei portarvi da Sonia e Bartolo, nella cantina Vaglio Massa.

 

vaglio massa

Perche’ da loro?
Perche’ li ho conosciuti, sono simpatici e hanno avviato da poco l’attivita’, tanto che la cantina -gia’ completa e funzionante- deve ancora essere decorata esternamente e dotata di insegna: badare alla sostanza prima che alla forma e’ comunque un modo corretto di procedere.
Inoltre sono stata seduta accanto a Sonia durante la cena al Don Fausto e abbiamo chiacchierato molto: mi e’ rimasta simpatica perche’ e’ una che si infervora quando parla e le brillano gli occhi… mi ricorda qualcuna che conosco bene dalla nascita (chissa’ se indovinate?) e quindi va bene.
ūüėČ

 

vaglio massa

 

La storia di Sonia e Bartolo comincia a Parma, dove si sono incontrati ed hanno vissuto assieme per un po’, e prosegue nel Salento, dove hanno avviato la viticoltura bio nel loro terreno, che Bartolo ha ereditato insieme alla sorella dalla famiglia materna Tamborino-Frisari: vigneti e uliveti degni di essere curati con amore.

Bartolo, Vera -la sorella di lui- ¬†ed io ci siamo cos√¨ impegnati nella ristrutturazione delle campagne sposando la causa del biologico in quanto convinti che “siamo ci√≤ che mangiamo e siamo ci√≤ che beviamo” – dice Sonia
Il cammino √® stato lungo per arrivare alla nostra produzione, perche’ portare un vigneto in biologico infatti √® complesso: si pensi al solo contenimento del verde senza (ma veramente senza) chimica -cioe’ senza diserbanti- ma ancora pi√Ļ arduo mi sembra il compito di commercializzarla e farla conoscere in un panorama pieno di prodotti convenzionali.
E poi bisogna anche combattere la tignola, un parassita che punge l’acino e si annida nel grappolo: ci vuole lo zolfo in polvere, come usavano i nonni, che produce l’anidride solforosa, fastidiosa alla tignola.
Rivolgiamo molta attenzione alla potatura: qui si effettua una potatura verde per lasciare due gemme x ogni sperone.
Io ho¬†seguito un percorso di studi economici, e i numeri per me sono una certezza, perche’ la matematica e’ esatta, ma adesso mi ritrovo a lavorare in campagna seguendo le stagioni e la fase fenologica della vite e ad imparare un sacco di cose in cui a volte oltre alla teoria conta moltissimo la pratica… non e’ la stessa cosa!
Ho inseguito la passione, anche perche’ da ragazza comunque agraria mi “prendeva” anche se¬†non ho avuto il coraggio di intraprendere quegli studi.

Sebbene a Parma si trovasse il suo ‚Äúpiccolo mondo‚ÄĚ nel 2003 Sonia ha deciso di allargarne i confini.
 
Nel 2003 avevo Adriana piccolissima (14 mesi) ma la tentazione di rimettermi in gioco è stata prevalente, anche se la distanza dalla Giaroli (la mia mitica mamma) si è fatta sentire.
Non nego che il progetto dell’azienda agricola c’era gi√† nella testa di mio marito, anche perche’ era nella storia di famiglia: suo padre, storico e brillante avvocato di Lecce, aveva comunque portato avanti le coltivazioni al meglio.
Nel 2010 dopo sette anni di ristrutturazione delle campagne ad oggi non ancora ultimata, abbiamo capito che la terra è un lento divenire e abbiamo deciso di costruire lo stabilimento vinicolo per lavorare a filiera corta dalla produzione primaria del frutto alla sua commercializzazione in vino.
Riflettevo proprio in questi giorni su queste vicende, e forse questo è il segreto: non avere fretta ma osservare ed imparare per poi attuare e sempre migliorare.
 
L’anno scorso √® nata la piccola Vittoria in un periodo dove il tempo √® tiranno visto che l’azienda e’¬†una start up.
Tuttavia Sonia e’ convinta che il loro futuro sia nella terra, anche se gli amici ridono quando lei afferma decisa che la piccola da grande studier√† agraria!
Chi mi conosce bene sa che non scherzo e poi un po’ campagnola lo √® visti gli ascendenti!
(Lo so che Sonia scherza… in ogni caso su questo punto, avendo io -La Masca in Cucina- un figlio di quasi 23 anni, mi permetto di dissentire o, almeno, di essere cauta: i figli non sono nostri, ma del mondo, e vanno assecondati e indirizzati, ma su una strada a molte uscite, affinche’ possano scegliere la loro.
La prova? Mio marito e’ ingegnere, mio padre e suo zio lo erano, io ho fatto ingegneria e mio figlio e’ un brillantissimo studente di… medicina!
Quindi, auguro a Vittoria di andare incontro alle aspettative della sua mamma, ma solo se collimeranno con le sue)
 
Inizialmente appena arrivati in Salento ci siamo occupati della ristrutturazione degli uliveti ancor prima della vigna (abbiano 30 ettari ad olivi secolari nella zona di Scorrano, Botrugno, Muro Leccese e Maglie) quando ancora in Puglia l’olio si faceva con olive raccolte da terra.
Mia cognata Vera fu tra i pochi a produrre olio imbottigliato con olive raccolte direttamente dalla pianta, e ancora oggi a dodici anni di distanza il nostro olio e’ molto apprezzato per la sua qualit√† e sempre pi√Ļ produttori e frantoiani della zona hanno sposato la via della qualit√†.
Vicino ai nostri uliveti abbiamo ristrutturato un piccolo agriturismo chiamandolo “Masseria 30 Mogge”, nome della contrada su cui insiste il fabbricato, che poi ha dato il nome al nostro vino bianco 100% Malvasia Bianca.
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Il progetto di ristrutturazione della piccola masseria e’ nato per poter ospitare coloro che vogliono conoscere il territorio e -perch√© no- anche visitare la nostra realt√† imprenditoriale.
L’intera azienda sia olivicola che vinicola usa il marchio Vaglio Massa che √® il cognome di mio suocero e dei ragazzi (Bartolo e Vera)
La cantina Vaglio Massa e’ moderna nella struttura e negli allestimenti: e’ stata una scelta dettata dal fatto che in loco non esisteva un precedente edificio da ristrutturare, quindi dovendo fare tutto da zero si e’ optato per la scelta dello stile moderno al 100% in luogo dell’edificio con finte coperture in mattoni e travi in legno posticce.
Posso raccontarvi¬†qualcosa sui vini, per quanto -come sapete- io non sia un’esperta.
La prima cosa -ovvia, magari- e’ che mi sono piaciuti.
Sembra poco, ma qui sul mio sito parlo solo di cose che mi piacciono: se di qualcosa non posso parlare bene, evito proprio l’argomento, perche’ scrivere e’ un piacere e non un esercitare il diritto di dar medaglie o croci in testa alla gente.
Nel porticato della cantina ci sono i vinificatori e nei locali adiacenti i silos di acciaio, le botti in legno, la macchina per imbottigliare ed etichettare: fuori, al di la’ del piccolo cortile circostante la cantina, c’e’ il vigneto.
Alle viti gia’ a dimora si affinca un nuovo impianto di primitivo.
La filosofia che anima la Cantina Vaglio Massa e’ quella di produrre vino legato al territorio: per questo non manca il Negramaro.
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La produzione di Vaglio Massa attualmente comprende:
30 Mogge, da Malvasia bianca 100%, un bianco da uva vendemmiata leggermente in anticipo, con un sapore fruttato e leggermente acidulo, affinato per 4 mesi in acciaio e un mese in bottiglia
I Fratelli, da Negroamaro 100%, un rosso fatto con uva raccolta a maturazione, che riposa sei mesi in acciaio e sei in bottiglia.
Primarosa (il mio preferito), un ros√© da Negroamaro 1005, preparato per fermentazione¬†a 16/18 gradi dopo che alla pigiatura e’ seguita l’alzata di cappello: le bucce salgono x peso specifico dopo 8 ore circa, e¬†si estrae allora per caduta, da sotto, una parte di misto da vinificare.
Riposa 4 mesi in acciaio e altri 2 o 3 in bottiglia.
Il colore e’ bellissimo, perche’ e’ un rosa antico molto intenso, diverso dal colore dei ros√© della Costa della Provenza, ad esempio: e’ quasi un rubino.
Il sentore di frutti rossi e’ piuttosto evidente e “va giu’ bene”, con soddisfazione del commensale.
Sputafele, un rosso dalla tonalita’ intensa, ricavato da Negroamaro 100% che fa 13.5 gradi, macerato per circa 15 giorni a non piu’ di 25 gradi e successivamente pressato e lasciato fermentare altri 10 giorni, prima di riposare 6 mesi in acciaio e quasi un anno in botti di legno: ¬†e’ un vino strutturato, e per me che sono una persona semplice potrebbe gia’ essere un vino da meditazione.
Se non fa meditare, almeno appaga il palato, nel senso che e’ caldo e morbido e quindi adatto ad esser sorseggiato lentamente.
Gli abbinamenti dei vini Vaglio Massa con i piatti ispirati al territorio vengono benissimo: strepitoso il rosso con le bombette di carne, ma ineccepibile e’ anche il bianco con gli stuzzicanti antipasti (anche con i pomodori secchi sott’olio, che sono semplici ma deliziosi) e del ros√© con una fregola alle verdure.
Silvia, #storytellerdiCuneo

32 thoughts on “Andando per vini in Salento passiamo dalla Cantina Vaglio Massa

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