Una foto de La Masca in Cucina su un sito giapponese: “signore Occelli” lo trovi ovunque nel mondo!

 

Una mattina apri la mail da cellulare mentre sei ancora mezza addormentata e ci trovi un gentilissimo messaggio scritto in italiano in cui il signor Chisato Sugino, scrivendo da un negozio di Tokio, ti chiede se puo’ usare la tua foto “di signore Occelli scattata al Salone del Gusto di Torino” perche’ il suo sito on line, e il suo negozio, hanno iniziato a vendere quel burro e quei formaggi, e in quella foto “lui sembra molto naturale che ci credo che e’ migliore per introdurre i suoi prodotti”.

Potevo dire di no?
Per esser sicura che la mia risposta fosse chiara (ovviamente ho chiesto di lasciare in evidenza il logo de La Masca in Cucina) ho mobilitato la mia amica di Facebook Harumi, una gentilissima signora Giapponese che parla e scrive un Italiano strepitoso, la quale ha tradotto la mia mail nella sua lingua, dopo di che l’ho inviata.

E cosi’ da oggi una foto de la Masca in Cucina e’ sul sito di un negozio del Sol Levante.

E’ una piccola cosa, ma ne sono molto felice, perche’ se con una ricerca on line e’ saltata fuori la mia foto, significa che il mio sito e’ ben indicizzato!
Inoltre (ed e’ molto bello) questa e’ anche la la prova che le persone possono essere beneducate: in un mondo dove nessuno bada piu’ alla cortesia, e’ bellissimo che ti chiedano il permesso per usare una tua foto.

E’ una cosa che risveglia la fiducia nell’umanita’, o almeno in una parte di essa.

Usando il traduttore di Google salta fuori che nella spiegazione c’e’ anche raccontato che la foto e’ stata concessa da me dopo esser stata trovata sul mio sito.

Bisogna pero’ che adesso io scriva per vedere se riesco a far correggere Occeri con Occelli, piccolo errore di pronuncia che si e’ trasferito nella scrittura!
Per il resto… Arigato, Chisato-san.
Grazie!

 

E divagando divagando, vi racconto un altro aneddoto legato al marchio Occelli.

Un paio di settimane fa sono andata con la famiglia a trovare il nostro amico Emilio in Svizzera: e’ un appuntamento fisso almeno un paio di volte all’anno (bisognerebbe davvero chiedergli se e’ d’accordo o se ci subisce con rassegnazione) e, a parte l’inevitabile full immersion nel centro di Zurigo, con relativa piccola sessione di shopping nel reparto casa di Globus a beneficio del sito (hanno cose da urlo, che valgono davvero la visita) e l’immancabile cena alla Zeughausekeller per gustare la birra flambée (QUI vi propongo la mia ricetta), siamo andati a fare un giro fino ad Appenzeller.

E’ un bellissimo paesino di piccole case colorate ed affrescate, ricco di locali e di negozietti, ed e’ famoso per il formaggio: il piu’ noto forse e’ l’Appenzeller, appunto, ma ce ne sono infiniti altri, perche’ in Svizzera –tanto per ricordarlo- ci sono molti prodotti caseari al di la’ del “gruviera”, come lo chiamiamo sbrigativamente noi italiani.

Entro in un negozio di soli formaggi in centro con mio figlio, ghiottissimo e sempre pronto ad assaggiare nuove cose, e mentre stiamo assaggiando per decidere che cosa acquistare, l’occhio mi cade su un gigantesco adesivo attaccato proprio in centro al banco frigo.

Guardate e ditemi se lo riconoscete!

 

Ovviamente non ho perso occasione per ciarlare con la proprietaria del negozio (e se no a che pro conoscere il tedesco?) e le ho detto che io abito relativamente vicino alla Stagionatura di Occelli, cioe’ esattamente non piu’ di tre tal, tre valli piu’ in la’.

La signora si e’ incuriosita molto; le ho parlato del formaggio con la frutta secca macerata nella grappa di moscato e si e’ segnata tutto, dicendo che avrebbe chiesto al suo fornitore, perche’ anche se i formaggi di Occelli sono un po’ cari (e lo credo: sono di nicchia, e vengono da lontano) ai suoi clienti piacciono molto, specialmente quello al Barolo.

Insomma: era davvero interessata e la conversazione e’ stata piacevole.

E’ anche bello, e abbastanza particolare, trovare cosi’ ben accetto un prodotto di casa nostra proprio nel “aese del formaggio svizzero”, vi pare?

Durante i miei viaggi (e qualcuno l’ho fatto, eh, negli anni! Vi diro’ pero’ che ci vorrebbe il portafogli di zio Paperone per farne anche di piu’) mi sono ‘imbattuta’ spesso in prodotti Occelli in giro per il mondo, e sempre in location di un certo pregio.

A Vienna, da Julius Meinl am Graben, che si trova nel cuore della citta’ ed e’ un tempio dell’enogastronomia golosa su due piani, un terzo del gigantesco banco dei formaggi al taglio e’ occupato dai prodotti della Valle Casotto.

Non male, vero?

L’eccellenza italiana nel mondo e’ sempre riconosciuta.

3 thoughts on “Una foto de La Masca in Cucina su un sito giapponese: “signore Occelli” lo trovi ovunque nel mondo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*