Un racconto pubblicato da La Masca in Cucina

 

Eh, scrivere in rete e’ bello, ma un racconto su carta ha sempre fascino!

In attesa del mio primo romanzo (nel corso del 2015 dovrebbe andare in stampa, perche’ e’ quasi terminato) e del libro di racconti, ricette ed altro, che scrivo con l’amica chef e non solo con lei (ma per ora la partecipazione della seconda persona e’ top secret perche’ non ha ancora scoperto se i suoi impegni di lavoro le consentiranno di partecipare come vorrebbe) vi segnalo, cari Amici, una mia piccola soddisfazione.

Un mio racconto fa parte del volume Tra le colline e il mare, della Marco Sabatelli Editore, e ne sono felicissima, anche perche’ ho avuto tra le mani la copia che vedete nella foto il 24 dicembre, quindi e’ stato un bellissimo regalo di Natale.

Narra la storia, tra verita’ e leggenda, del bandito Miclinet, un personaggio delle mie montagne, vissuto nel lontano 1700: e’ un racconto avvincente, e non per merito mio, ma delle mirabolanti avventure del brigante Michele Mamino.

Erano tempi duri: i Savoia prima, i Francesi poi, affamavano le vallate con i loro dazieri spietati nell’esigere tasse e balzelli.

In fondo e’ un racconto di miseria e di sopravvivenza, e credo vi piacerebbe.

Non posso dirvi di piu’, perche’ vi toglierei il mistero, ma posso -forse- trascrivervi qui un piccolo passaggio.

Che dite, lo faccio?

Ma si’… ecco, stanotte saro’ Befana (e’ il 5 gennaio adesso), ma buona.

…Sorrise, ma guardando fuori dalla finestra che era accanto al suo tavolo, vide due uomini intabarrati dirigersi verso la locanda.
Gendarmi.
Inizio’ a frugare in tasca senza mostrare l’agitazione che lo pervadeva, prese il denaro del pranzo, lo depose sul tavolo, ma una moneta ruzzolo’ sotto la panca e mentre lui si chinava a raccoglierla, i due entrarono spalancando la porta.
“ Cerchiamo un uomo per conto di Sua Maesta’ ”
Cercavano lui, lo dava certo come il tramonto a Ovest, ma prima di uscire voleva divertirsi un po’.
“Buongiorno ai gendarmi del re.” – disse versandosi un bicchiere di vino
“Cercate un uomo? Qui siamo povera gente, ma tutti uomini, e veri: donnette non ce n’e’, e quelle che portano davvero la gonnella stanno a casa, perche’ son donne onorate. Chi cercate?”
Guardandolo cosi’ ben vestito e sistemato, i gendarmi lo immaginavano signore o forse mercante, ed erano propensi a credere a quello che diceva.
“Un bandito feroce, che ruba al re e ai dazieri, e ha ucciso tanta gente, lo conoscete? Mamino, si chiama”
“Mamino e’ un cognome di qui, non mi dice niente da solo e quindi non posso aiutarvi”
Nel frattempo Michele si era alzato, avvolgendosi bene nel mantello anche e soprattutto per nascondere il fucile che aveva a tracolla, e si stava avviando alla porta.
‘Ma se mi dite il nome preciso, forse posso provarci” aveva chiosato mentre la apriva per uscire
“Michele. Michele Mamino.”
“Ah, Miclinet! No, signori, io non l’ho visto, ma voi si’, mentre usciva dalla Locanda e vi ossequiava caramente

 

 

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