Un fiume in piena chiamato chef Diego Bongiovanni

Io vado a prima impressione, sempre e comunque, fino ad essere magari sventata, ma ben poche volte sono caduta in errore: chef Diego Bongiovanni -che certo avevo visto alla PROVA DEL CUOCO, per quanto io bazzichi poco la tv- mi ha conquistata di persona a Mondovi lo scorso aprile e sono rimasta davvero folgorata dalla sua energia vitale, un vero fiume in piena.

Spiego: da quel poco di tv che ho conosciuto da dentro, alcuni personaggi nel dietro le quinte non sono davvero come sembrano: e’ ovvio forse, lo metti in conto, lo sai, ma ci resti male lo stesso.

Con Diego non mi e’ successo.
L’ho incontrato 3 volte: a Mondovi (CN), a Parma e a Cuneo, dove (con un pizzico di orgoglio) posso dire di averlo voluto e portato personalmente.

Ecco, incominciamo da aprile 2016: approdo alla ChefCup Occelli come giudice di gara (sfida tra i bravissimi studenti dell’Alberghiero Giolitti di Mondovi) e lo trovo li’, astigiano con un piede in provincia di Cuneo, che se la discorre in dialetto con Beppino e un calice di rosso.
Presentazioni e via, sembra di conoscerlo da sempre: niente arie da divo o da distaccato.

 

diego bongiovanni

Ma alla nostra eta’ non ci facciamo certo imbrogliare da un sorriso e una stretta di mano.

Pero’ possiamo farci conquistare dalla professionalita’.

Diego Bongiovanni sul palco: una scarica adrenalinica che ti sovrasta, ti accompagna, ti coinvolge.

Che cosa fa di bello, mentre presenta le performance dei ragazzi di Mondovi?

Parla, ma non e’ monotono e soprattutto non e’ in cattedra.
Hai la sensazione che potrebbe andare avanti per ore (e lo fara’ infatti) senza mai ripetere due volte la stessa parola o frase.
Senza annoiare e dire cose ovvie.
Raccontera’ di tecniche o di prodotti locali con competenza, mentre nel frattempo terra’ d’occhio le cotture e non gli sfuggiranno i passaggi delle singole preparazioni.

Interagira’ col pubblico: lui il pubblico lo chiama e lo coinvolge ed e’ strano vedere quanto la gente di Mondovi possa esser schiva (o forse soggiogata)!

Ho notato una cosa apprezzabile: Diego, che ha una piccola storia personale di iniziali insuccessi  poi ribaltati con grande determinazione (lo si nota nel suo look, nel suo curare la forma e perfino nella impeccabile gestione dei suoi Social Network che gestisce da solo, senza addetti stampa che filtrino) non parla mai di se’ come chef in cattedra per insegnare.

Ti da un consiglio o un aiuto, ma lo veicola direttamente, senza filtrarlo attraverso la pesantezza del perche’ lei non sa chi sono io.
Per dirvi della ChefCup, Diego ha animato la scena con garbo e tenendo su le palpebre di tutti per oltre 3 ore.

diego bongiovanni

E veniamo a Parma, nella strepitosa cornice di Cibus: passo accanto allo stand della Sacla’, lo noto in mezzo ai food blogger impegnati in una sfida e alzo timidamente (no, non sono timida: in modo ostentato) la mano per salutare, sicura che intanto non mi avra’ vista e nemmeno riconosciuta.

E invece no.

Ehi, Masca in Cucina, dove te ne vai?
Alla sfida del tortellino, sono una concorrente!
Brava: facciamo gli eventi insieme e tu passi di qui e mi molli. Va beh, poi ci facciamo un selfie, dai.

Capite?
Per una piccolissima blogger come me il momento di notorieta’ e’ stato elettrizzante (facciamo eventi insieme…. ok, era vero, ma si sono girati tutti! 😉 )

E allora si’, che per il mio evento ti voglio qui con me, Diego Bongiovanni, in terra di Cuneo, alla FIERA NAZIONALE DEL MARRONE 2016, che e’ si’ a Cuneo (e i Milanesi sorridono), ma e’ un evento Nazionale, nel quale io, piccolissima blogger, ho visto realizzare il mio progetto!

L’organizzazione capeggiata da Luca Chiapella, Presidente di Confcommercio, ha creduto nel mio consiglio e ha approvato la scelta: Diego Bongiovanni e’ stato testimonial dell’inaugurazione della Fiera e poi leader indiscusso per 4 ore di sfide a colpi di Mistery box al Palamarrone.

Impeccabile, elettrizzante, un mattatore senza cedimenti e sbavature, mai.
Ho visto il gotha di Confcommercio e Conitours rapito davanti a lui, commentare entusiasta ma come fa?.

Pateticamente io ogni tanto -anche perche’ avevo mansioni di co-presentatrice- gli rubavo il microfono perche’ riposasse 5 minuti: mica serviva davvero.

Il pubblico cuneese era estasiato da questo personaggio autentico, che nelle pause non si negava e non si dava arie.

A mio giudizio e’ il giusto compromesso tra la preparazione, la notorieta’ e l’esser divo con i piedi per terra.
Un uomo da palcoscenico sicuramente, che traina un evento fino in fondo ed e’ worth every single penny, come direbbero gli inglesi.

 

 

 

 

2 thoughts on “Un fiume in piena chiamato chef Diego Bongiovanni

  1. Non conosco personalmente Diego, lo conosco perchè lo seguo nei suoi blog, lui è proprio come lo hai descritto. Brava!

    1. Grazie mille del commento, signora Emma, e dell’apprezzamento. Si’, e’ proprio cosi’.
      Lo vedo “vero” e mi piace un sacco, in linea col mio mdo di fare e di pensar

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