UBO: la App antispreco presentata al convegno di Expo Milano 2015 organizzato da Regione Piemonte

 

 

“La lotta agli sprechi alimentari: una buona occasione” è il titolo del convegno che si è tenuto venerdi 10 ottobre 2015 in Expo a Palazzo Italia patrocinato dalla Regione Piemonte e dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, durante il quale si e’ presentato il portale Una Buona Occasione e la App UBO, realizzata con la collaborazione di 4 Dipartimenti dell’ Universita’ di Torino.

Sono grata alla regione Piemonte e a Biteg dell’invito: mi sono gia’ occupata di sprechi alimentari a Expo Milano 2015, come relatrice a un bel convegno patrocinato da Conai a Cascina Triulza il 18 settembre 2015 (QUI per sapere tutto o quasi sui vari argomenti trattati) e mi ha arricchita ascoltare anche gli interventi dei singoli partecipanti a questo incontro (Cerutti -Assessore alle Politiche Giovani- Corgnati, Nichetti, Bertolini…): li troverete certamente nei comunicati stampa, ma ve li riassumo qui sotto attraverso i miei tweet.

E’ stato presentato anche un bel cartone animato che ha lo scopo di sensibilizzare i bambini nei confronti degli sprechi alimentari, con colonna sonora cantata dal rapper Rayden.

Io pero’, come sempre, non voglio fare una cronaca, ma esprimere quello che secondo me e’ il senso emozionale e quale il messaggio che ci colpisce dopo aver ascoltato i relatori.
Sono una foodblogger/influencer di montagna quindi alla stagionalita’ e agli sprechi faccio molta attenzione.

Non e’ più tempo di potlatch.

Questa frase fa riferimento ad una festa pacifica e propiziatoria dei nativi Kwakiutl dell’isola di Vancouver British Columbia Canada che già alla fine dell’Ottocento aveva allarmato così tanto il governo canadese da fargli promulgare una legge che la vietasse.
Durante il poltatch i capi delle tribù davano fondo a tutte le loro ricchezze per dimostrare proprio di essere ricchi: arrivavano a competere così tanto tra loro da dilapidare e regalare il loro patrimonio, gettando la famiglia e la tribu’ in bocca e di stenti.
Ebbene, dal 2008 -anno della crisi mondiale economica- nonostante ci stiamo risollevando da essa, non è più tempo di sprechi e il potlatch e’ diventato un po’ il simbolo di essi.
Innanzitutto la popolazione mondiale sta vertiginosamente aumentando, con un trend di impennata che merita attenzione, in secondo luogo e poi siamo diventati -ed era ora- molto più food conscious.
Il mondo è saldamente diviso in una parte obesa (sia fisicamente, per il troppo cibo, che intellettualmente perché nonostante i molti stimoli e la possibilità di studiare si e’ perso il contatto fisico con la realtà della vita, dell’alimentazione, del rispetto dell’ambiente) e una seconda parte che è indigente dal punto di vista economico in generale e anche da quello strettamente alimentare.
Expo Milano 2015, Nutrire il pianeta, non poteva non porre l’accento anche e soprattutto sugli sprechi alimentari.
Se ne e’ parlato -come vi ho detto in apertura, citando il link al mio resoconto, anche il 18 settembre a Cascina Triulza durante un convegno organizzato dei produttori di packaging sostenibile  e se ne è parlato ieri durante “La lotta agli sprechi alimentari: una buona occasione”.

In quest’ambito e’ stata presentata la UBO-App, che e’ davvero una buona occasione consultare, dopo averla scaricata gratuitamente sia su Google che su Android.

Essa e’ articolata in diverse parti ed ha lo scopo di aiutare il cittadino comune a districarsi nelle situazioni, apparentemente banali ma in realtà potenziali fonti di spreco, della conservazione dei cibi freschi e dell’acquisto stagionale e misurato di essi.

Poter sapere, con un semplice clic, quali sono i prodotti stagionali, come vanno conservati, quanto a lungo si possono mantenere in frigo o in dispensa, che quantità è mediamente necessaria (al di là della golosita’ di ciascuno di noi) per preparare una cena per tre persone, ad esempio, è sicuramente un aiuto.

È chiaro che le nonne di famiglia e anche le mamme che hanno passato i cinquant’anni più o meno a queste considerazioni sono abituate, ma la App può essere utile per loro ugualmente ed ancora di più lo è per le nuove generazioni che, cresciute in un’epoca di notevole benessere, hanno perso completamente il contatto col fare la spesa in maniera oculata, senza sovraccaricare il carrello e quindi il frigorifero, ma avendo un occhio vigile su quello che è il reale fabbisogno individuale.

Tutte queste informazioni si reperiscono con pochi clic su UBO e sono sicure, in quanto dietro di esse c’è tutto lo studio delle realta’ che hanno collaborato alla confezione di UBO..

Ma non basta: sono state recentemente aggiunte alla primitiva App ulteriori sfaccettature, ad esempio il contenuto in termini di principi nutritivi di ogni alimento presente in essa e l’apporto calorico relativo: inutile sottolineare come questo sia fondamentale non solo per chi sta a dieta, ma per la salute di ogni individuo.

Il fatto di essere una popolazione mediamente sovralimentata ha fatto aumentare negli ultimi anni vertiginosamente l’incidenza della sindrome metabolica e delle malattie cardiovascolari.
Chiaramente UBO non si sostituisce al consiglio del medico, ma da’ indicazioni immediate e a carattere generale che possono essere utili nella preparazione del menu quotidiano.

Che dire… Il consiglio è di scaricarla e di provarla, anche perché è gratis e quindi ci impegna veramente zero averla sul telefono e provarla.

Una cosa sei interessante di UBO tra l’altro e’ che prevede anche una sezione lista della spesa, nella quale si può compilare la propria lista senza ricorrere a carte penna e averla portata di mano all’ingresso del supermercato: introducendo il numero di persone UBO ci calcola le quantita’ medie da acquistare.

Ho posto l’accento sul particolare della necessita’ di fare la lista della spesa anch’io quando ho parlato Cascina Triulza, perché la regola numero uno per fare bene la spesa senza sprechi consiste proprio in due cose:

  1. non andare mai a fare la spesa quando si e’ affamati, perché altrimenti si cade vittima di tutto ciò che si vede, indiscriminatamente, negli scaffali nel banco frigo.
  2. fare sempre la lista della spesa, perché in famiglia possiamo essere 1, 2 o magari anche 6, ma non possiamo andare a fare acquisti come se fossimo un piccolo esercito affamato, altrimenti metà della roba finiremmo per buttarla via.Considerazione personale: credo che tutti noi abbiamo notato come periodicamente i supermercati cambino la disposizione dei prodotti non solo all’interno di un singolo scaffale, ma nelle corsie, per cui entrando dove andiamo di solito a fare acquisti non troviamo più nulla, incominciando a girovagare da una corsia all’altra. Spesso dietro a questo operazione c’e’ l’idea di razionalizzare la distribuzione dei prodotti negli scaffali, ma altre volte è semplicemente una questione di abile marketing.
    Le persone sono abituate ad andare a colpo sicuro nella tal posizione del supermercato, prendere il prodotto che interessa e proseguire oltre senza guardarsi attorno: spostare i prodotti significa far sì che il consumatore sia costretto ad ispezionare con cura gli scaffali per trovare ciò che lo interessa e nel frattempo, inevitabilmente, il suo occhio si sofferma su altre cose che non aveva mai notato e che in quel momento gli sembrano interessanti, quindi le acquista.
    Vista dalla parte del venditore questa strategia e chiaramente remunerativa, così come posizionare patatine e snack vari vicino le casse in modo da catturare l’attenzione della persona che si sta annoiando in coda, ma dal punto di vista del consumatore è una vera e propria autostrada verso lo spreco.Anche in questo senso UBO, con la sua opzione lista della spesa, puoi darci una mano: non abbiamo bisogno di carta e penna, non abbiamo il pericolo di fare la lista e dimenticarcela sul tavolo della cucina, l’abbiamo con noi perché oramai viviamo attaccati al nostro cellulare e quindi non abbiamo piu’ scuse: possiamo essere oculati con poca fatica.

Silvia, #storytellerdiCuneo

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