Torta di grano saraceno, senza glutine

Oggi vi presento una torta squisita, che mi ha suggerito la mia amica Gabriella Tesio e io ho adattato leggermente per il motivo che vi diro’ tra poco: la Torta saracena, senza glutine per la Giornata nazionale delle torte di grano saraceno del Calendario del Cibo Italiano di Aifb

Ambasciatrice della giornata è l’amica Enrica Gouthier.

Se hai fretta

SALTA E VAI ALLA RICETTA

altrimenti mettiti comodo e continua il racconto.

Si tratta di un dolce della tradizione contadina, come piace a me, ma senza farina di frumento, quindi adatta anche agli intolleranti al glutine: contiene solo farina di grano saraceno e farina di mandorle, oltre ovviamente a burro, latte, uova e zucchero.

Gabriella mi ha scritto:
Ciao Silvia,
premetto che questa torta l’ho conosciuta circa 10 anni fa quando mio marito mi ha portato per la prima volta a Vipiteno, durante i mercatini di Natale e me ne sono innamorata. E’ tipica di quelle zone, tant’è che la marmellata di mirtilli rossi della D’Arbo, la trovi o lì o da Paissa a Torino…

La foto che mi ha mostrato era decisamente invitante, e quindi le ho chiesto la ricetta; avevo gia’ in mente, comunque, di cambiare leggermente la ricetta, e vi spiego perche’.

Il grano saraceno e’ assolutamente tipico delle Vallate Monregalesi, che attorno all’anno 1000 sono state piu’ volte oggetto di scorribande da parte dei pirati saraceni provenienti attraverso le Alpi da Frassinetto -l’antica St Tropez- che introdussero appunto questa poligonacea -e non graminacea e questo è il motivo per cui non c’è traccia di glutine nel seme- nelle nostre valli).

Uno dei piatti tipici delle Valli Cuneesi e’ la polenta di grano saraceno, fatta con quella patina, appunto, è un paio di patate in aggiunta: la si condisce con formaggio fuso e, se fa freddo, è un comfort food di grande valore.

La marmellata di mirtilli rossi invece non e’ proprio della zona, ma potevo sostituirla con quella di lamponi raccolti a Monte Moro, oppure anche di prugne ramassin, frutto cuneese molto noto.
L’essenziale era che la marmellata fosse acidula e di colore brillante tendente al rosso!

Guardando in dispensa, mi sono accorta che la marmellata di ramassin era ‘evaporata’ (ho cavallette feroci che si annidano in famiglia 😀 ), ma di lamponi ne avevo ancora un barattolo, scampato al saccheggio!

Mi sono messa all’opera, e vi trascrivo direttamente la ricetta cosi’ come l’ha scritta gabriella.

DUE COSE DA NOTARE: 
1. Io ho usato il burro e non la margarina
2. Nel fitto carteggio tra di noi, o nei copia e incolla, e’ sparito lo zucchero!
Insomma, come vedete nella ricetta sotto non compare, ma ovviamente ci vuole, e allora ho fatto di testa mia per le quantita’, e direi che ci ho azzeccato!
Non potete immaginare quanto e’ buona!

 

INGREDIENTI

–          100 gr di farina di grano saraceno

–          100 gr di burro (Gabriella ha usato la margarina e dice che è rimasta più morbida)

–          100 gr di farina di mandorle

–          2 uova medie

–          ho aggiunto lo zucchero: 100 g di zucchero e 3 cucchaini di zucchero a velo vanigliato

–          Una bustina di lievito per dolci

–          100 gr di marmellata di mirtilli rossi

–          Latte qb (io ne ho usato circa 140 ml)

–          Zucchero a velo qb

 IL PROCEDIMENTO DESCRITTO DA GABRIELLA (l’ho seguito alla lettera, ma ho usato la teglia da plum cake)

1. Lavorare con un cucchiaio di legno il burro (o margarina) a crema insieme allo zucchero in terrina.
2. Aggiungere i due tuorli (tenete da parte gli albumi).
3. Io metto insieme la farina di grano saraceno, quella di mandorle, la vanillina e il lievito così da formare un unico composto e mano a mano lo aggiungo alla crema di zucchero, uova e burro diluendolo con il latte in modo che il composto rimanga morbido ed elastico. In ultimo aggiungi gli albumi precedentemente montati a neve.
4. Poi verso tutto, in una teglia leggermente imburrata di cm 20 cm di diametro e metto in forno ventilato preriscaldato a 180° per 40 minuti di cottura.
5. Togliere dal forno, far raffreddare bene, tagliare a metà, farcirla con la marmellata e prima di servire cospargere di zucchero a velo.

È ottima mangiata il giorno dopo. (anche subito, aggiungo io!)

😛

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