Ti racconto l’Expo 2010 di Shanghai: Better City, Better life

E ora che inizia Expo 2015 io posso dire che all’Expo 2010 di Shanghai, Better City, Better Life, io c’ero!

Infatti c’ero sul serio, e a suo tempo postai due articoli sul quotidiano on line mentelocale.it
Il primo e’ di gennaio 2010, e parla di padiglioni gia’ molto avviati e di un gran buco per terra dove dovrebbe sorgere quello italiano.
Normale disorganizzazione? Potrebbe essere.
Ve lo incollo qui sotto tra un attimo.
Ma poi c’e’ il secondo articolo, quello di ottobre 2010, a Expo aperta e visitatissima: il padiglione italiano c’e’ – vedrete tra poco le foto – ed e’ bellissimo.
Magari punta molto sul design e sul made in Italy in senso lato e poco sull’argomento vero dell’Expo 2010, che punta sulle soluzioni abitative che migliorano la vita delle persone, ma e’ comunque un padiglione elegante, bilanciato, chic, che ha attirato tanti visitatori.
Finito in tempo.
Pronto quando serviva.
Perche’ noi Italiani siamo quelli del colpo di reni, dello scatto sui cento metri alla fine della maratona, del lavoro frenetico dopo il cazzeggio iniziale.
Perche’ vedete… alla fin fine il padiglione della Svizzera era pronto anche un po’ prima dell’apertura, e conteneva una montagna artificiale coperta di neve e con una seggiovia che saliva e scendeva, ma a ottobre 2010 la seggiovia era rotta, perche’ chi ha fatto il progetto non ha tenuto conto della climatologia di Shanghai, e qualcosa saltava a livello elettrico perche’ la neve si scioglieva piu’ del dovuto.
Anche gli orologi svizzeri, nel loro piccolo, si rompono.
Il nostro padiglione invece sfavillava di Ferrari e Valentino, offriva uno spaccato della Cupola del Brunelleschi e una pasticceria italiana dove c’era la coda per sedersi per un semplice caffe’, tanta era la folla che voleva entrare.

Ecco perche’ io, che credo in Expo 2015, dico ai detrattori e a coloro che stanno bofonchiando che non siamo pronti e che sara’ un flop, che il bilancio si fa a consuntivo

L’Italia, come sempre, potrebbe sorprenderci, e rivelarsi una volta di piu’ quel paese che si’ tutti critichiamo, dove il laureato non guadagna abbastanza e l’operaio arranca, dove entri con un’arma in tribunale e fai una strage e ciononostante due giorni dopo la gente brontola mentre e’ in coda ai controlli di sicurezza, ma che e’ capace lo stesso di dire la sua al mondo ed esser preso a modello.

Ci spero e ci conto.

Che cosa invidio ad Expo 2010, e credo sara’ ineguagliabile in Italia, e’ la capacita’ di gestire la folla.
I Cinesi ci sono abitutati da sempre, a muovere masse enormi, e ti smistano e dirigono con precisione e in fretta.

Il giorno che andai io con i miei familiari, a ottobre 2010, entrarono oltre 70000 persone.
Arrivammo coi biglietti comprati on line e li scambiammo con le tessere magnetiche ad una delle enne-mila biglietterie all’ingresso.
Poi non facemmo piu’ di 15 minuti di coda per entrare: coda ordinata, precisa, calma e silenziosa, controlli rapidi, ma efficaci col metal detector (e ce n’era uno sterminio, non due o tre), indicazioni ovunque per non perdersi.

Sotto un caldo umido e opprimente (c’erano 26 gradi, ma col 90% di umidita’) pensavo che sarei schiattata in fila, ma non ci fu tempo, perche’ entrammo subito e la meraviglia di trovarci “nel mondo” non ci fece sentire la stanchezza.
Non riuscimmo a vedere tutto in un giorno, ma sara’ impossibile, credo, anche a Milano.
Tuttavia uscimmo a tarda sera molto contenti.

Il padiglione piu’ bello?

Secondo me, dal punto di vista architettonico, era quello dei Paesi Bassi: colorato e fatto come le montagne russe.

expo

E adesso, miei cari, ecco l’Expo 2010 di Shanghai per chi non ha avuto la fortuna, come me, di esserci stato.
Mai avuta tanta nostalgia, come oggi, della mia vita in Cina.
Forse la distanza amplifica i ricordi belli e opacizza quelli brutti: va anche detto che in tre anni di soggiorni da due mesi ciascuno in Cina la sola cosa brutta che ricordo e’ la terribile influenza che contrassero mio marito e mio figlio nel 2010 poco prima di rientrare in Italia.
Ma ormai e’ passata.

GENNAIO 2010

Parliamo di cose serie: Expo Mondiale 2010, tema: Better City, Better Life. C’è fermento in città ed in tutta la Cina perché, come dicono qui, è la prima volta che l’Expo si fa in un paese in via di sviluppo (gli eventi iniziano il primo maggio, per concludersi il 31 ottobre).

L’altra sera sulla CCTV9, il canale inglese della tv di stato cinese, c’era un servizio sulla preparazione dei vari padiglioni nazionali. Ovviamente le telecamere erano puntate sull’Europa.La Svizzera presenta un padiglione fantascientifico, con sopra i prati con le mucche e sotto la parte di urbanistica, e il passaggio dall’una all’altra parte si effettua con una seggiovia che risale a spirale un buco di collegamento. La Germania offre un padiglione tecnologicissimo e gigantesco, legato alle energie rinnovabili; il Lussemburgo ha un padiglione più grande del paese stesso. E l’Italia?

Ahimè, non vorrei dirvelo, ma alla fine è arrivato anche il turno dell’Italia: ripresa di un prato con un buco in mezzo ed un geometra cinese che dice: «beh, sì, stiamo iniziando… ora… forse… il mese prossimo dovremmo cominciare, ora vediamo… ». Segue intervista ad una responsabile, che mastica «sì, l’Italia è bella, si mangia bene…» con un inglese che ricorda molto quello di Trapattoni. A questo punto il conduttore televisivo le chiede: «ma perché un turista dovrebbe visitare il padiglione italiano?». E lei: «Perche l’Italia è bella… si mangia bene… ».

Io, comunque, il gadget della manifestazione col simpatico pupazzetto azzurro lo compro lo stesso, tanto in città ci sono molti negozi ufficiali dell’Expo, che hanno – a prezzi davvero equi – tutti i gadget che possiamo immaginare, e anche di più. Ma la cosa più buffa è che, siccome il tarocco è una mania qui, lungo le scale di accesso alla metro trovi i venditori ambulanti con i gadget falsi dell’Expo: insomma, i cinesi si taroccano da soli.
Il primo giorno che non ho premura mi fermo a chiedere, ma ci scommetto che costeranno più degli originali. È più forte di loro: se c’è una novità, va copiata. E se non fossero bloccati – l’unica traccia di censura che ho notato finora – secondo me avrebbero anche Facebook eYoutube falsi.
Anzi, chissà che non ci siano già.

OTTOBRE 2010

13 ottobre: piove, ma Shanghai è come l’ho lasciata, forse solo più bella.
Molte cose sono cambiate, perche’ hanno lavorato tutti come matti per Expo 2010 Better City Better Life.
Ad inizio gennaio, mille cantieri bucavano la strada ovunque, con gli operai al lavoro senza casco e la gente che faceva lo slalom tra detriti, cavi e ferri aggrovigliati, in mezzo al ghiaccio misto a fango.
Adesso appare come una signora appena uscita dalle mani del chirurgo: perfetta e liscia, non un pelo fuori posto.
Fiori ovunque, casupole abbattute per far posto a centri residenziali, alti muri di cinta decorati per nascondere i cantieri ancora in corso, un nuovissimo centro commerciale con tutte le griffesproprio nella zona dei grattacieli più importanti, stazioni della metropolitana nuove di trinca e meravigliosamente ricoperte di bianchissimo marmo.

Ecco: davvero la metropolitana è la meraviglia di Shanghai.
Tredici linee con treni sempre in orario, folla da stadio che sale e scende nelle zone calde del centro, chi con il sacchettino del cibo in mano, chi addentando il pollo all’aglio del KFC, chi bevendo il suo bibitone di latte di soia, ma niente cartacce, cicche, chewing gum o fogliettini per terra, ne’ dentro i vagoni ne’ sulle scale mobili.
Scendi in Piazza del Popolo e ti chiedi come fa il pavimento ad esser così a specchio ed immacolato, visto che nelle ore di punta non riesci nemmeno a vederlo da tanta gente ci cammina sopra.

Ventidue milioni di abitanti non sono uno scherzo: eppure, probabilmente ognuno bada a non sporcare; o forse una miriade di folletti entra ogni sera durante l’orario di chiusura e lucida tutto. Come che sia, quando poi sali su un treno italiano ti vergogni eccome.

Sembra aver fatto intensificare i controlli all’ingresso nella metropolitana: chi passa con pacchi ingombranti deve sottoporli in maniera sistematica ai raggi X, che fino allo scorso gennaio erano soltanto random.

I turisti stranieri però sono guardati con occhio di riguardo, e di norma fatti passare senza controllo: evidentemente il governo teme gli attentatori indigeni e non quelli venuti da fuori.
Strano paese, la Cina: da sempre invasa da tutti, e pure meno xenofoba di altri.
Vorrei poteste vedere tutti la folla che viaggia, attraversa, si sposta qua e là: masse da esodo, inimmaginabili da noi; ecco, forse solo via della Conciliazione e Piazza San Pietro all’ora dell’Angelus possono darci un’idea.

Attraversare una strada, comunque, anche nei modi considerati canonici, resta sempre l’attività non politica più pericolosa che si possa intraprendere sul suolo di Shanghai: a parte i tassisti e gli automobilisti che suonano ai pedoni sulle strisce e non concedono loro la precedenza, ci sono i motociclisti: sciami motorini elettrici super scassati che procedono anche contromano, di notte, silenziosissimi, coi fari spenti per risparmiare batteria, cavalcati da due o tre passeggeri, a volte armati di pacchi o di bombole del gas. Praticamente è come affrontare a mani nude una carica di rinoceronti arrabbiati.

Expo Mondiale Better City, Better Life e’ IMMENSA e non ve ne parlerò con letterine digitate dalla tastiera, ma con immagini che trovate sul mio album di Steller, semplicemente cliccando

QUI

Il Padiglione Italiano e’ un tripudio di buon gusto, e chi ricorda i miei dubbi di 10 mesi fa sappia che faccio ammenda: l’Italia ti sa sempre soprendere.
Siamo quelli della ripresa e dello scatto finale.
Grandi, sempre!

A Milano ci aspettiamo di ripetere il miracolo con l’organizzazione e il colpo di classe che ci ha resi artisti nei secoli.

 

 

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