Siete pronti per TuttoFood 2015? Analizziamo i dati per farci un’idea

 

Ieri sera a Milano in piazza Gae Aulenti presso Illy c’e’ stata la presentazione alla stampa, agli addetti ai lavori, ai food influencer: e voi siete pronti per TuttoFood 2015?

La cornice nella quale si e’ svolta la conferenza stampa e’ bella e proiettata verso il futuro (quella piazza in mezzo ai grattacieli mi ricorda la mia Shanghai), le degustazioni erano di gran pregio (il risotto alla milanese e il Gavi del Vignale non passano mai inosservati) e la partecipazione al vernissage c’e’ stata, percio’ chi opera nel settore dopo stasera sa gia’ molto di cio’ che vedra’ a TuttoFood, Biennale Internazionale dell’Agroalimentare che si svolgera’ a Milano dal 3 al 6 maggio 2015 presso Rho Fiera: con questo evento abbinato ad Expo 2015 Milano sara’ davero il centro mondiale dell’agroalimentare.

Ecco alcune foto scattate per voi.

 

Ci saranno anche eventi, convegni, corsi e show a margine di TuttoFood 2015 e davvero ce ne sara’ per tutti i gusti: visitate il sito e troverete tutto.

Ci sono dati e considerazioni emergenti?
Certo e a food influencer e visitatori puo’ interessare una visione globale, con qualche considerazione che dia il polso della situazione: parliamone.
Ovviamente ci si riferisce ai dati del 2014 contrapponendoli a quelli del 2013.

Quali sono le due principali osservazioni?
– La crisi tra Ucraina e Federazione Russa sta danneggiando le esportazioni italiane verso quelle zone e il calo e’ significativo.
– In compenso ci sono -almeno per alcuni prodotti- nuovi mercati emergenti: la Cina, la Corea e gli Emirati Arabi

Quali sono i settori nei quali la tenuta del prodotto italiano e’ buona o addirittura il consumo interno e l’esportazione sono in crescita rispetto ad altri?
– Il primo prodotto esportato per quantita’ e’ il vino, seguito dal dolciario.
– la pasta italiana e’ in crescita come quantita’ in uscita dall’Italia (siamo famosi nel mondo proprio per la nostra pasta, no?), ma vanno potenziati ancora i canali di esportazione per non perder terreno di fronte ai produttori stranieri
– interessante e’ il dato relativo alla produzione del gluten free: complici le intolleranze in aumento, e la maggiore presa di coscienza di fronte ad esse, le famiglie italiane sono disposte a spendere di piu’ per prodotti salutistici.
– anche per carni e salumi il trend delle esportazioni e’ in crescita soprattutto verso Germania, Austria e Regno Unito, paesi tradizionalmente “carnivori” che riconoscono il valore del prodotto italiano; tra i salumi tengono bene i soprattutto i crudi e le pancette, pur essendo in leggero calo le esportazioni verso Federazione Russa e zone limitrofe.

Che dato ci stupisce?
Sicuramente quello relativo all’olio d’oliva: l’Italia è il 2° produttore mondiale di olio di oliva e il 3° produttore europeo di olive da tavola, ed è prima in Europa per qualità, con 43 produzioni tra DOP e IGP.
Eppure si registrano un calo della produzione e un aumento dell’import: forse la crisi economica incide, facendoci acquistare l’olio dove costa meno?
Il dato positivo e’ l’aumento di quantita’ esportate verso Canada e USA, paesi tradizionalmente legati a grassi animali e ad oli vegetali non derivanti da olive.

Il dato che si conferma?
Tengono sostanzialmente – e anzi recuperano la flessione del 2013 – il consumo e l’esportazione di formaggi, in particolare grana e gorgonzola.

Quali dati segnalano un cambiamento delle abitudini alimentari e sociali degli Italiani?
Sicuramente e’ cresciuto il consumo di prodotti biologici, sia italiani che importati, segno tangibile di maggior attenzione alla salute.
Cala invece quello di bevande gassate, ma aumenta quello di acqua minerale: gli italiani stanno attenti a cio’ che ingurgitano, e inoltre l’eta’ media aumenta (cioe’ il paese invecchia e consuma meno bibite)
Anche il consumo di birra cambia volto: aumenta quello delle birre a basso prezzo, acquistate soprattutto per consumo casalingo, mentre diminuisce il consumo di birre nei locali, e su questo influiscono sicuramente le accise, ma anche – credo io – i frequenti controlli con alcool test.

Cambia il nostro paese, cambia il mondo, cambiano i consumi: tuttavia il brand Italia all’estero ha sempre il suo fascino!

Per oggi ho finito di stressarvi, ma vi parlero’ ancora, a breve, delle abitudini degli italiani

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*