Se devi cucire una borsa all’ufficio postale sei a Shanghai

 

Cari Amici,

mi hanno chiesto di raccontare altre esperienze “cinesi” e ne ho di argomenti, ne ho… ma prima di andar sul frivolo e sul gastronomico vorrei raccontarvi di quella volta che all’ufficio Postale di Siping lu a Shanghai ho visto cucire una borsa prima di spedirla: paese che vai, uffici pubblici che trovi!

Se stai un po’ a Shanghai, ti puo’ capitare di aver bisogno dell’ Ufficio Postale, o di una Banca, o dell’Ufficio Oggetti Smarriti.
In generale, prima o poi avrai la necessita’ di interfacciarti con un ufficio pubblico: e’ un’esperienza notevole.

Ti colpiranno l’organizzazione, la deferenza con cui la gente si rivolge agli impiegati e alla guardia giurata all’ingresso, la procedura.

Ma, ancora di piu’, ti colpira’ il fatto di non capire nulla: la lingua e’ davvero la barriera piu’ alta da superare e, ciononostante, ti sorprenderai notando che -a prescindere questa barriera- riuscirai a portare a termine tutto in modo impeccabile e preciso, anche meglio che a casa tua e sicuramente piu’ in fretta.

Diciamo che in banca le situazioni sono sempre serie, e alla posta a volte no, quindi, caro Occidentale in partenza per la Cina, ti parlo prima della parte che fa meno ridere.

Entri in banca, e ti accoglie la guardia in divisa, che ti pilota ad una macchinetta di prenotazioni, facendoti capire che devi scegliere a che sportello andare. Ovviamente e’ tutto scritto in cinese, e tu sbarri gli occhi terrorizzato, ma se gli (o le, e la differenza e’ davvero poca, perche’ a volte la signora sembra un generale di corpo d’armata,  solo senza baffi) dici ‘change’, capira’ subito ed avrai il tuo numero d’ordine.

Da allora lui/lei fara’ cento altre cose, ma non ti perdera’ d’occhio e ti segnalera’ il tuo turno prima ancora che tu veda il numero sul display: peccato, perche’ esser conscio che almeno i numeri li sai leggere farebbe bene alla tua autostima!

Se poi arrivando a casa ti accorgerai di aver perso il braccialetto d’argento a cui tenevi tanto ed eri stato solo in banca, quindi potrebbe esserti caduto proprio li’- il giorno dopo (munito di apposito foglietto scritto in cinese dalla ragazza della reception del tuo hotel), potrai andare dalla guardia stessa che, voila’, fara’ apparire il tuo bracciale, ritrovato nottetempo dalla donna delle pulizie.
Tieni presente che detto braccialetto vale il doppio secco dello stipendio mensile della signora delle pulizie, ma il Cinese e’ onesto, e oltre a cio’, ci tiene al suo posto di lavoro: qui se rubi sei fuori per sempre, quindi nessuno tocca niente, specialmente se e’ stato scelto per un lavoro in banca o in un ufficio statale.

Pero’ devi esser preciso anche tu, cerca di capire, caro Occidentale!
Ad esempio, se sei cosi’ incauto da dimenticare la tua tessera dentro al bancomat di venerdi pomeriggio (indovina a chi e’ capitato!) passerai un tranquillo week end di paura, ma al lunedi potrai andare a cercarlo in banca.
Ti potrebbe succedere perche’, a differenza di quanto accade in Italia, molti bancomat cinesi erogano prima il denaro e dopo la tessera, quindi tu in automatico- acchiappi i soldi e te ne vai, lasciando dentro la tessera e ignorando il suono che ti avverte che il suddetto pezzo di plastica sta per essere espulso dal bancomat.

Proprio come in Italia (credo: non ho mai fatto questa simpatica esperienza a casa nostra), dopo alcune decine di secondi la macchina risucchia la tessera, che viene recuperata dall’impiegato addetto.

Quindi tu il lunedi mattina potrai trotterellare fino alla filiale e chiedere la restituzione.
Naturalmente nessuno te la dara’ indietro cosi’ sulla fiducia: dovrai guadagnartela!

Ti chiederanno di che colore e’, che cosa c’e’ scritto e in che posizione stanno le scritte, eccetera.
Guarda che descrivere il proprio bancomat non e’ banale: lo usiamo tutti, ma nessuno lo osserva davvero cosi’ a fondo, quindi prima di partire, studia e magari fagli una foto da salvare sul telefonino!

Un collega di mio marito, in grado di dimenticare la testa sul cuscino ed uscire senza, lascio’ l’ipod sul pullman che dalla Guest House Universitaria portava alle aule.
Lo dava per perso, ma gli suggerirono tutti di andare all’ufficio oggetti smarriti insieme ad uno studente che parlasse cinese.

–        Di che colore era?

–        Grigio… no, argento.

–        Grigio o argento? Cerchi di ricordare precisamente.

–        Argento.

–        Che musica c’era sopra?

Eh, caro il mio precisissimo cinese… anche se te lo dico, tu che ne sai di De Andre’?
Eppure, per aver indietro il suo ipod, dovette accennare alcune note de Il Gorilla.
Fosse toccato a me, stonata come sono, non lo avrei piu’ rivisto!
E’ un altro mondo, davvero.

Ma quel che mi preme assolutamente e’ raccontarti dell’ufficio postale di Siping lu vicino a casa (ormai e’ casa, per me, perche’ se ci vado, torno sempre li’): su un tavolino c’è un robusto rocchetto di tostissimo filo nero, con un gigantesco ago da materassaio piantato dentro.
Per molti giorni, andando a spedire i meravigliosi bigliettini di Natale intagliati, mi sono interrogata sul motivo della sua presenza, e un giorno finalmente ho avuto fortuna: il ragazzo davanti a me in coda ha spedito a casa una borsa di vestiti e, per meglio sigillarla, l’ha cucita lungo la cerniera: a quanto pare e’ uno standard postale codificato.

Un plauso alle sue doti di massaia: vorrei sapere quanti ‘maschi adulti’ in Italia sanno cucire a mano una borsa di plastica spessa!

L’addetto alla spedizione, in precedenza, ha voluto ispezionare il contenuto, quindi c’è stato un divertente sciorinare di maglie, pantaloni e sciarpe davanti ai presenti: per fortuna era tutto pulito!

Poi è toccato ad un altro ragazzo, arrivato con uno scatolone di polistirolo: aperto, esso ha rivelato un ripieno di ghiaccio tritato, nel quale era immersa una busta alimentare (forse) dal contenuto ignoto.

Fatti una domanda, caro Occidentale, e datti una risposta: tu che vai al supermercato dietro l’angolo con la borsa frigo piena di mattonelle ghiacciate e corri a casa come un fulmine coi surgelati, come se stessi trasportando organi per un trapianto, sai dirmi in che condizioni igieniche arrivera’ a destinazione il contenuto di quel pacchetto?

Perche’ –sarai d’accordo pure tu- anche la posta aerea, accidenti, vola ma qualche ora ce la mette ad arrivare, no?

Ecco… non chiedertelo… la fantasia cinese va oltre.

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