Salmone selvaggio dell’Alaska e patate allo zafferano

Abbiamo passato le Feste (spero bene!) e fatto un pieno di calorie che potremmo andarci a piedi a Vladivostock, tornando senza esser dimagriti a sufficienza; ebbene, e’ il momento di pensare al pesce e alla verdura, ma visto che passare di colpo dai piatti ricchi a quelli molto magri e’ faticoso, avviamoci per gradi, iniziando dal pesce ricco e dalla verdura soddisfacente, con questo piatto di salmone selvaggio dell’Alaska e patate allo zafferano.

Ridete? Beh, ma Roma non fu fatta in un giorno, e la dieta nemmeno, e bisogna abituarsi per grado, per soffrire di meno.

Intanto diciamo una cosa: il salmone e’ salmone, ma i salmoni non sono tutti uguali.

A parte il fatto che mio marito, che non mangia pesce, dice che: ” Nella mia religione il salmone e’ carne” (cioe’ tutto sommato lo considera non spiacevole e lo sbafa), ho notato che davvero ci sono enormi differenze, che vorrei elencarvi brevemente per punti:

1. Il salmone selvaggio dell’Alaska, grigliato, non lascia odore in casa: questo per me e’ importante, visto che il summenzionato marito non apprezza l’aroma pescioso!

2. E’ magro: quando dopo averlo grigliato stacchi la pelle, lo strato di grasso (quello marroncino) tra essa e la carne e’ sottilissimo: e’ un animale che nuota in mare aperto e cerca e lotta per procurarsi il cibo, e non sta a mollo nei recinti marini, dove lo nutrono all’ingrasso.
Praticamente c’e’ la stessa differenza – tra lui e il salmone allevato – che possiamo notare tra uno sportivo che cammina in montagna e un sedentario che guarda la tv.

3. La carne e’ piu’ soda: vedi esempio precedente… il muscolo e’ sempre piu’ sodo della “budella”

4. Il colore e’ piu’ pallido, e qui una spiegazione non ve la so dare, ma cercate di essere indulgenti

5. Il sapore e’ delizioso, ma rileggendo ne capiamo i motivi.

Quindi, se lo trovate in pescheria, preferite il salmone selvaggio dell’Alaska a quello di allevamento, anche se costa un pochino di piu’!

Per la ricetta, direi che e’ basica davvero, ma vi fornisco lo stesso due dritte.

PREMESSA: Un bel colore mette di buon umore e fa sopportare meglio le privazioni.
Un cibo grigio invece non piacerebbe a nessuno, e noi all’inizio del Nuovo Anno vogliamo gratificarci, quindi scegliamo il rosa (di buon augurio per la fortuna) e l’ oro (di buon auspicio per le questioni economiche: il denaro non da’ la felicita’, ma puo’ toglierla, quindi meglio iniziare scaramanticamente col piede giusto!)

INGREDIENTI

salmone selvaggio dell’Alaska in tranci

rosmarino tritato (oppure aneto, se vi piace) e sale

patate

zafferano

yogurt greco

senape all’antica, come la chiamano i francesi: e’ quella che nella salsa conserva i grani di senape a vista, ed e’ ottima la Maille

latte e sale q.b.

patatezafferano

PROCEDIMENTO

1. Lessate le patate. debitamente sbucciate, in acqua e zafferano (una bustina va benone per un numero di patate non troppo elevato)

2. Scaldate la bistecchiera in ghisa e salate leggermente la superficie, dopo averla appena spennellata di olio (il salmone e’ grasso di suo, quindi l’olio serve solo ad impedire che la pelle di attacchi alla bistecchiera)

3. Quando la bistecchiera e’ calda appoggiatevi sopra il salmone, prima dalla parte della pelle, cospargendo di rosmarino tritato la parte della polpa

4. Lasciate dorare e poi girare i tranci, con la polpa a contatto della bistecchiera: bastano in tutto pochissimi minuti

5. Nel frattempo in una ciotolina mescolate lo yogurt con un cucchiaio di senape e un pochino di latte e di sale, fino a creare una salsina della consistenza e del sapore desiderato (assaggiate, non c’e’ altro metodo!)

6. Impiattate e gustate con grande soddisfazione.

NOTA: Domani sostituirete le patate coi broccoli, e il giorno dopo il salmone con del pesce piu’ magro e non vi sarete nemmeno accorti di esser entrati in dieta!

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