Brisbane, Queensland, Australia, l’ultimo “Nuovo Mondo”, ricco di bellezza e di vita user-friendly: Italian first, English version at the end of the article

Decisamente mi piace, anzi: mi strapiace questo soggiorno a Brisbane, Queensland, Australia.

Spazi enormi, centro di grattacieli, ma tutt’attorno casette con giardini e il fiume, il grande fiume Brisbane che scorre serpeggiando per la citta’: anche Brisbane, come tutte le cities australiane, e’ ricca di ponti, tutti bianchi, tutti landmark notevoli.

Se il centro puo’ sembrare quello di una qualsiasi citta’ americana, un paio di cose ti fanno capire che sei altrove, in quella che forse e’ l’ultima isola felice di questo pianeta terra congestionato e maltrattato.
Non vedi un pezzetto di carta che sia uno per terra, nemmeno volato per sbaglio (e col vento che c’e’ sarebbe facile), nemmeno caduto per errore.
E non vedi un poliziotto in giro, ma tanto che se perdessi la direzione non sapresti a chi chiedere.
Confronta questo quadro con New York: per in ordine che sia, qualcuno che molla la carta del Big Mac in giro lo trovi e polizia ce n’e’ ad ogni angolo, ovunque e in sovrabbondanza.
E’ per la tua sicurezza, certo.
Ma se qui non ne vedi, fatti una domanda su come sia il Queensland.

Brisbane, Queensland
E’ la citta’ dove la gente sale e scende dall’autobus salutando e ringraziando il conducente, e non e’ che sia suo parente!
E’ la citta’ dove il parrucchiere ti manda una mail per dirti che ieri si e’ dimenticato di darti il tuo coupon gratuito come nuovo cliente, ma che sara’ suo piacere offrirtelo se ripasserai.
E’ la citta’ dove nei negozi non solo ti chiedono da dove vieni (quello lo fanno anche a NY e in altre citta’ degli States), ma quanto ti fermerai in zona.
E’ la citta’ dove le commesse del centro Commerciale si fermano a chiacchierare con te per il gusto di farlo, perche’ non ci guadagnano nulla in realta’, ma fa loro piacere.
E’ la citta’ dove la capa di un negozio di abiti, quando le dici che sei Italiana, dice che la sua famiglia viene dal veneto e poi ti lascia li’, col tuo sacchetto in mano e la carta di credito ancora da passare (tanto lo vede che non scappi) e va di la’ a prender l’ipad per farti vedere il paese di origine di suo padre.
E’ la citta’ dove Natale capita in estate e allora, con gran senso del gusto, le decorazioni sono sobrie, tendono a colori tenui ed eleganti, perche’ altrimenti stonerebbero.
E’ la citta’ dove per certi percorsi puoi sostituire il bus con il battello fluviale, che ti costa uguale e ti rende come una mini crociera (ecco il mo video su Instagram).

Brisbane

E’ la citta’ dove hanno  creato una spiaggia artificiale dove anche una mediterranea come me, che si trasferisce al mare per tutta l’estate, si dimentica che e’ finta: a parte l’odor un po’ clorato dell’acqua, ti pare proprio di stare ai tropici.
E’ la citta’ dove le ragazzine vanno a scuola con la divisa e non si lamentano: sono abbastanza terribili le sedicenni con le scarpacce nere della divisa e i calzini, senza parlare dell’orlo della gonna che, coprendo il ginocchio, taglia impietosamente in due la divisa: me le immagino, le coetanee italiane, a guadagnar centimetri di orlo negando coi prof di averlo fatto, sempre di corsa a cambiarsi nei bagni prima di uscire… qui vanno per strada cosi’, senza problemi: e’ la regola, e’ accettata, va bene cosi’.
E’ la citta’ dove il giorno e la notte hanno durata pressoche’ uguale perche’ siamo nel Queensland, vicinissimi al Tropico del Capricorno (Capricorno, eh, perche’ qui siamo downunder!) e quindi -e questa per me e’ dura da digerire- alle 6 di sera viene buio, anche se e’ estate o quasi, per cui noi tira tardi della cena all’ombra dell’ultimo sole e degli orari spagnoli (o almeno da Italia del Sud) abbiamo vita dura.
E’ la citta’ dove i negozi e i supermercati chiudono alle 18.00 , cascasse il mondo, e al sabato anche prima e la domenica sono chiusi: ce l’hai una vita, una casa, una famiglia, un hobby? Approfittane e non rinchiuderti nel centro commerciale.
Ecco.
Questo e’ il messaggio che vi prego di cogliere, cari Amici Europei e Americani!

Alla prossima: ho tante cose ancora da raccontarvi su Brisbane e sul Queensland…. e se volete leggere i miei resoconti in inglese (o almeno guardare le figure se siete pigri), cliccate qui: brisbane


I definitely like it: yes, I love Brisbane, Queensland, Australia. Huge spaces, downtown skyscrapers, but houses with gardens all around and this river flowing meandering through Brisbane city: Brisbane, like all the Australian cities is full of bridges, most of them are white, all of them are considerable landmarks. If the center recalls to an American city, a couple of things make you realise you are elsewhere, in what is perhaps the last happy island on this planet Earth to much congested and mistreated. You will not see a piece of paper on the street, not even flown by mistake (and due to this kind of wind it could be possible), not even dropped by mistake. And you will not see a cop around. Compare this picture to a NYC’s one: you are surely able to find someone dropping his Big Mac’s wrapping and policemen are at every corner, everywhere and in abundance. It’s for your own safety, of course. But if you do not see policemen here in Brisbane, ask yourself a question and give an easy answer. Brisbane, Queensland, is the city where people go up and down the bus greeting and thanking the driver, and he’s not their friend or relative! the city where the hairdresser sends you an email to tell you that  yesterday she forgot to give you your the free coupon you deserve as a new customer, but it will be her pleasure to offer it to you next time you drop by. the city where in the shops they do not only ask you where you come from (it happens in the States, too), but how long are you staying the city where the saleswomen in the shopping center stop to chat with you for the sake of it. the city where, if you say you’re Italian, the head of a store says that her family comes from Veneto and then leaves you there and goes to catch her iPad to show you the homeland of origin of his father. the city where Christmas occurs in Summer so, with a great sense of taste, the décor is sober and comes in soft colours. the city where you can sometimes replace the bus with the riverboat, and this means you’re not simply moving, but making a pleasant mini cruise. the city where they created an artificial beach where also a Mediterranean woman like myself, who lives near the sea for the whole Summer, forgets it’s not real: apart from the smell of chlorinated water, you really feel you’re at the beach. the city where the girls go to school in uniform and do not complain: in my Italian point of view teen agers in black heavy shoes and socks are not that nice, not to mention the hem of the skirt, covering the knees, therefore cutting mercilessly the figure in two pieces: I imagine the Italian girls trying to gain 1 cm of hem and pretending they didn’t, then rushing into the toilets to change their clothes before leaving the school… here in Brisbane they just wear uniforms: that’s the rule and that’s ok. the city where day and night consist of the same number of hours and minutes ‘cause we are so close to the Tropic of Capricorn (we’re downunder!) : this is hard to me, because around 6 in the evening it gets dark, no matter if it’s Winter or Spring, so we Italians -used to dine very late- feel astonished. the city where shops and supermarkets close at 18.00 and even earlier on Saturday and are closed on Sunday. You’ve got a life don’t you, a home, a family, a hobby? Take advantage and don’t stuck yourself in a mall! Here it is. Take home message: LIVE! Please grasp it, dear European and American Friends!

 
 

 

Silvia, #storytellerdiCuneo

 

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