Pizza con 0.3 g di lievito di birra secco per MT Challenge n 58

Ed eccomi con una ricetta che non mi e’ piaciuto preparare, ma all’epoca appartenevo a un gruppo del quale dovevo seguire le regole e una di esse era che non era permesso utilizzare il forno a legna: da almeno 5 anni la pizza nel forno di casa non la considero nemmeno piu’ come opzione, in quanto ho un meraviglioso forno a legna che mi da grande soddisfazione e davvero credo che nemmeno la migliore pizza casalinga possa stare alla pari con una buona pizza cotta a legna.

Quindi sono molto felice di esser fuori dal gruppo adesso, per poter correggere questo articolo spiegando che si’, sono riuscita a preparare la ricetta proposta, ma no: non mi e’ piaciuto farla.
La foto scattata 40 minuti prima dello scoccare della mezzanotte e’ il naturale complemento del mio tentennamento e delle troppe cose che avevo da fare.

Per di piu’ qui al mare il forno e’ vecchiotto.
In secondo luogo non amo la pizza napoletana (non me ne vogliano gli amici partenopei) perche’ amo il cornicione basso e abbastanza vuoto e croccante.
Per finire, ho un dubbio secolare che avrebbe bisogno di essere sciolto: sono convinta che in natura nulla si crei da zero, quindi ho sempre sollevato scetticismo nei confronti dei lievitati con solo un grammo di lievito.

Spiego il mio pensiero: 1 grammo di lievito e’ cosa buona, ma quante ore devi aspettare?

Non e’ questione di premura: devi aspettare tanto perche’ devi attendere che l’impasto lieviti.
Cio’, parlando grossolanamente, avviene perche’ il saccaromyces si riproduce.

Se invece metti piu’ lievito, ottieni lo stesso risultato in meno tempo.

La domanda e’: ma alla fine, mangi la stessa quantita’ di lieviti?

Secondo me si’: a pari risultato, non puoi avere un lievitato che contenga –alla fine- solo un grammo di lievito.

Per finire, so per esperienza che il clima atmosferico e l’umidita’ intrinseca della farina giochino la loro parte e che quindi non sempre, partendo con gli stessi ingredienti, si ottengano gli stessi risultati, per cui normalmente correggo le quantita’ in corso d’opera, cosa che nella sfida non mi sarebbe sembrato corretto fare.

La ricetta aveva dei paletti molto stretti entro i quali muoversi, ma alla fin fine sono contenta di averla preparata (io, capatosta, che non cambio mai idea 😀 ), perche’ in barba a un sacco di cose che remavano contro ho voluto provare, ne sono felice e adesso vi racconto come e’ andata, anche se continuo a pensare che la pizza sottile nel forno a legna (foto qui sotto) a me dia infinitamente piu’ soddisfazione.

pizza


Posso dire che ho tentato di tirarla piu’ larga e sottile possibile (mi piace proprio cosi’)  e riservare lo spessore al cornicione, come codice napoletano comanda.
Sono testona, e davvero non c’e’ bisogno che io lo sottolinei… abbiate pazienza, va! 😀

NOTA: il forno sgalfio e vecchierello di Varazze ha la griglia che non e’ in bolla e cuoce di piu’ da un lato e meno dall’altro, oltre naturalmente a raggiungere a fatica i 220 gradi.
Per questo per la fetta tagliata mostro il lato piu’ bello della pizza (lo abbiamo tutti un lato bello, vero?)

pizza

… 

INGREDIENTI come da disciplinare

‘450 g di farina di tipo 1

0.3 g di lievito di birra secco

290 g di acqua

12 g di sale fino

per farcire:

passata di pomodoro condita con origano e sale, mozzarella fiordilatte, olive taggiasche e capperi sotto sale (ben lavati), olio extavergine di oliva

 

PROCEDIMENTO

  1. Ho messo la farina in una terrina e sulla periferia esterna ho distribuito il sale
  2. Ho sciolto il lievito (una punta di cucchiaino, veramente pochissimo, perche’ sono solo 0.3 g) in un pochino di acqua prelevata dai 290 g previsti e l’ho versata in centro alla farina
  3. Ho impastato fino ad ottenere una massa ben omogenea e ho continuato per 10 minuti sul tavolo.
    Ecco le foto

  1. Ho fatto riposare la palla di pasta in frigo per 8 ore coprendola con la pellicola
  2. Ho tirato fuori la pasta dal frigo e l’ho fatta riposare2 ore a temperatura ambiente
  3. Ho acceso il forno 1 ora prima di dover infornare
  4. L’ho stesa sul tavolo con le mani e poi l’ho trasferita nella teglia
  5. Ho infornato per xx minuti

 

Per la cronaca: non e’ avanzato nulla, pero’… la prossima volta torno alla cottura nel forno a legna!
La pizza, che contiene solo farina, acqua e lievito, e’ una delle ricette piu’ insidiose perche’ le variabili atmosferiche possono incidere moltissimo sul risultato, quindi a mio parere nella ricetta conviene essere piu’ elastici per consentire di correggere gli mprevisti.

 

6 thoughts on “Pizza con 0.3 g di lievito di birra secco per MT Challenge n 58

  1. Silvia purtroppo non ho fatto studi in materia di lievitati e panificazione, anche se l’idea è nel cassetto dei sogni, però partendo da un dato di fatto e da quello che sento dalla maggior parte delle persone, quando meno lievito di birra si impiega tanto più il lievitato risulta digeribile, buono e fragrante
    Anche io uso il forno a legna e ti assicuro che lì viene buono qualsiasi tipo di impasto
    Mentre nel forno di casa tutto deve essere ponderato e studiato: idratazione, tempi di lievitazione, maturazione, stesura, insomma non puoi affidarti al caso

    1. Mi sa che hai proprio ragione!
      Il fatto e’ che probabilmente mi manca la voglia di provare nel forno di casa con cura cio’ che mi viene bene in quello a legna (peraltro anche li’ ho ricette pesate e testate!)

  2. Non tutti hanno il forno a legna.
    Mentre da oggi tutti hanno la possibilita’ di preprare in casa una signora pizza: perche’ io che qui ho un forno che adesso funziona, sto facendo robe che mai mi sarei sognata. Ti dico solo che la settimana scorsa avevo a casa delle amiche singaporiane, che si son beccate la pizza pure loro/ e una mi ha detto che in 15 anni che vive qui non aveva mai assaggiato una pizza cosi buona.
    Siamo sempre li: il forno serve.
    Ma vedo la tua foto, la lievitazione del grammo 🙂 e penso che questo impasto sia meraviglioso
    Grazie per avercela fatta, sempre e comunque!

    1. Grazie a te!
      Il problema che mi ferma al mare e’ sempre il forno: il mio fa talmente pena (ma quando si era rotto ho dovuto sostituirlo in due ore e ho risolto cosi’) che mi stresso solo all’idea di usarlo per un lievitato.
      Sai che non mi piace mai perdere (nel senso di stare sotto lo standard che mi prefiggo, non che davvero pensi di vincere un MTC!) per cui l’idea di fare uno schifo mi rendeva parecchio nervosa.
      Ma sono contenta di essermi vinta e di aver trovato il tempo di farcela.
      Grazie delle tue parole, Alessandra!

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