La mia favola del Servan del Formaggio nella raccolta di novelle PER MANGIARTI MEGLIO patrocinata da Expo Milano 2015

Che mi piace scrivere lo sapete gia’ e che scrivo tanto pure; ogni tanto ci azzecco anche e riesco a piazzarmi bene in un concorso e pubblico un racconto, come e’ accaduto alla mia favola del Servan del Formaggio con la quale ho partecipato a questo bel concorso patrocinato da Expo Milano 2015 e dalla Regione Lombardia dal titolo Per mangiarti meglio.

Si tratta di Fiabe, Poesie e Ricette per educare i bambini alla corretta alimentazione che hanno lo scopo di avvicinare i bambini al mangiare bene e alla conoscenza del patrimonio alimentare italiano, come recitava il bando.

Il cibo e’ un argomento dalle molte sfaccettature che cattura l’immaginazione di tutti, anche dei bambini, e per questo e’ presente e co protagonista quasi in ogni favola: Cappuccetto Rosso porta la merenda alla nonna (il titolo del concorso PER MANGIARTI MEGLIO, lo sappiamo bene, viene di li’), Hansel e Gretel sono attirati dalla casetta di zucchero e biscotti, Pinocchio si perde alla taverna, il Gatto con gli Stivali si presenta al banchetto dell’Orco… e potrei continuare.

Si poteva ideare una ricetta per bambini (a quali sicuramente va insegnato -ora piu’ che mai- come fare PER MANGIARTI MEGLIO), ma ho preferito consegnare alla raccolta edita da Tracce per la Meta Edizioni la favola dal titolo “Il Servan del formaggio”, narrando così una leggenda delle zona di Frabosa Soprana che racconta come da noi si arrivò a produrre il primo formaggio.

Il Selvatico – o Servan-  che arriva misteriosamente da lontano portando sul territorio il suo sapere e’ un personaggio presente non solo a Frabosa Soprana, ma in molte vallate alpine, quindi ho ambientato il mio racconto in un generico paesino di montagna al confine con la Francia e in luogo del Raschera –cui si riferisce la leggenda delle mie parti- ho parlato semplicemente di formaggio in modo da creare un’immagine che andasse oltre i particolarismi e colpisse meglio l’immaginazione dei piccoli lettori.

Se volete, il racconto non suggerisce tecnicamente come fare PER MANGIARTI MEGLIO, ma spiega da dove arriva un alimento diffuso come il formaggio, e quindi implicitamente insegna come distinguere un prodotto “ruspante”: la consapevolezza nell’alimentazione passa anche -e soprattutto- attraverso la conoscenza della filiera ed e’ completata dal bagagli culturale tradizionale e familiare.

E’ per questo, secondo me, che la favola e’ stata pubblicata: veicolava un messaggio in qualche modo legato a PER MANGIARTI MEGLIO.

Innanzitutto i bimbi protagonisti di essa, che non a caso si chiamano Felice e Serena, sono ricchi perche’ hanno i nonni che si occupano di loro, e i nonni sono la memoria storica e un punto di riferimento imprescindibile nell’educazione.

In secondo luogo le montagne non sono mai state una barriera, ma una via di scambio culturale.

Penso che gli anziani siano la nostra memoria storica e il nostro legame alle tradizioni, quindi nella societa’ della fretta e dell’effimero ritengo saggi investire nella valorizzazione della figura dell’anziano all’interno della famiglia come punto fermo quando tutto il resto (genitori e figli) si muove a velocita’ vertiginosa.
Possono davvero dire a nipoti che cosa fare PER MANGIARTI MEGLIO!

Inoltre, oggi piu’ che un tempo (e questa volta anche grazie alla tecnologia, alla rete e alla fretta con cui le notizie e le informazioni si diffondono) occorre avere la consapevolezza che abitare in montagna non deve far sentire le persone, nemmeno per sbaglio, di seconda classe: si puo’ continuare ad abitarci traendo il meglio dall’ambiente e senza perdere troppo della frenesia e delle offerte del resto del mondo.

Last, but not least: per parlare coi bambini ci vuole tatto, e molto di piu’ ne occorre se si parla di morte. Per questo nella favola, dovendo spiegare che il caglio viene dallo stomaco dell’animale, il nonno racconta ai piccoli che il Servan riporta a valle un vitello caduto in un dirupo e quindi ferito, non in grado di farcela: sara’ la bestiola a fornire il caglio”.

Questo perche’, PER MANGIARTI MEGLIO, i bambini devono sapere e non essere imbottiti di paure e pregiudizi

 

 

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