Paolo Rosa del Torrismondi, uno degli chef di MangiArti

Paolo Rosa, in arte Pippi, e’ la mente e il cuore della cucina dell’Hotel Torrismondi Cuneo, uno dei membri dell’Associazione MangiArti che raduna i ristoratori artigiani della citta’.

Noi del Masca Team ve lo avevamo presentato lo scorso anno in occasione di Mille Luci nel Piatto 2015 (QUI l’articolo di allora), e quest’anno faremo di piu’, portandovi in giro per la sua cucina!

Confesso che un po’ di soggezione l’avevo prima di entrare, perche’ in precedenza ci eravamo scambiati solo notizie via mail e per iscritto e’ difficile capire se tu abbia di fronte un orso o un amicone: di persona si e’ rivelato un entusiasta, simpatico e pieno di voglia di raccontare.

Il Cuneese non e’ normalmente un chiacchierone, puo’ diventarlo se l’argomento lo cattura, ma in ogni caso non perde mai tempo.

Paolo infatti ci accoglie con il sorriso, un caffe’ e delle strepitose paste di meliga (tonde e piccolotte, di quelle che ti dicono mangiami, intanto sono piccina vedi? e ti ritrovi a scoprire che sono peggio delle ciliegie), ma dopo poche battute suggerisce di spostarci in cucina, perche’ cosi’ mentre parla continua il suo lavoro.

 

torrismondi

Sono quasi 30 anni che dirige e anima il ristorante, dal 6 Giugno del 1988, ma nel ’64 inizarono i suoi nonni.

Il loro motto e’ autenticità nella tipicità: prodotti del territorio, genuini, impiegati per offrire piatti classici, a volte rivisitati per aggiungere un tocco in piu’.

Intanto le mani si muovono veloci per tirare la pasta all’uovo che un collaboratore sta trasformando in ravioli del plin particolari: ripieni di crema al gorgonzola.

torrismondi

Che cosa non manca mai nella tua cucina, Paolo? – gli avevamo appena chiesto.

E la risposta e’ arrivata in 3 secondi netti, ancora prima che ce ne accorgessimo: la pasta fresca e la pasta ripiena!

I plin sono diabolici: non sono solo buoni, ma sono fatti col famoso pizzico, che e’ cosi’ semplice… poi guardi la velocita’ con cui i ristoratori danno loro la forma e la riguardi e la riguardi ancora e se non stai piu’ che attento puoi esser sicuro che a quella velocita’ non riuscirai a cogliere l’attimo in cui il famoso pizzicotto e la piegatura vengono distribuiti.
Credi di aver visto e capito, ma se ripassi mentalmente i movimenti ti accorgi subito che ti e’ sfuggito un passaggio e quindi non sarai in grado di riprodurli!
Noi dilettanti in cucina non abbiamo la minima idea della velocita’ con la quale un artigiano della ristorazione, a Cuneo, confeziona i ravioli del plin!

torrismondi

Nel frattempo Paolo ci racconta del Ristorante Torrismondi, con orgoglio e un po’ anche come se stesse parlando di un bimbo prodigio che pero’ ha il suo caratterino.

“Ci sono persone che la prima volta che entrano dicono che l’arredo e’ poco moderno.
Forse e’ vero,  il ristorante e’ in effetti sempre quello, ma rappresenta cio’ che ci chiedono i clienti, che amano entrare e posare gli occhi sempre su quella credenza, quel quadro, quel piattino del pane.
Insomma, e’ una scelta per mantener visivamente la tradizione, mentre offro nuove emozioni nel piatto”

Lo capiamo bene: a volte si ha bisogno di rassicurazioni ed entrando al Torrismondi ti senti a casa, perche’ ci trovi -proprio come a casa- lo steso quadro la’, appeso dove lo hai sempre visto.

I quadri, poi, sono il vanto del nostro Pippi, che possiede e mostra nel ristorante una vastissima collezione di stampe a tema culinario dall’800 in avanti: e’ la raccolta piu’ ricca d’Italia su questo tema, come ci fa notare con orgoglio.

Ma il bello di ficcare il naso nella cucina di un ristoratore dell’associazione MangiArti e’ anche il fatto che non te ne esci a bocca asciutta.
“Li volete assaggiare due raviolini?”
Cari Lettori, sappiate che ci siamo sentiti in dovere di sacrificarci per offrirvi una informazione corretta da ogni punto di vista!

Adesso si’ che siamo in grado di dirvi che i ravioli del plin al gorgonzola su crema di piselli e verdure di stagione saltate sono una gioia per gli occhi e per il palato!

torrismondi

Ma non solo i ravioli si mangiano al Torrismondi di Paolo Rosa: oltre alla finanziera -piatto della tradizione che ormai sono in grado di replicare- potrete trovare ad esempio il risotto mantecato al sugo di arrosto e uno strepitoso zabaione. 
Di piu’: la Ola al forno, zuppa di verdure tradizionale del Cuneese cotta in forno nella pentola di coccio per molte ore, e’ anche da asporto per chi al suo comfort food preferito non vuol rinunciare nemmeno quando il locale e’ pieno.

Tutto e’ prodotto in casa al Torrismondi – e nell’Associazione MangiArti- e nulla e’ affidato all’apriscatole, tranne la passata di pomodoro per evidenti questioni geografico-atmosferiche che fanno crescere e maturare i pomodori da salsa  a Sud e non a Nord della nostra penisola.
Questa e’ la filosofia dell’artigianato nella cucina e la’ nel forno c’e’ il pane che cuoce lentamente e ci rassicura.

Chi non cuoce lentamente e’ Paolo, che letteralmente frigge per tornare al lavoro: sono quasi le 11 del mattino e, come si dice in zona, qui non si pettinano le bambole.
Il Nord Ovest operoso abita a Cuneo, decisamente, e lo incontrerete alla cena Mille Luci nel Piatto il 20 luglio 2016 in via Roma!

 

24 thoughts on “Paolo Rosa del Torrismondi, uno degli chef di MangiArti

  1. Pingback: bandar judi
  2. Pingback: chimney repair
  3. Pingback: IN Vitro ADME
  4. Pingback: Wedding Planners
  5. Pingback: DMPK Assays
  6. Pingback: iraqilaws
  7. Pingback: uodiyala
  8. Pingback: 움짤
  9. Pingback: iq iq
  10. Pingback: gen shi anavar
  11. Pingback: Simonovic
  12. Pingback: Beautiful
  13. Pingback: boutique en ligne
  14. Pingback: blacharz łódź
  15. Pingback: gps bike
  16. Pingback: see this here

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*