Pane scuro di Boston, dolce bollito dei Padri Pellegrini !

 

Pane scuro di Boston, una preparazione che ignoravo fino a ieri: scusate la presentazione un po’ lunga, ma se siete curiosi magari vi interessa; in caso contrario, andate direttamente agli ingredienti!
Sappiate comunque che si puo’ consumare come dolce (anzi, io preferisco decisamente), ma perfino utilizzare in accompagnamento a salumi piccanti.
Interessante, vero?
Ma sua particolarita’ e’ di essere semi dolce e, soprattutto, di essere BOLLITO E NON COTTO IN FORNO!

Se avrete la pazienza di leggere, ne scoprirete gli impiaghi piu’ comuni sulla tavole d’America: sono poche righe, in fondo!

Se hai fretta

SALTA E VAI ALLA RICETTA

 

altrimenti mettiti comodo e continua il racconto.

Cari Amici, adesso magari riderete come mio marito e mio figlio ieri sera, ma per questo pane dolce ho coniato la frase ‘sa di Padri Pellegrini’.

Vado a spiegare, perche’ non sono cannibale e non mangio carne umana, eh!

😀

Lo scorso anno a New York, vicino alla Freedom Tower, ho trovato un negozio di prodotti Amish, che vendeva ottima frutta e verdura e pane e dolci prodotti da una loro comunita’: visto che c’era una lunga coda per la visita al Memorial delle Due Torri, ho comprato dell’anguria e alcuni dolci tipo muffin da addentare nell’attesa.

Ebbene: il pane scuro di Boston, che ho preparato ieri (soprattutto perche’ mi affascinava il tipo di cottura al vapore, in pentola, sul fornello di casa) mi ha ricordato col suo sapore proprio quei muffin!

Allora, visto che gli Amish vivono secondo le tradizioni del passato, come i primi coloni, e i primi coloni furono i Padri Pellegrini, ecco spiegato il mio esclamare ‘Sa di Padri Pellegrini’ che ha fatto tanto ridere Maurizio e Matteo.

Ma parliamo del pane scuro di Boston: lo preparavano i primi coloni, abbiamo detto, e non avevano il forno, quindi si erano ingegnati a confezionare un pane che potesse andare sul fuoco, in pentola.

Cercando in rete ho visto poi che nella tradizione mitteleuropea, soprattutto tedesca, esistono prodotti simili, quindi e’ ovvio che coloni europei, non solo inglesi, abbiano portato in America le loro tradizioni.

Il pane scuro di Boston ancor oggi si mangia in USA, tiepido e spalmato di burro o marmellate, ma anche in accompagnamento a formaggi piccanti o salumi forti, e carni.
A pensarci bene, me lo hanno servito una volta con le uova e il bacon per colazione, ma all’epoca non sapevo che cosa fosse!

Si compone di 3 tipi di farina, che avevo in casa, di latte e acqua e bicarbonato, di uvetta (e ne ho sempre) e di melassa, che assolutamente non e’ mai stata presente nella mia dispensa.

A me ricordava solo i cartoni animati in cui Paperino ne rovescia un barile e l’orso lo insegue.
Sapevo che e’ reperibile in erboristeria, ma non potevo uscire a quell’ora per procurarmela.
Che fare?

Ho chiesto aiuto a mio figlio che ha ricercato in rete mentre io facevo altro in cucina, e alla fine abbiamo prodotto una simil-melassa casalinga dal sapore delizioso e dalla consistenza sciropposa.

La melassa e’ un derivato della produzione dello zucchero di canna e di quello di barbabietola, quindi fare uno sciroppo di zucchero di un certo tipo e’ stata la scelta perfetta, insomma!

Ecco qui, se volete provare, cioe’ che occorre e come si fa a preparare il nostro pane.

 

 

INGREDIENTI per circa 500 g di pane

50 g di farina bianca

50 g di farina di mais del tipo da dolci (fumetto, la chiamano, macinata finissima)

50 g di farina di segale

50 g di uvetta secca

½ cucchiaino scarso di sale

½ cucchiaino scarso di bicarbonato

60 ml di acqua

60 ml di latte

60 g di melassa (in erboristeria), oppure

INGREDIENTI per lo sciroppo 

300 ml di acqua

200 g di zucchero semolato

100 g di zucchero di canna

1 cucchiaino di miele di castagno (per aromatizzare e perche’ e’ scuro e da’ piu’ colore)

2 cucchiai di sciroppo d’acero


ATTENZIONE: Vi  avanzera’ dello sciroppo, che colerete in un barattolo; diventera’ solido, ma potrete scaldarlo alla prossima occasione.
Meno non conviene produrne, perche’ invece di caramellare, se e’ troppo poco brucia direttamente nel pentolino!

 

FONDAMENTALE ACCESSORIO: 1 contenitore in vetro che possa andare a bollire senza spaccarsi, come un becker da laboratorio o un vasetto da marmellata:
ATTENZIONE: controllate che il contenitore (che puo’ essere anche di ceramica) NON abbia la bocca piu’ stretta del corpo, come spesso succede per i barattoli perche’ altrimenti NON POTRETE ESTRARRE IL PANE una volta pronto!

 

PROCEDIMENTO – semplicissimo

1. Preparare la ‘simil-melassa’, nel caso non si abbia quella pronta, che pare sia reperibile in erboristeria, facendo come vi raccomando nelle righe qui sotto.
Se avete la melassa, invece, andate direttamente al punto 2

Per la simil-melassa:

– mettere a bollire l’acqua sciogliendovi dentro i due tipi di zucchero e mescolare spessissimo, facendo addensare
– lo sciroppo pian piano si ispessira’, diventando marroncino
– quando sara’ bello denso (mettetene una goccia su un piattino e vedrete che sara’ viscoso), aggiungere 1 cucchiaino di miele e 2 di sciroppo d’acero, rimescolare, fare addensare ancora un minuto o due e spegnere

2. In una terrina mescolare le tre farine col sale e il bicarbonato e aggiungere l’uvetta secca

3. Scaldare (anche solo nel micro onde se volete) il latte e l’acqua insieme, poi mettere il contenitore sulla bilancia e versarci dentro 60 g di melassa (ATTENZIONE: grammi, non ml, perche’ la melassa ha una densita’ diversa dall’acqua, quindi peso e volume NON COINCIDONO), mescolando

4. Versare il liquido nella terrina e mescolare col cucchiaio di legno fin che tutto non sia amalgamato: bastano pochi gesti

 

5. Versare la massa del pane nel contenitore di vetro, che non serve ne’ ungere ne’ foderare, coprire con carta forno a mo’ di coperchio e legare

 

6. Mettere a bollire a bagnomaria per 1 ora e mezza, aggiungendo acqua se si consuma

7. Trascorso il tempo, togliere il vetro dalla pentola e, appena si sara’ un pochino raffreddato, prenderlo con le presine di stoffa e rovesciarlo su un piatto, agitando un po’ dall’alto al basso per farlo staccare dal fondo: il pane scendera’ facilmente con pochi gesti.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*