Minestrone cotto lentamente nella zucca e nel forno a legna

Qui in montagna cucino spesso a legna e anche se attualmente non abbiamo neve -anzi la temperatura e’ tiepida a dispetto delle coordinate alpine del paese- un minestrone lo preparo piu’ che volentieri.

minestrone

 

Adoro le minestre e le zuppe e fin da piccola mangiavo intere jatte di menestrùn di mia nonna, di quello spesso che ci potevi piantare il cucchiaio dentro, cotto con un bel cucchiaio di pesto (che mi piaceva da morire) e un gratùn, che detestavo con tutte le mie forze, e in questo non sono per nulla cambiata.

Vi vedo persi, quindi fornisco un po’ di nomenclatura genovese spicciola.

jatta – fondina – da cui il detto ti ghe n’ae da mangiä de jatte de menestrùn primma de, cioe’ ne devi mangiare di piatti di minestrone prima di … (diventare furbo o grande o in grado di… dipendeva da chi completava la frase)

menestrùn – minestrone

gratùn – crosta di parmigiano reggiano, che si faceva cuocere assieme alle verdure: dava un buon sapore, ma diventava molliccia e gommosa, quindi per me detestabile.

Ed eccomi:  ho preparato per voi questo minestrone cotto in forno nella zucca: e’ edibile al 90% anche il contenitore e a questo punto non vorrei osare troppo, ma devo dirvi (e in definitiva sono una classicista, vincitrice di un CERTAMEN CAPITOLINUM, no?) che mi sovviene Virgilio.

‘Heus, etiam mensas consumimus? inquit Iulus, nec plura, adludens.(Eneide, VII)

All’epoca le mense -i piatti- erano focacce di farro essiccate che fungevano da piatti; nel nostro caso e’ la zucca, che dopo aver mangiato il minestrone si puo’ scavare col cucchiaio, ricavandone un delizioso pure’.
Guardate la foto e ditemi se ci e’ piaciuta… qualcuno ha addirittura fatto il buco sul fondo!

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Bene, stringiamo e facciamo solo altre 3 considerazioni prima di iniziare a cucinare:

  • Il minestrone cosi’ cotto si puo’ fare in zucca unica o in monoporzioni: nel secondo caso si lavora un po’ di piu’, ma i commensali restano a bocca aperta vedendoselo servire!
  • Certo un minestrone senza patate non si e’ mai visto, ma considerate il loro fattore di impaccamento: se le tagliate a cubetti non si riesce a comprimerle piu’ di tanto, a differenza di altre verdure, quindi finireste per non riuscire a riempire la zucca con tutta la sua polpa originaria.
    Quindi vi conviene optare per una sola piccola patata da mettere scubettata sul fondo della zucca e poi, qualora voleste una maggior corposita’ del vostro minestrone, potrete servirlo con del pane tostato da inzuppare.
  • Se volete un robusto piatto invernale, seguite le indicazioni date per la OLA (la saporita zuppa cuneese che troverete cliccando sul nome) e aggiungete nella zucca un pezzo di carne o di salsiccia o un osso di prosciutto.
    Nella civilta’ contadina non si e’ mai buttato via nulla e un osso di arrosto oppure un pezzo di carne avanzata finiva ad insaporire la zuppa del giorno dopo: io avevo preparato il bollito di bue grasso di Carru giorni fa, conservando nel congelatore alcuni pezzetti di coda che sono tornati utili oggi.

E adesso… 3,2,1… via!

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INGREDIENTI e PROCEDIMENTO per una zucca

1 Zucca tonda dimensioni paragonabili a quelle di una palla da ginnastica ritmica: non vi dico il peso perche’ se la zucca e’ piu’ o meno polposa, a parita’ di dimensioni il peso puo’ variare di molto
1 Patata piccola a cubetti
1 Cipolla bianca  
3-4 Foglie di cavolo cappuccio  
1 Spicchio di aglio  
 1 cucch. basilico tritato
  Sale, pepe, olio extravergine di oliva q.b.
  Olio evo 2 cucchiai
1 Osso di prosciutto oppure pezzo di carne o salsiccia crudo, ma anche cotto in precedenza va bene
  Acqua q.b.
  1. Con un coltellino affilato incidete il cappello della zucca tutto attorno e poi toglietelo, privandolo dei semi che gli restano attaccatiminestrone
  2. Togliete i semi all’interno della zucca e provvedete a scavar via la polpa con uno scavino o un cucchiaio, avendo cura di lasciare attaccato alla buccia uno strato di polpa uniforme per spessoreminestrone
  3. Salate l’interno della zucca, spalmando il sale con la mano, e oliatelo con un cucchiaio di olio extravergine di oliva
  4. Tritate le verdure col coltello in modo da farle a pezzetti piccoli: visto che fanno parecchi volume, tritatele prima separatamente (zucca, cipolle, cavolo e aglio) e poi di nuovo tutte assieme
  5. Condite le verdure in una terrina -come se si trattasse di un’insalata- con olio, sale, pepe, basilico e poi versatele nella zucca, pigiando bene
  6. Aggiungete in centro, se volete, il pezzo di carne o l’osso di prosciutto e poi versate tanta acqua quanta ce ne staminestrone
  7. Richiudete la zucca col suo coperchio naturale e ponetela in una teglia da forno, perche’ potrebbe trafilare fuori del liquido durante la cotturaminestrone

 

PROCEDIMENTO DI COTTURA sia a legna che nel forno di casa

Il forno a legna deve essere a circa 200-180 gradi, quindi va bene infornare al mattino se la sera precedente si sono fatte le pizze e quindi si era raggiunta una temperatura di circa 400 gradi.
La temperatura del forno si abbassera’ lentamente, quindi prevedete di lasciare la zucca dentro per almeno 1 ora e mezza: al termine di questo periodo estraetela, scoperchiatela rapidamente e controllate la cottura, eventualmente prolungandola.
Se serve potrete rabboccare l’acqua, salandola leggermente.

Il forno di casa (elettrico o a gas) mantiene costante la temperatura imposta, quindi quasi certamente il vostro minestrone nella zucca sara’ cotto entro 1 ora e mezza dall’inizio, ma anche in questo caso apritela e controllate, regolandovi di conseguenza.
Ogni forno e’ a world apart.

NOTA: Cuocendo la parte esterna della zucca diventera’ scura e sembrera’ quasi una pentola di bronzo, ma l’interno non brucera’

CONSIGLIO: La verdura cuocendo diminuira’ il suo volume, quindi dopo un’ora e mezza potrete anche aggiungere ulteriore liquido per avere un minestrone piu’ brodoso, ovviamente provvedendo a controllare il sale e il pepe.

 

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11 thoughts on “Minestrone cotto lentamente nella zucca e nel forno a legna

    1. Grazie! Tu sei sempre gentile… pero’ in effetti mi sembra una ricettina carina

  1. Io sono svenuta davanti alla tua preparazione.
    Si, ne ho viste di zuppe servite dentro a ciotole improvvisate, ma cotte direttamente nella zucca, questa è la prima volta, giuro! E mi sogno la bontà di questo piatto, il sapore ed il profumo che immagino sprigioni in cottura. Bellissima davvero l’idea della cottura in forno in un contenitore naturale. Uno stupendo contributo per questa gara. Bravissima Silvia!

    1. Non te ne pentirai, Cecilia.
      Scusami se rispondo solo ora, ma il tuo commento era finito nella spam (il mio blog mi odia…) 🙂

  2. Ti dico solo che sono le tre e mezza del mattino e che, per ingannare l’insonnia, mi sto guardando le ultime zuppe. Non avevo intenzione di commentare, perché ho dietro un iPad che sta tirando le cuoia e qui la connessione non è il massimo. Ma dimmi come faccio a resistere. Per la meraviglia di ricetta, in primis. Per l’esecuzione, poi ,accurata e impeccabile nella tecnica, deliziosa, in tutti i sensi, nella presentazione. Infine, per le corde che tocca del mio cuore , rapito dalle bellezze della Granda. Bravissima!

    1. Alessandra cara, i tuoi commenti tirano sempre su il morale di svariati metri!
      Scusami se rispondo solo ora, ma il tuo commento era finito nella spam (il mio blog mi odia…) 🙂

  3. e lo sapevo che non si era caricato.. te l’ho scritto stamattina alle 3 di notte, in un momento di insonnia devastante, con una connessione che andava e veniva… ma fa niente: torno volentieri su una ricetta che davvero mi ha strappato il cuore: sono una delle tante Genovesi “rapite” dalla Granda e ogni riferimento a questa terra mi riconcilia col mondo: a maggior ragione se poi ci si trova di fronte ad una esecuzione fedele, accurata e raffinata come questa. Gran lavoro, gran bel lavoro! bravissima!

    1. Grazie! Forse sei solo ‘na frisa troppo gentile (oppure sono ‘na brisa, o magari appena ‘n cicinín o ‘n fil), ma mi acchiappo i complimenti e li segno nel curriculum.
      In effetti anch’io sto benissimo qui e mi sento a casa come se ci fossi nata, pur essendo lontana da Genova e anche da Cuneo, qui sul mio cocuzzolo di montagna fuori dal paese (…si’, perche’ in paese c’e’ caos e confusione… ci abiteranno quasi 600 persone, non si puo’ stare… 😀 )
      La verita’ e’ che mi piace viaggiare, ma e’ sempre qui a Frabosa, provincia Granda, che orno volentieri!
      Se poi volessi mandarmi un po’ della tua insonnia, gradirei, perche’ io ho il problema opposto: restare sveglia!

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