Martin sec o pere Martine? Tra una regione e l’altra una ricetta con due svolte linguistiche

Viene da ridere a volte, ma ti sposti di pochi chilometri e cambiano nomi e modi di preparare le cose: un semplice piatto di frutta cotta, ad esempio, si veste di un sacco di “cavilli” legali, usando queste due parole a mo’ di battuta… ma davvero tra le pere Martine e le Martin Sec ci passa un torrente linguistico, quindi prima di lasciarvi alla ricetta vi racconto due cose di casa, in fretta e spero senza annoiare.
Dedico questo brano alla mia nuova amica Francesca Vassallo del blog La maggiorana persa perche’ ne abbiamo parlato. 

..

Mamma (89 anni di Genovesita’ fieramente portati, e non dico per dire, ma vi allego una foto che lo dimostra) ha sempre cucinato le pere Martine.

mamma_ritagliata

“Non si trovano piu’ ormai, con tutti questi fruttivendoli egiziani” era solita dirmi quando c’era ancora papa’ e abitavano a Sestri.

Ultimamente, rimasta sola, si e’ trasferita a Mondovi e sta vicino a me e le cose, per certi versi, son cambiate.

“Domani mi portano delle pere Martine perche’ forse il fruttivendolo le ha, solo che qui le chiamano in un altro modo, mi pare Martin sec, e io mica sono sicura che siano la stessa cosa”

Capite?

Le vede, le palpeggia, le mangia, ma a barriera linguistica un pochino la angustia ancora, nonostante sia una professoressa di lettere!

Poi, c’e’ la questione ostica delle prugne.

Chiariamo: la frutta cotta compare verso i Santi e rimane sulla tavola delle feste fino all’Epifania: non e’ un lusso, quanto piuttosto un elemento di profilassi igienica dedicato a chi troppo si da da fare con le posate: una garanzia per il futuro, diciamo, e ci siamo capiti.

Ebbene: a Genova l’accoppiata – almeno a casa mia- era sempre pere Martine/prugne secche.
Qui in terra piemontese sono sempre stati piu’ basici: le Martin sec cadevano dall’albero del giardino e quindi erano bene, mentre le prugne secche venivano a volte fin dalla California e mica gratis, quindi anche no: che fossero pere e bon.

Mamma non demorde e presenta l’ensemble.

Secondo voi basta?

Figuriamoci: Adesso entra in scena la questione della ricetta.
Sua mamma le ha sempre cotte in acqua, zucchero e un po’ di succo di arancia se proprio era di luna: abbastanza stucchevoli, se posso dirlo, per quanto adatte ai bambini.

In terra piemontese si va giu’ di vino rosso, di un pizzico di cannella, un bel po’ di “quello zucchero scuro che usi tu e chissa’ cosa è” (zucchero piu’ zucchero di quello semolato, cara mamma, solo che ai tempi dell’autarchia voi non lo avevate e quindi tu non hai imparato ad usarlo) e perfino -Dio liberi- di chiodi di garofano.

Ora: per non fare troppa confusione io vi lascio la mia ricetta piemontese ( ma con prugne al seguito) e poi vi aggiungo un segreto piccolo piccolo col quale tarocco il sapore finale della frutta cotta dalla mamma, perche’ e’ tradizione che la prepari lei a casa sua e la porti da me pronta, solo che cosi’ com’e’ sfioreremmo l’incidente diplomatico perche’ non se la filerebbe nessuno!
Ma non diteglielo.

INGREDIENTI

pere Martin sec (o Martine genovesi, assicuro che sono le stesse) quante ne volete

prugne secche quante ne volete, ma snocciolatele per comfort dei commensali

1/2 bicchiere di dolcetto (e abbiatene di scorta, che vi servira’)

almeno 2 cucchiai di zucchero di canna

1 pizzico di cannella

2 o 3 chiodi di garofano

1 bicchiere di acqua

PROCEDIMEMTO

  1. Disponete in un tegame le pere in piedi una vicino all’altra, distribuendo le prugne tra di loro
  2. Versate l’acqua, lo zucchero, le spezie e il vino
  3. Ponete a cuocere a fuoco lento col coperchio in modo che la frutta rammollisca, eventualmente rabboccando di vino (anche di acqua, ma di vino e’ meglio 😛 ) per impedire che la frutta si asciughi o bruci sul fondo
  4. Dopo almeno 20 minuti provate ad intaccare con una lama di coltello la buccia delle pere: se si scosta un po’ e la lama inizia ad affondare siete sulla buona strada, ma ci vorra’ forse un’oretta: dipende da quanto sono dure le pere, mentre le prugne cuociono prima.
  5. Continuate a sorvegliare la cottura fino alla fine: sul fondo del tegame si formera’ uno sciroppino che sara’ la parte migliore del piatto.
  6. Per servire, versate lo sciroppino (se avrete rabboccato i liquidi ne avrete un pochino in esubero) sulla frutta, che risultera’ cosi’ bella lucida, appiccicosa e invitante!

Come recuperare la frutta cotta salutisticamente dalla mamma?

Mettetela in una pirofila

Versatele sopra dello zucchero di canna a pioggia, del vino Dolcetto, aggiungendo un pochino di cannella in polvere sul fondo del tegame

Giro di micro onde et voila… 

non sapranno nemmeno chi e’ stato

quello che importa e’ il risultato!

 

2 thoughts on “Martin sec o pere Martine? Tra una regione e l’altra una ricetta con due svolte linguistiche

  1. Grazie di cuore per la citazione!!! E complimenti, come sempre, per la scioltezza linguistica e la ricetta! Da provare sicuramente: con le prugne non l’ ho mai assaggiata!

    1. Ti tocca: a Natale te le faccio mandare dalla mamma, perche’ pare che cuocer le prugne con le pere sia la missione della sua vita

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*