Magia in cucina allo chalet dello slow cooking

Io – che ho una Masca in cucina – lo so che, piu’ che altrove, a casa mia la magia e’… di casa!

Quassu’, nello chalet nascosto tra i fitti castagni, dove puoi ascoltare il “rumore” del silenzio, il picchio che scende becchettando lungo il tronco di Zeus (si’, i miei alberi hanno un nome), il ghiro tra le tegole, il vento sulle foglie e il fuoco che scoppietta, dove senti perfino lievitare il pane, solo la Masca ha potuto entrare senza farsi notare, e adesso dal suo angolo accanto alla stufa ispira e suggerisce sapori e profumi a tutta la cucina.
E’ lei che anima i venerdi sera: attirati dalle sue invisibili malie, tanti amici si affacciano al cancello, e protendono il naso: “Che si mangia oggi?”
La Masca si diverte, e ride, perche’ ha suggerito che sia il forno ad essere protagonista, prima ancora della tavola.

magia forno

Ecco, direi che non sbagli se immagini lo chalet come una piccola e ciarliera Hogwarts del Cuneese.
Perche’ la cucina deve essere per prima cosa allegria.

Ti diro’ anche: a me piacerebbe vestire i panni della Professoressa Mc Granitt e sfornare suffle’ perfetti e precisi, ma per tutta una serie di bizzarre circostanze credo che al massimo potrei assomigliare alle sue rughe.
Piu’ modestamente, posso forse aspirare ad un ruolo intermedio tra la Professoressa Sprite e Madama Chips.
Non proprio bellissima, non tanto geniale, ma parecchio impegnata e ansiosa: insomma, praticamente io, che se mi arrabbio lancio le mandragole fin sul soffitto della cucina, io che non so mai se rifaro’ due volte lo stesso piatto nello stesso modo, ne’ se sara’ un capolavoro o un’orrenda sbobba, ma ci metto sempre tanto impegno e tanta ansia che alla fine ne esce sempre qualcosa di magico, da raccontare!
Perche’ la cucina e’ anche voglia di fare.

Gli amici si assiepano attorno al tavolo, e quindi la mia missione ha un senso: ogni venerdi, puntualmente, la veranda si trasforma nel grande refettorio della scuola di magia e, nel fermento che la anima, spariscono teglie intere di focaccia, cofani di arrosti e treni di pizze.
Perche’ la prima magia del cibo e’ quella di aggregare le persone, stimolando l’amicizia.

iochalet

Se pensi che da noi non ci sia il gufo postino, sbagli di grosso: la nostra vicina (che e’ un po’ Masca pure lei, ma non glielo dico perche’ – insomma – non si fa!) arriva che non te ne accorgi, porta una teglia bella calda preparata non sai quando, e poi sparisce prima che tu le possa dire ciao.
La Pina e’ una certezza, nel caos generale: se c’e’ gente, arriva, guarda, ride, offre e si dilegua, ma col sorriso.
Perche’ cucina e’ soprattutto condividere il tanto come il poco.

Ti pare niente?
E’ questa l’essenza dello slow cooking, come si chiama oggi, e qui sta la sua magia: a tavola non si invecchia, e quindi e’ meglio star seduti, e a lungo.
Per questo ho una Masca in cucina: fa compagnia e poi cibo ce ne deve essere per tutti.
Perche’ il cibo e’ soprattutto un diritto di ognuno.

Ma tu mi chiederai dove sia il magico Harry.
Eh, a volte vorrei saperlo anch’io: come quando era bambino, quando non lo sento chissa’ cosa combina!
Di recente ha fatto apparire un forno a legna, e di li’ a poco una forgia.
Si’, hai capito bene : un forno a legna, costruiti a mano, da capo a piedi, e una forgia con cui fondere e piegare coltelli ed utensili.
Perche’ la magia in cucina spesso e’ sperimentazione, e se vuoi anche solo provare a fare un kebab serio nel forno a legna (ed e’ una magia che di M, maiuscole, ne ha due) dovrai costruirti anche il sostegno.

Il mio Matteo quindi, nei panni di Harry Potter, si sente anche un po’ Vulcano.

 

Avrai capito che, con la scusa della magia ai fornelli, qui siamo tutti sregolati, e molto.
Ci vuole un freno, vero?
Un Silente che ci guidi, e col suo sguardo penetrante ci ammonisca, o quanto meno ci trattenga un po’?

C’e’, sotto forma di marito; dell’understatement ha fatto una bandiera, e per fortuna che c’e’ lui, altrimenti avremmo gia’ aperto una friggitoria in giardino.
Ma con Albus non si scherza, e anche la Masca lo teme (forse).
Se tu vuoi cuocere tre chili te ne suggerisce uno, perche’ e’ vero – dici tu – che il resto si conserva per domani, ma e’ anche vero – dice lui – che a domani bisogna arrivarci, e bene, e senza le scarpe rotte.
Perche’ cucinare e’ anche, alla bisogna, saper fare economia.

E cosi’, tra una sberla al cerchio e quindici alla botte (quale diventero’ se non la smetto di impastare) scorre la vita allo chalet, nella magia del bosco e con la Masca in cucina.

L’ho scritto per #FGDto2014, e mi sono anche divertita!

eventi

2 thoughts on “Magia in cucina allo chalet dello slow cooking

  1. Ti ho già scritto quanto mi piacciono i tuoi racconti…e te lo dico di nuovo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*