Liquore di latte con la ricetta di Petronilla

E come chiede Petronilla nel suo libro, lo avreste mai creduto che si potesse fare il liquore di latte?

E’ la prima ricetta del suo magnifico libretto, e una quindicina di giorni fa ho voluto provare anch’io.

Sembrava cosi’ semplice, poco costoso, immediato e buono questo liquore che lei definisce anche rosolio, che mi sono chiesta piu’ volte perche’ avesse scritto “con spesa pochina e fatica tantina potrai anche tu…”

Bah, mi sono detta: in meno di tre minuti ho preparato tutto, poi si tratta solo di scrollarlo un po’ ogni tanto e di filtrarlo alla fine, e davvero la fatica non la vedo.

Ebbene, miei cari: il liquore di latte e’ delizioso, ma MAI dubitare di Petronilla!
Infatti leggendo vi renderete conto che, al di la’ del costo intrinseco dell’alcool, la preparazione e’ economica e veloce.

Ma… c’e’ un ma, che comunque vale il sacrificio, perche’ questo liquore di latte e’ davvero molto buono.

Il MA e’ il filtraggio, terribile, lungo, faticoso, insomma, davvero impegnativo.

Volete lo steso seguirmi e dare fiducia alla ricetta? Vi piacera’ il sapore, garantisco.

INGREDIENTI per il liquore di latte

500 ml di latte

500 g di zucchero

500 ml di alcool per liquori

1/2 limone non trattato tagliato a pezzetti

1 pizzico di semini di vaniglia ricavati da un baccello

PROCEDIMENTO

1. In una bottiglia di vetro mettete il mezzo limone tagliato a pezzi (deve essere non trattato, perche’ non rilasci sostanze chimiche nocive) e i semi di vaniglia e poi aggiungete il latte fresco intero, lo zucchero e l’alcool

2. Tappate e scrollate bene, riponendo al fresco e al buio e ricordatevi di scrollare almeno una volta al giorno per 10 giorni

3. Riprendete la bottiglia al decimo giorno e filtratene il contenuto per ricavare il vostro magnifico liquore di latte.
QUI, cari Amici, iniziano i patimenti: la parte grassa del latte e’ coagulata dividendosi dal liquido e ha costituito una massa cremosa che, se versata nel filtro di carta, impedisce completamente il filtraggio del liquore.
Provare per credere: versate il tutto nel filtro e aspettate!
Non scendera’ nulla, oppure scendera’ nel sottostante recipiente soltanto una goccina ogni tanto, e inizierate a pensare che non avrete mai finito di filtrare.

Vi consiglio per prima cosa di passare, usando un cucchiaino, il tutto attraverso un colino come quelli in cui si filtra la spremuta di arance, a maglie fitte (io non bevo la spremuta se non viene colata, perche’ ho orrore dei “pelini” fin da quando ero piccolissima 😀 )
In questo modo vi rimarra’ nel colino una pappetta bianca che poi lascerete colare con calma senza preoccuparvene piu’, e di sotto nel contenitore di vetro un liquido non trasparente, ma decisamente fluido e non cremoso come prima.

A questo punto potrete filtrare il liquido bianchiccio che si sara’ raccolto nel contenitore di vetro attraverso un filtro in carta, che sia uno specifico da liquori oppure uno di quei filtri da caffe’ americano in carta marroncina non importa.
Vanno benissimo entrambi, e vedrete che anche se il liquido bianchiccio e’ fluido ci mettera’ parecchio a percolare di sotto.
Non innervositevi (come ho fatto io) e non mettetevi a spremere il filtro (come ho fatto io) perche’ vi schizzerebbe il liquore addosso, e andrebbe sprecato.

Non mettetevi nemmeno (troppo) ad assaggiare la “pappetta” bianca rimasta nel colino (come ho fatto io) perche’… e’ terribilmente buona, e potreste trovarvi ubriachi senza nemmeno accorgervene.
A me non e’ successo perche’ dovevo uscire e guidare e allora mi sono limitata ad un piccolissimo assaggio, ma… attenzione!

Il liquido che otterrete dopo il filtraggio avra’ un colore giallo paglierino pallido, sara’ trasparente (e comunque filtratelo due volte e ogni tanto nel mobile bar scrollate la bottiglia perche’ certamente qualche residuo rimarra’ ad intorbidire il vostro liquore di latte) e avra’ un buon profumo e un ottimo sapore, come quello di certe caramelline ripiene di un tempo… insomma, sapra’ di quel liquore che si chiamava rosolio e si declinava in varie tonalita’ e sapori.

Da provare almeno una volta, credetemi.

 

 

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