Lanciato ad Expo MILANO 2015 il MANIFESTO PER IL MADE IN ITALY durante un convegno promosso da San Pellegrino #ItaliaDopoExpo: La Masca in Cucina era presente

.È stato lanciato a Expo Milano 2015 il MANIFESTO PER IL MADE IN ITALY:e’ un documento snello nell’aspetto, ma spesso nei contenuti  sviluppato da imprenditori, associazioni, personaggi che hanno a cuore l’immagine, la comunicazione e il posizionamento dell’Italia nel mondo per quello che riguarda ciò che sa fare meglio e che da sempre la identifica come icona di qualità, stile, professionalità, competenza.

 

Questo e’ il tema difficile che devo trattare oggi, cari Amici: il made in Italy e il suo futuro!
San Pellegrino e Altagamma hanno organizzato martedì 6 ottobre 2015 un convegno proprio per parlare di questo tema alla presenza di un rappresentante del governo, l’onorevole Ivan Scalfarotto.
In appoggio sono stati proiettati video e slide elaborati dagli studenti della ULM, presentati dai docenti.

Già dalle premesse l’evento si annunciava interessante ed è quindi con grandi aspettative che sia io che Matteo Falcon abbiamo accettato l’invito ad essere presenti al convegno e al successivo pranzo presso IL Ristorante stellato Identità Golose.
Lo consideriamo innanzitutto un privilegio e un immenso onore.
Su La Masca in Cucina il prodotto italiano di qualita’ ha ampio spazio percio’ l’argomento ci solleticava doppiamente.
Non sta certo a noi di un sito così piccolo dire quanto sia stato di spessore l’incontro e quanto foriero di spunti e idee, ma ci e’ piaciuto e cercheremo -come sempre- di raccontarvi ciò che ci ha colpito.
Io vi parlerò del convegno in se stesso e Matteo Falcon del pranzo, e scoprirete perché leggendo il suo articolo appena sara’ pronto.
Il mio lavoro questa volta non e’ certo semplice, ma cerchero’ di semplificare ed estrarre i concetti che mi sono rimasti impressi: la mia e’ a tutti gli effetti la voce dell’uomo (al femminile, in realta’, concedetemelo) della strada, scevra dai tecnicismi degli addetti ai lavori, quindi potrebbe esser interessante per molti italiani “comuni” (nel senso di non addetti ai lavori) come so che ce ne sono tra i miei lettori.

MADE IN ITALY

Diretto magistralmente da una moderatrice competente come la giornalista Simona Branchetti, il convegno si è snodato senza noia alcuna per l’uditorio, consegnandoci molti concetti e altrettanti motivi di riflessione.
Avevo chiaro come mettere nella stessa stanza imprenditori e un rappresentante del governo potesse rivelarsi interessante per via delle inevitabili differenze dei punti di vista: ho avuto la piacevole sorpresa di riscontrare moltissimi punti di contatto e di notare come le risposte date da rappresentante del governo on. Ivan Scalfarotto siano state sempre precise, immediate, sicure, interessanti.
Il primo messaggio per i lettori e’ che a volte i politici possono anche essere sensati.

Mi sono aiutata affidando ad alcuni Tweet i concetti espressi dai vari intervenuti, e se non vi spiace ve li inserisco qui di seguito ad integrazione di cio’ che diro’.

In apertura Stefano Agostini (Presidente e Amministratore Delegato di San Pellegrino) ha sottolineato come Expo rappresenti un’ opportunità unica per accelerare e portare nel mondo il prodotto di qualità
Per quanto possa sembrare scontato, ha detto, oltre che farci conoscere nel mondo dobbiamo promuovere l’Italia in Italia.
Io l’ho interpretato un pochino come un invito a fare rete: così come ha detto anche Giorgio Merletti di Confartigianato, noi Italiani facciamo poco sistema.
Dopo la crisi del 2008 San Pellegrino ha lavorato per la semplificazione dei costi e su core business e ha lavorato soprattutto in prospettiva futura su un mix di generi, identità, culture cercando di collaborare molto con le università attraverso il progetto San Pellegrino Campus.
Quello che ha evidenziato e’ stata pero’ la difficolta’ al momento dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: in assunzione si verifica una crisi di vocazione dei mestieri di intelligenza delle mani.

Sul versante formazione e pari opportunita’ in sede di assunzione e di percorso in azienda Antonella Nonino, Ambasciatrice We – Women for EXPO 2015,  ha sottolineato come in Italia non esistano politiche di sostegno per la donna nel mondo del lavoro e come a suo giudizio ci vorrebbero nuovamente nelle scuole le lezioni di economia domestica che si tenevano un tempo, rivolte a maschi e femmine, in modo da creare competitività di genere.
La donna per portare il suo contributo all’economia e alla creatività del paese deve essere libera di esprimersi con la stessa tranquillità con cui lo fa l’uomo: chiaramente la signora Nonino non faceva riferimento ad una disparità di trattamento tra i generi o a una sottomissione della donna, ma a tutte le incombenze familiari alle quali essa deve far fronte dopo l’orario di lavoro e che la zavorrano, mentre potrebbero essere in parte assolte anche dall’uomo, avvicinato ad esse con un’ azione della scuola volta ad insegnargli alcune cose che a volte la mentalità familiare ritiene ancor oggi inadatte ad un maschio.

Piero Galli, responsabile degli eventi di Expo, ha definito stupore il sentimento mondiale nei confronti di ciò che il sistema Italia ha fatto prima e durante Expo, portando davanti agli occhi di tutti un lifestyle di qualità
Il grosso merito dell’Italia in questo ambito e’ nato già prima di Expo e si potrebbe riassumere con l’aver riportato in Europa un’ Esposizione Universale che mancava da vent’anni: attraverso un tema forte come l’alimentazione si è vinta la scommessa di riuscire a interessare ancora il mondo occidentale ad un’esposizione universale.
La risposta positiva c’è stata da parte del visitatore e delle imprese adesso però quello che serve è la continuità e per fare questo ci vogliono nuove sinergie interne in grado di dare la spinta ad esportare.
Per esportare credo che Galli non intendesse soltanto riferirsi a manufatti e prodotti (per cio’ che e’ tangibile con la mano, la Colombia esporta verso gli Stati Uniti più merci dell’Italia ci ha detto) ma esportare uno stile e un’immagine dell’Italia come paese di qualita’.

Sicuramente molto si è già fatto e l’Italia con Expo Milano 2015 si è scrollata dalle spalle lo stereotipo di paese pizza e mandolino (cito testualmente Lamberto Tacoli, presidente di NAUTICA ITALIANA) che l’ ha accompagnata sempre nei secoli: questo è anche il parere di Galli, suffragato dal fatto che già oggi l’Expo del 2020 di Dubai sta collaborando con l’Italia proprio per le competenze che essa acquisito sul campo.
Solo l’impegno ha reso possibile il risultato: i parametri del successo di Expo non sono misurabili soltanto in termini di numero di visitatori e di  visitatori e paesi soddisfatti, ma si misurano ad esempio ad esempio con l’impegno che c’è stato prima, nelle 200 missioni all’estero che la squadra di Galli ha effettuato per promuovere la nostra Expo.
Perché c’è stato stupore? Perché nessuno si aspettava che l’Italia ce la facesse
Ma l’Italia ce l’ha fatta perché si è posta target credibili e scadenze certe.

Secondo Andrea Illy, Presidente e Amministratore Delegato di Illycaffe’, l’impegno per arrivare al risultato attuale di Expo è stato anche l’impegno del governo, una ciliegina sulla torta chi ha dato i suoi frutti facendo crescere di un punto -invece che dell’ipotizzato 0.8- il Pil nazionale: ecco la sorpresa che si fonda su un lavoro ben organizzato.

Sull’ enorme lavoro che è stato fatto da parte dell’Italia dopo la crisi del 2008 è d’accordo anche Roberto Gavazzi (Consigliere di Amministrazione di Altagamma) che ha sottolineato come con e grazie ad Expo si sia tornati a parlare bene dei nostri prodotti e del nostro saper fare design, pur se molti distributori all’estero dopo il 2008 erano scomparsi.
Partendo di qua, ha aggiunto, si può ricominciare da capo a distribuire bene, soprattutto nei capisaldi del mondo per quello che riguarda la commercializzazione dei prodotti italiani, quindi Londra e New York ad esempio.

Giorgio Merletti ha sottolineato come Expo sia stata una vera miniera di nuovi contatti per Confartigianato.

Tutti d’accordo quindi nel dire che l’Italia, quando deve fare bella figura, sia assolutamente in grado di sostenere la sua posizione, ma si sono evidenziate alcune pecche o per meglio dire alcuni intralci nel percorso che sta in mezzo tra l’inizio e il raggiungimento dell’obiettivo di promozione del paese.
e’ qui che immaginavo si andasse a parare mettendo imprenditori e governo sullo stesso palco.

Che cos e’ emerso?

Sicuramente per Galli un grosso ostacolo alla leadership del made in Italy nel mondo è posto dalla contraffazione che danneggia le esportazioni italiane per un bel 30%.
L’italian sounding, cioè il prodotto che suona italiano nel nome, senza pero’ esserlo, è di fatto una contraffazione e comunque danneggia la nostra economia esattamente come il prodotto creato da italiani all’estero, se quello fatto in Italia -per una serie di norme e di freni burocratici- non riesce ad essere competitivo rispetto al loro.
Qui ci vorrà un bell’intervento del governo, ha sottolineato Galli, per abbassare i costi energetici, di trasporto e burocratici dei nostri prodotti, che sono i più alti d’Europa.
Ci vorrà si’ una riforma fiscale, ma saranno necessarie anche infrastrutture più snelle, a cominciare dalla riduzione della quantità di carta che ogni azienda deve produrre ancor oggi ogni volta che inizia una nuova commercializzazione.
Per ottenere un beneficio, ha sottolineato Merletti, non è necessario che si creino nuove leggi – ce ne sono gia’ tante- ma che si attuino più controlli: non solo controlli a campione, ma controlli sistematici perché la contraffazione, che e’ fuori campo Iva ed ammonta a 200 miliardi di euro all’anno nel mondo, ci danneggia per mezzo punto di Pil.

Un altro modo per affermare il valore del made in Italy all’estero e’ fare sistema e valorizzare i propri prodotti con un’ immagine nazionale: fa riflettere a questo proposito che l’India sia il primo esportatore mondiale di pizza, ha detto Massimiliano Giansanti

Fino a questo punto non si era parlato di turismo, che pure è un veicolo così importante nella promozione del made in Italy: me ne sono stupita anch’io, da guida turistica e persona che da anni lavora nella promozione del suo territorio.
Ogni prodotto ha una storia e un significato che sono legati al territorio, quindi tutto deve concorrere alla sua esportazione (fisica o ideale), anche la promozione turistica.

Gavazzi ho sottolineato proprio l’importanza del turismo come veicolo di conoscenza di tutto ciò che è un paese racchiude ed è qui, sul turismo (sembra la cosa più ovvia, ma quanto pare non lo è) che è iniziato l’intervento dell’onorevole Ivan Scalfarotto.

Mi ha fatto enormemente piacere sentire di citare come esempio di marketing turistico la città di Genova e la ristrutturazione e apertura del suo Porto Antico avvenuta ai tempi delle Colombiadi (1992) e continuata negli anni successivi.
La mia Genova, che chi non conosce ritiene una città chiusa, poco turistica, poco appariscente, e’ in effetti l’esempio tangibile del fatto che tu puoi avere la cosa più bella del mondo in città, ma se non la pubblicizzi nessuno verrà vederla.
È gravissimo il fatto che all’estero dell’Italia siano conosciute per lo piu’ solo Roma, Firenze, Venezia e forse Napoli, che non si sappia -come ha detto l’onorevole- che l’Italia è l’unico Stato europeo abbracciato da tutte le Alpi
Ho sentito qualcosa di cui non avevo idea: i tour operator arabi portano i loro clienti a sciare in Svizzera e in Austria perché lì ci sono le Alpi, senza minimamente sapere che l’Italia ha più Alpi di tutti gli altri paesi europei e che anche da noi si scia.
In questo è stato a mio giudizio illuminante l’intervento dell’onorevole, perché io per prima ho sempre pensato che l’idea del governo di togliere la promozione turistica alle regioni per affidarla ad un organo centrale fosse una sciocchezza.
Però Scalfarotto a fatto due esempi molto interessanti, sui quali intendo riflettere:

  1. Può capitare di vedere nella metropolitana di Londra una pubblicità di Taormina, di leggere in calce al manifesto che si trova in Sicilia, ma di non riuscire a trovare da nessuna parte la scritta Italia
    A mio giudizio è emerso, senza che esprimesse ufficialmente, il grosso problema che abbiamo noi italiani (e che e’ conseguenza diretta della storia che ci ha visti frammentati in tanti stati fino al 1861): il particolarismo.
    Scalfarotto ha spiegato come una cabina di regia che pubblicizzi l’Italia non come un insieme di territori, ma come un territorio unico con tante sfaccettature sia importante e vitale per la sua immagine all’estero.
  2. Il secondo esempio che ha fatto, e che sostiene quanto appena detto, è il simbolo della Spagna, che per il suo Ente Turistico ha scelto il sole di Mirò con la scritta Visit Espana, e lo appone su ogni manifesto, depliant o evento turistico, creando di fatto un’immagine forte negli occhi delle persone.
    Questa deve essere una delle priorità del governo insieme alla giustizia e al lavoro, ha detto l’onorevole.Non meno importanti, prima di rafforzare – e in qualche modo suggellare – tutti gli input emersi durante il convegno con la presentazione del MANIFESTO PER IL MADE IN ITALY, sono stati gli interventi di due grandi del calcio e della cucina: Demetrio Albertini e Massimo Bottura.
    Ve li ripropongo con due miei Tweet:12084153_10207840678365864_1330840070_n manifesto per il made in italy
    Gli intervenuti sul palco hanno poi sottoscritto il MANIFESTO PER IL MADE IN ITALY, che e’ stato consegnato a Scalfarotto quale rappresentante del governo.MANIFESTO PER IL MADE IN ITALY
    Spero di esservi stata utile, da non addetta ai lavori, ma entusiasta sostenitrice delle potenzialita’ del made in Italy!
    Continuate a seguire La Masca in Cucina per sapere che assaggi consapevoli di autentico made in Italy abbiamo fatto noi invitati al convegno presso il Ristorante Stellato Identita’ Golose, ospiti dello chef alessandrino Andrea Ribaldone.

Silvia, #storytellerdiCuneo

MANIFESTO PER IL MADE IN ITALY

3 thoughts on “Lanciato ad Expo MILANO 2015 il MANIFESTO PER IL MADE IN ITALY durante un convegno promosso da San Pellegrino #ItaliaDopoExpo: La Masca in Cucina era presente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*