La mia videoricetta sul sito di Elle a Tavola: fatti, antefatti e misfatti di una dilettante che si diverte

 

Credo che la telecamera che abbiamo regalato a mio figlio anni fa a Natale non sia mai stata usata prima di questa volta, se non  per brevissimi video dei modellini della Lego: tirarla fuori e usarla per girare la mia videoricetta che e’ stata pubblicata sul sito di Elle a Tavola e’ stato un bel modo per metterla in uso, se non fosse che… non sapevamo come fare!

Scuserete quindi l’assoluta artigianalita’ esecutiva dell’opera, un po’ ruspante come me: mi piace il detto scarpe grosse e cervello… mah.

Il video in questione e’ QUI (il link conduce al sito della rivista)

Premetto che sono strafelice e lusingata al massimo che sia sul sito della mia rivista preferita e mi sento un’assoluta privilegiata, cosi’ come mi sono sentita la sera del 22 giugno 2015, quando sono stata invitata all’evento Sapòrem  di Expo Milano 2015 e ho potuto assistere con altre food blogger di Elle a Tavola al cooking show di Stefania Corrado, Chef Multitasking, scrittrice e food blogger che ha interpretato quattro finger food utilizzando i prodotti di Consorzio Del Prosciutto Di San Daniele, Consorzio Tutela Grana Padano Dop, Consorzio Mortadella Bologna e abbinando tutto al Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.
Ringrazio Anna Bogoni, Direttrice di Elle a Tavola e donna di grande stile ed eleganza per avermi invitata: essere ad Expo Milano 2015 non da semplice visitatore e’ qualcosa da ricordare a lungo.

MA adesso sono qui per raccontarvi il back stage della mia videoricetta perche’ ha del comico (calma: ho detto comico, non ridicolo!)

Sono una blogger di montagna, right?
Uso il forno a legna, right?
E ho sempre le mani in pasta, right?

E allora la mia ricetta non poteva che esser girata accanto al forno a legna, con le mani in pasta.
E poi volevo che fosse informale e magari anche un po’ freak, per fare qualcosa di diverso da tutti.
Il canovaccio sembrava semplice.
Occhio: ho detto sembrava!

La scelta, tra le ricette proposte di Elle a Tavola da rivisitare, e’ caduta sullo strudel di verdure: invece di prepararlo con la sfoglia pronta e il minestrone surgelato, ho pensato di utilizzare la mia pasta fillo all’olio, velocissima e divina per come si stende sottile, e una dadolata di verdure fresche.

L’ingrediente principe che completava lo strudel era poi il Grana Padano, uno degli anfitrioni che ha successivamente ospitato una ristretta cerchia di fortunate food blogger durante la bella serata a Expo Milano 2015 di cui vi ho detto.

La teoria la sapevo tutta: ho fatto nella mia vita almeno un milione di paste fillo di ogni specie (magari un milione no, ma era per dire!) per cui con la difficolta’ tecnica non mi sarei scontrata di certo.

Ma che cosa non avevo considerato?
Molte cose.

1. Non avendo mai utilizzato la videocamera nessuno in famiglia era un drago e ci e’ voluto un lavorone di taglia e cuci da parte di MatteoFalcon per montare tutto. (se non mi ha mandata a quel paese questa volta, direi che posso considerarmi una mamma molto fortunata)

2. In esterna ci sono i rumori di fondo anche nel silenzio della montagna.
Sai, quelle cose del tipo
– passa la macchina del vicino e sgomma sulla ghiaia
– il cane della casa laggiu’ abbaia allo scoiattolo
– le campane si mettono a suonare perche’ si e’ fatta quell’ora
– la vicina non si avvede minimamente che stai girando un video e anzi trova molto buffo che tu stia impastando davanti al forno e quindi si affaccia dalla recinzione e con voce mielata (come si fa coi bambini, perche’ e’ convinta che un po’ balenga lo devi essere che fai una cosa del genere, per non parlare di tuo marito che ti da’ corda li’ davanti) e ti dice: “Oh, ma che bravi, state facendo da mangiare? E cosa preparate di bello?”
Tu  avevi appena pensato che quella era la penultima scena e che stava andando tutto dritto e zac!
Si deve rifare, dopo aver spiegato il motivo per cui in quel frangente si e’ poco socievoli: il sole sta calando e qua non si pettinano le bambole!

3. Le mosche!
Mica si dice “noioso come una mosca” cosi’ per dire, no?
Fin che impasti le mosche pare che non esistano: sono di certo piu’ interessate a svolazzare qua e  la’.
Ma fai solo l’atto di spadellare le verdure che loro, da vere intenditrici, si precipitano a frotte, lanciandosi sulla pentola.
Poi, in realta’, mica sono stupide: lo sanno che brucia e che non l’addenteranno mai.
Ma proprio come certe persone che se non possono metterti nell’angolo e vederti al tappeto vogliono almeno essere sicure di darti almeno un po’ di quotidiano fastidio, anche solo col solletico (basta che sia una cosa incessante e atta a romper le scatole) ecco che iniziano a girare ovunque.
Tu nel frattempo sei impegnata a stender le verdure sulla pasta e ad arrotolarla prima che una delle piu’ coraggiose kamikaze si lanci in picchiata, e quindi non puoi nemmeno regalarti il lusso di agitare il cucchiaio per l’aere nel tentativo di cacciarle.
Oltretutto si vedrebbero le gesta nel video e passeresti per un’indemoniata.
Quindi ti limiti a fare attenzione che le fedifraghe non si posino da nessuna parte e pensi che al montaggio spariranno miracolosamente.
Dai e dai, in effetti MatteoFalcon col suo cesello da orafo le ha fatte sparire tutte meno una (ed e’ un gran bel risultato, visto dalla prospettiva di chi l’ha vissuto): quest’unica passa rapidamente e non tocca il cibo, quindi va bene, tutto sommato, e’ fatta!

MA… ma tu lo sapevi che Messer Fringuello (in arte Fringilla Coelebs) che apparentemente canticchia garrulo sul ramo del castagno proprio sopra il forno in realta’ ha una voce penetrante al punto da “spaccare” letteralmente in audio?
Roba che Bocelli al confronto ha la raucedine.
La colonna sonora del video e’ del pennuto impertinente.
Perche’ lui e’ la star.

Mangiasse solo un po’ piu’ di mosche, io sarei una Masca felice.

 

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