Il mio romanzo La guerra di Gianni Edito da Araba Fenice nell’aprile 2015

Il 14 agosto 2015 nella Sala Polivalente di Frabosa Soprana ci sara’ la presentazione del mio primo romanzo che si intitola La guerra di Gianni, con la partecipazione straordinaria dello scrittore monregalese Marco Tomatis.
Non e’ la prima presentazione, ma e’ quella a cui tengo di piu’, perche’ e’ nel mio paese.

Non so come quantificare l’emozione e la soddisfazione per aver portato in fondo il progetto del mio primo romanzo.
Non so neppure se ho fatto bene o male a scriverlo, ma direi che ho agito seguendo un suggerimento inespresso dal proprietario delle memorie, che secondo me era scritto tra le righe.

Il protagonista de La guerra di Gianni, che e’ anche la vittima della storia narrata, non ne ha mai parlato ad anima viva fino a cinque mesi prima di andarsene.

Queste vicende pero’ hanno condizionato la sua vita, e il suo modo di essere, fino alla fine: sempre attento e misurato, sempre ferocemente critico verso se stesso nel tentativo di essere integerrimo.

Qua e la’ qualche nome e’ cambiato, per la privacy dei vivi e la tranquillita’ dei morti, ma tutto cio’ che viene narrato e’ vero: i documenti che vedete qui sotto lo testimoniano, ma lo si capisce bene soltanto leggendo La guerra di Gianni.

 

Sullo sfondo di una grande storia ci sono tante piccole vicende, ciascuna intensa e drammatica.

C’e’ un esercito, costituito e tratto quasi prigioniero lontano dal suolo che avrebbe dovuto difendere.

Si parla di dilemmi personali che non hanno mai trovato soluzione, di incertezza, di cattivi che non sono integralmente malvagi e di buoni che la gente per principio bolla come cattivi.

C’e’ un personaggio storico che percorre un pezzo di faticosissima strada insieme al protagonista.

C’e’ il dramma di un giovane nel piu’ nero dei dilemmi, cioe’ quello di non sapere che cosa fare.

C’e’ una madre coraggio di quelle da campionato del mondo, che non molla fino alla fine.

Ci sono buoni che per ruolo dovrebbero esser cattivi e tutta un’umanita’ locale che cerca di aiutare e aiutarsi, senza nemmeno capire perche’.

Non cercate negazionismo, revisionismo, perbenismo, sciovinismo, razzismo ne La guerra di Gianni, e non cercate nemmeno termini in -ismo: li aborro, e li ho raggruppati qui apposta, per toglierli di mezzo e non scriverli mai piu’.

Insomma, se volete leggete il mio romanzo, La guerra di Gianni.

Con un pizzico di presunzione dico che vi piacera’, e lo affermo a ragion veduta: ho fatto un piccolo campionamento tra alcuni fedelissimi, ma sinceri amici, i quali mi hanno fatto il complimento piu’ bello che un aspirante scrittore possa ricevere: “Quando cominci a leggere, non riesci piu’ a smettere fino alla fine”.

Leggete, se volete, la storia vera di mio padre tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945.

Non vi restituiro’ il prezzo di copertina, se La guerra di Gianni non  vi piacera’.
Ma solo perche’ vi piacera’, lo so.

E se verrete alla presentazione vedrete anche alcune foto d’epoca.

Come ha detto Marco Tomatis, “Sono anni che ho deciso di non leggere piu’ libri di guerra, ormai spesso troppo celebrativi ed autoreferenziati.
L’ho iniziato perche’ sei un’amica e mi e’ piaciuto molto di piu’ di quanto avrei vouto, anche per il suo taglio antieroico”

Mi sembra la piu’ bella recensione che io possa ricevere.
Sono felice.

 

 

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