La focaccia genovese per il Calendario del Cibo Italiano di Aifb


Sono fuori casa e mi accorgo che oggi cadono la Settimana della Focaccia  secondo il Calendario del Cibo Italiano di Aifb  e la Giornata Nazionale della Focacaccia Genovese di cui sono ambasciatori Monica e Luca.
Che fare?
Non ci rinuncio a contribuire e so che se non lo faccio adesso non avrò più tempo: vedetemi quindi sulla metro mentre scrivo questo articolino col cellulare e compiangetemi!
Ho in compenso una ricetta molto valida e tante spiegazioni annesse, quindi vi rimanderò direttamente all’articolo sul mio sito.

Lo so, questo e’ un post di traino, ma e’ necessario perche’ cosi’ facendo nel mio articolo originale leggerete anche la storia della focaccia genovese e di quanto sia presente nella vita di ognuno fin dalla colazione: immaginate che la città si divide in adepti della focaccia nature, a secco, e fan della focaccia pucciata (non inzuppata, eh: si dice pucciata) nel caffe’ o nel cappuccino.
Io voto per il pucciare: per me e’ proprio il contrasto tra il salato e il dolce che rende la colazione genovese cosi’ buona, ma mio marito dice che la focaccia nel caffe’ non la sopporta perche’ lascia gli occhi di grasso che lo guardano dalla tazzina!
In famiglia siamo variamente distribuiti: mia mamma (e lo faceva anche mio papa’) puccia nel caffelatte, io nel caffe’, mio marito e mio figlio mangiano la focaccia nature, a secco.

Son cose delicate… Il resto del racconto e la ricetta li trovate  QUI e non ve ne pentirete, davvero!

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