La finale di Blindplate Ponti in cui mi sono classificata seconda e il dietro le quinte con Chiara Maci e Filippo Lamantia

La mia amica pr e consulente di immagine, che mi ha adottata mio malgrado (e infatti qualche giorno la picchio, perche’ mi stressa e io non la voglio tra piedi  😀 e non le ho chiesto di farlo) dice che devo tenere aggiornata la sezione CREDITS, perche’ se si fanno le cose bisogna farle bene altrimenti e’ inutile e via di quel passo, e cosi’ scrivo questo post per rendere edotto il popolo della rete della finale di Blindplate Ponti nella quale mi sono classificata seconda: me ne ero dimenticata, pensate un po’!

Le puntate le trovate

pulsante

Ora approfittero’ per descrivervi com’e’ un dietro le quinte di trasmissione.

Intanto: la location nella quale abbiamo girato le puntate e’ PRESSO, in via Paolo Sarpi a Milano, cioe’ a China Town, come la chiamano i Milanesi.
Per me e’ stata un’emozione scoprirlo, perche’ come sapete ho vissuto per un periodo a Shanghai, e fare una passeggiata in via Sarpi (dove non ero mai stata prima) mi ha riportata indietro nel tempo.
Inoltre abbiamo cucinato su una cucina bellissima, che mi ha detto un tecnico della regia essere anche costosissima, il che comunque ha fatto piacere a tutti i concorrenti.

Ma la cosa davvero fantastica e’ stata l’essere stata scelta da Blindplate Ponti, che ha pescato me per far parte dei 5 finalisti in mezzo ad un folto numero di partecipanti a livello italiano.
Ricevere quella mail di convocazione mi ha fatta sussultare: logico, ci tenevo altrimenti non avrei nemmeno partecipato al concorso, ma certo non mi aspettavo di essere scelta.

E poi, e poi… e poi ho conosciuto Chiara Maci, cosi’ carina e cosi’ professionale sullo schermo, ma cosi’ semplice nel fuori onda, e cois’ affettuosa con la sua splendida bimba.
E lo chef Filippo Lamantia?
Conoscete la sua storia personale: e’ stato uno dei primi ad accorrere sul luogo della strage di Capaci come fotografo, poi e’ stato vittima di un errore giudiziario, ma non si e’ abbattuto, e anzi proprio in carcere ha iniziato a cucinare per i detenuti, che apprezzavano molto i suoi piatti.
E’ un personaggio h24, cioe’ e’ nel fuori onda cosi’ come lo si vede in tv: esuberante e sornione 24 ore al giorno.
Cucina senza aglio e senza cipolla: questo e’ il suo marchio distintivo.
E a riprova del fatto che non solo lui, ma forse tutti i siciliani sono caparbi e inamovibili, un concorrente siciliano ha comunque OSATO preparare un piatto con la cipolla, e lo chef -bendato- lo ha mangiato!

Quello di cui da spettatori di una trasmissione come Blindplate Ponti non ci si rende conto pero’ e’ sicuramente tutto il lavoro che sta dietro a 5 minuti di registrazione finale.

Io sono stata la prima a girare la puntata, e quindi c’erano tutti i settaggi da fare: luci, telecamere, fotografia, microfoni (sono stata “sgridata” dal tecnico del suono perche’ avevo un vestitino intero, e quindi il microfono non si poteva pinzare in vita, ma io fino al giorno prima non avevo idea di questo problema, ad esempio), posizione dei singoli oggetti, cose che quando giri vedi riflesse nel vetro della porta e quindi devi spostare fermando tutto, operazioni durante la preparazione della ricetta che vanno girate due volte per archiviare un secondo contributo caso mai il primo, ad un successivo esame, non fosse perfetto… insomma: credo di avervi dato un’idea.

Le successive puntate sono state piu’ snelle, ma nella mia abbiamo cominciato alle 10.30 e terminato alle 13 passate, e non siamo mai stati con le mani in mano.

In quei casi apprezzi la professionalita’ delle persone, la loro sicurezza nell’esecuzione, e hai davvero tanto, tanto da imparare.

Veniamo al risultato finale di Blindplate Ponti: sono felicissima di essere arrivata SECONDA, anche perche’ la vittoria era essere li’, e poi la gara non era tra di noi partecipanti in modo diretto: era lo chef che ad occhi bendati doveva riconoscere alcune caratteristiche nostre caratteriali basandosi sugli ingredienti dei nostri piatti, e non valutare i piatti e dire quale era buono e bello e quale no.

Mi dispiace un pochino che lui, assaggiando il mio piatto (QUI trovate la ricetta) che conteneva grano saraceno e Toma d’la Paja di Occelli abbia inferito che ero una donna del Sud: forse avrebbe dovuto azzeccare che il retroterra era Piemontese… ahi ahi ahi, chef!
😀

Girare le puntate di Blindplate Ponti e’ stato divertentissimo: io sono abbastanza estroversa, e non mi impressiono davanti gli obiettivi, ne’ tanto meno davanti ai personaggi famosi.
La “soggezione”, come la si chiama in gergo, non appartiene al mio corredo genetico.
Come dice mio marito, tu se incontri il Papa gli vai incontro e gli dici “Buongiorno, io sono Silvia. Come va?”

Chiaramente non sarei mai cosi’ irrispettosa con Sua Santita’ -che apprezzo moltissimo, ma proprio tanto- ma e’ per darvi idea della testaccia che sono.
Non mi faccio remore, se non per quello che considero contrario alla mia morale e all’onesta’.
Guardo diritto negli occhi la gente, e anche la telecamera.

E per questo vi dico che chi afferma “io a Masterchef, o alla tv, non ci andrei mai perche’ non mi piace” o e’ un timido cronico o mente.

Se e’ timido gli crediamo, e gli crederemo fin che non lo vedremo farsi intervistare da un giornale o da una tv oppure girare una videoricetta.
Se mente, lo fa per paura che, mandando la sua candidatura o la sua ricetta, non lo scelgano, e allora si trincera dietro questo “non mi piace”.

Ecco, io la penso cosi’, perche’ avere la fortuna di partecipare ad un evento mediatico, anche se piccolo come un concorso, e’ molto gratificante per il nostro Ego.

E tutti abbiamo un Ego, ve lo garantisco.
Io ad esempio non ho un ego.
E non ho  nemmeno un Ego.
Ho proprio un EGO.

Ma su tutte, sapete qual e’ stata la cosa piu’ difficile per me?

La premiazione.
Un contributo cosi’ importante per il montaggio della puntata non va girato solo la prima volta, nella quale sei spontaneo perche’ sorpreso.
Lo si gira anche altre due volte, perche’ poi la regia e il montaggio sceglieranno il migliore da mandare in onda.
E ve la immaginate una diretta, sincera e immediata come me che dopo la prima volta deve fingere stupore e contentezza per il risultato finale?
Ecco: quello si’ che e’ difficile, non partecipare alla trasmissione, cucinare e stare sotto i riflettori.

 

 

 

 

2 thoughts on “La finale di Blindplate Ponti in cui mi sono classificata seconda e il dietro le quinte con Chiara Maci e Filippo Lamantia

  1. Una straordinaria esperienza fatta insieme a compagni di viaggio davvero squisiti. Un arricchimento davvero. Grazie, Silvia.
    Un bacio,
    MG

    1. Grazie a te: mi sono trovata benissimo a chiacchierare con te e gli altri!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*