La Collana di Perline della Petronilla, una femminista nostrana

 

“Ogni giorno (si puo’ dire) la posta mi reca epistole di tal fatta:
– Petronilla, ti prego: quel tal liquore come si fa?
– Petronilla, ho perduta la ricetta dei quel liquore e vorrei…
– Petronilla, il mio liquore si e’ fatto torbido… il mio si e’ addensato… del mio non e’ rimasto che un deposito cristallino!
Insomma, mi giungono si tante richieste… liquoristiche… che a tutte rispondo con…
Con il libretto ch’e’ qua ( e che, non essendo un foglietto volante non si smarrira’); ch’e’ ben verde (e che, al bisogno, subito si trovera’); ch’e’ tutto di liquori (fra i tanti si potra’ sempre trovare quello che -potendo parecchio spendere- si vorra’, anche senza alambicco, allestire sul fornello della propria cucina); e che, anche di te, potra’ cosi’ fare una liquorista… perfetta”

La mamma di un mio amico, oltre ad essere un’ottima cuoca, colleziona ricette da sempre e un mese fa ha deciso di alleggerire i suoi scaffali e farmi un enorme regalo: mi ha mandato a casa, tramite il figlio, due scatoloni enormi di ritagli di giornali e riviste, fascicoli, libriccini, fogli trascritti a mano e a macchina, tra cui questo strepitoso libretto della Petronilla.

Edizione Sonzogno 1949, ma ristampato da una precedente del 1916: lo stile, infatti, c’e’ tutto, e anche se tu non volessi preparare nessunissimo liquore, lo leggeresti lo stesso, come fosse un romanzo, al solo scopo di fare un tuffo nel passato con l’andare retro delle sue pagine.

petronilla

Con questo libretto  meraviglioso da leggere ho scoperto una figura notevolissima della sfera ‘food’ del 1900: tutti oggi citano, e non sempre a proposito, le Americane Julia Child e Harriet van Horne, ma ignorano di avere la nazionalita’ in comune con una donna che ha fatto molto per la cucina spicciola di ogni giorno in tempi difficili come quelli delle due Guerre Mondiali.

Amalia Moretti Foggia della Rovere, mantovana del 1872, laureatasi in Scienze nel 1895, e successivamente in Medicina, molto attiva in campo sociale nonostante i suoi non fossero tempi favorevoli alle donne, divenne celebre non solo per il suo impegno sociale e femminista, ma anche e soprattutto per aver saputo avvicinare alle rubriche di cucina le massaie di tutte Italia alle prese con le restrizioni belliche e post belliche.

La neo dottoressa lavoro’ dapprima presso la Societa’ Operaia Femminile di Milano e poi in un Ambulatorio della Poli Ambulanza di Porta Venezia e cosi’ facendo venne in contatto con le realta’ e le necessita’ del quotidiano.

Si attivo’ anche come volontaria, dispensando aiuti e consigli a titolo gratuito, e diventando un vero punto di riferimento.

Nel 1926 le fu affidata, col titolo “Il parere del Medico”, sotto pseudonimo perche’ una donna medico allora non sarebbe stata apprezzata e seguita, la prima rubrica sanitaria italiana su La Domenica del Corriere: dava consigli medici e parlava anche di rimedi popolari, cercando di diffondere alcune elementari considerazioni igieniche e di catturare l’attenzione della gente anche con dettagli inerenti una sana alimentazione.

Successivamente le venne dedicata la rubrica “Tra i Fornelli” nella quale si firmava finalmente col nome femminile di Petronilla.
Qui diede fondo al suo sapere, cercando di presentare ricette per tempi eccezionali, cioe’ momenti come in guerra in cui il denaro era poco e quindi si doveva arrangiarsi, cucinando con fantasia piatti che contenessero pochi grassi, poco zucchero e magari niente uova.
L’aspetto salutistico veniva sempre valorizzato da Petronilla, insieme all’arte di arrangiarsi con gusto ed eleganza.

Fu la prima food writer italiana.

Le sue ricette vennero poi raccolte nei Quaderni della Petronilla, e io ne ho uno tra le mani, appunto.

Me felice!

Vi propongo una sezione del blog, in cui provero’ a replicare alcuni dei sui liquori.

A presto, quindi, con la Petronilla.

 

 

 

 

 

 

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