FOOD SAFETY: con l’Istituto Zooprofilattico the Italian model a Expo Milano 2015

Avete mai sentito parlare di allerte europee per un cibo pericoloso per la salute umana? Sapete che cosa significa e come funziona la procedura? Alla base di queste segnalazioni ci sono le analisi degli Istituti Zooprofilattici. Sapete quanti Istituti collegati ci sono in Italia e in Europa e quali sono le loro mansioni? Sono coordinati a livello europeo?
Di questo ed altro si è parlato oggi a Expo Milano 2015 durante il convegno FOOD SAFETY: THE ITALIAN MODEL.

L’argomento è molto importante per la salute pubblica di ognuno di noi.
Non voglio caricare questo post di sigle e dati, ma veicolare il concetto che siamo in buone mani e spiegare -se ci riesco- perché possiamo stare sicuri.
Se un alimento e’ pericoloso per la salute deve essere tempestivamente segnalato tramite un sistema rapido ed efficiente, dopo analisi mirate al fine di non creare allarmismi: questo sistema ufficiale è in carico agli operatori del Sistema Sanitario Nazionale ma anche il produttore stesso, se ricorrono gli estremi, e’ tenuto per legge a segnalarne la pericolosità in modo che siano avviati gli accertamenti necessari.
Per far si’ che ciò si verifiche occorre che sia codificata non solo la procedura da seguire, ma che si definisca con precisione le caratteristiche che i campioni devono avere e, chiaramente, essendo in Europa, queste caratteristiche devono essere le stesse sia in Italia che, ad esempio, in Germania: un campione di carne deve rispondere a dei requisiti di sicurezza “europei” (cioè uguali in tutti i paesi della EU) che consentano di identificare quali microrganismi o quale contaminante ambientale ha provocato l’allerta.
Similmente tutti i laboratori di analisi in questo campo devono essere accreditati, cioè effettuare le stesse analisi, con performance sovrapponibili ed, per dimostrare la loro affidabilità, devono essere verificati da un organo indipendente con cadenza regolare.
Quindi alla base c’è un’indagine analitica che determina i campioni conformi sui quali “calcolare” le allerta.
ma sul sito del RASFF i dati sono aggiornati in tempo reale.
Il sistema di allerta RASFF si occupa di alimenti e mangimi per la salute di uomini e animali.
EFSA, European Food SAFETY Authorithy, ha sotto di se’ una struttura piramidale e ramificata nei vari paesi, composta da UNIONE EUROPEA, MINISTERO DELLA SALUTE, AUTORITÀ REGIONALI, SERVIZI SANITARI LOCALI.
Ministero, Regioni e ASL in Italia si rivolgono agli Istituti Zooprofilattici Sperimentali distribuiti sul territorio nazionale: 10 in totale, mono, bi o tri regionali a seconda della zona.
Il tutto funziona come una società di mutuo soccorso: poiché le metodiche possono variare e devono essere applicate in tempi brevi, c’è bisogno di interagire e collaborare per essere rapidi.
Nel 1913 nasceva l’Istituto del Piemonte, con lo scopo principale di occuparsi di controllo delle malattie del bestiame e di selezione genetica dello stesso: dal 1962 ha aperto anche alla sicurezza alimentare.
Attualmente si occupa garantire la salute pubblica attraverso due aree di attività: sanità animale e sicurezza alimentare. Sul primo versante si studiano e si combattono ad esempio le zoonosi, che passano da animale a uomo, e ci si occupa anche del benessere animale.
Sul fronte sicurezza alimentare sono importanti, e vengono effettuati con serietà, controlli igienico sanitari sulle malattie trasmissibili con gli alimenti (Escherichia coli, Salmonella…) e poi ci si occupa anche di frodi alimentari: si tratta ad esempio di evidenziare quali ingredienti siano presenti in un cibo confezionato senza essere riportati in etichetta o ancora di trattamenti fraudolenti non autorizzati o di processi produttivi mascherati come ad esempio il congelamento non dichiarato degli alimenti.
Si fa attenzione anche alla presenza nei cibi di pericoli chimici, metalli pesanti, altri contaminanti ambientali o altri agenti chimici non autorizzati.

E tutti poi si ricordano la mucca pazza, l’Istituto di Torino è il Centro di Referenza appunto per la BSE, causa della encefalopatia spongiforme.
E’ abbastanza nella memoria di ognuno il recente scandalo della carne di cavallo non dichiarata tra gli ingredienti delle polpette.
L’Istituto di Torino e’ laboratorio di riferimento in Italia per gli studi sugli stafilococchi e forma il personale degli altri istituti italiani, andando a sua volta a Parigi per i suoi aggiornamenti, nella sede del laboratorio europeo.
A completamento del suo operato l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale è anche sede del Centro Apistico regionale e del CRANES, che si occupa di animali esotici sul territorio nazionale.
Che dire… Spero di aver buttato il mio sassolino verso la consapevolezza che siamo seguiti e protetti a livello alimentare. Per ogni approfondimento potete andare sul loro sito e vedere di quante cose si occupano. www.izsto.it

Ho scritto subito, durante una pausa tra un convegno e l’altro, per non dimenticare nulla.

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