Il pane con l’uvetta che mangiavo a Sestri: ricordi d’infanzia e una ricetta inventata

Oggi pensavo al pane con l’uvetta che mangiavo quando ero piccola a Sestri Ponente, comprato al Fornetto, storico piccolo panificio fondato proprio nel 1962, mio anno di nascita: ricordi d’infanzia che saltano su all’improvviso!

Pane con l’uvetta… quanti ricordi!

Ebbene si’, sono nativa di Sestri Ponente (Genova), vissuta in via Giordano per una vita, ma dal ’90 non ci abito piu’, cioe’ da quando mi sono sposata.

Ricordo che da piccola con il nonno andavo in Vico Erminio, perpendicolare a Via Sestri, subito dopo la Chìesa dell’Assunta andando verso Cornigliano sulla sinistra) dove esiste tuttora un piccolissimo negozio di fornaio che faceva il pane con l’uvetta, soffice, morbido, e poco dolce, adattissimo alla colazione e al te, per non parlare del ‘fuoripasto’!

A noi piaceva perche’ non ‘stufava’ con eccessivo zucchero, e ne compravamo interi pani da portare alla nonna e ai miei.
Quando torno a Sestri ne faccio sempre scorta, ma mi sono messa a caccia di una possibile riproduzione casalinga per puntellarmi nei periodi di astinenza.
In estate parto da Varazze in Vespa (a parte quest’anno in cui l’Aurelia era interrotta), in solitaria (non sono un drago dello scooter) per la mia gita nei posti sestresi della gioventu’ (che pero’ son cambiati quasi tutti) e ne porto a casa un bauetto pieno: mamma, 89 anni, aspetta con l’acquolina in bocca perche’ gia’ sa.
Canestrelletti e pane con l’uvetta, e focaccia, perche’ dice che a Varazze la focaccia buona nu a san fa.

Ebbene… prova e riprova… non e’ uguale, nel senso che il Fornetto e’ il capo e il creatore e io la formica, ma credo di aver trovato un mix quasi giusto, che mi consente di sentire un po’ di quel sapore in bocca.

Vogliamo provare?

INGREDIENTI

250 gr di farina manitoba 

120 gr circa di acqua

2 cucchiai abbondanti di zucchero (anche 3, ma non di piu’ altrimenti “stufa”)

2 cucchiai di olio extravergine di oliva

1 rosso d’uovo

10 gr (circa, ma comunque meno di mezzo cubetto) di lievito di birra

i semi di 1/2 baccello di vaniglia

un po’ di latte per spennellare e per sciogliere il lievito

1/2 cucchiaino di polvere di malto

uvetta: piu’ ce n’e’ meglio e’, basta che non sia cosi’ tanta da impedire la lievitazione!

zucchero semolato  da spargere sopra previa spennellatura

PROCEDIMENTO

1. Sciogliete il lievito nel latte tiepido e mettete l’uvetta a mollo nell’acqua tiepida (se volete aggiungete un po’ di rum!)

2. Fate la fontana di farina in una terrina e mettere al centro il lievito con tutto il suo latte, i semi di vaniglia, lo zucchero, il rosso d’uovo e l’olio, impastando con l’aiuto dell’acqua tiepida fino ad ottenere un composto il piu’ omogeneo, elastico e liscio possibile: ci vorranno solo pochissimi minuti.

3. Create una palla e fatela lievitare in luogo caldo per almeno 1 ora e mezza, coprendo la terrina con una pellicola unta d’olio

4. Quando l’impasto sara’ molto cresciuto (almeno raddoppiato, ma se e’ di piu’ e’ meglio) ed avra’ formato delle bolle e dei buchini in superficie, prelevatelo, sgonfiatelo con le mani e stendetelo sulla spianatoia infarinata con un mattarello, con uno spessore di 1 centimetro, come se si dovesse fare una base per pizza rettangolare

5. Spargete sulla pasta l’uvetta, che nel frattempo avrete strizzata e asciugata con un panno di carta.

6. Arrotolate la pasta su se stessa, pareggiate i lati, fare sopra dei tagli obliqui (meglio con le forbici che con il coltello) per aiutare la lievitazione

7. Adagiate quindi il rotolo su una teglia coperta di carta forno, spennellatelo di latte con pennello leggerissimo e mano lieve, coprite con la pellicola unta e fate lievitare ancora almeno 40 minuti

8. Accendete il forno ventilato a 180 gradi.

7. Dopo 40 minuti (o anche un po’ di piu’) il pane avra’ raddoppiato ancora le sue dimensioni, quindi sara’ il momento di cuocerlo: rispennellatelo ancora con un velo di latte (leggera la mano!) e spolveratelo di zucchero semolato (o di granella di zucchero), aggiungendo qua e la’ delle uvette.

8. Infornate, dapprima coprendo e poi togliendo la carta, per almeno 15 minuti: le uvette non dovrebbero bruciare.

In ogni caso regolatevi col colore: quando e’ dorato e’ pronto (pungetelo con lo stecchino: se esce pulito e’ pronto), perche’ sapete che ogi forno e’ un mondo a parte e fa da se’ per tmperature, tempi e umidita’. Ci prenderete la mano!

Le uvette sopra alla fine possono anche  bruciare un po’, ahime’: sono belle da vedere e al massimo si eliminano quando si mangia.

Profumatissimo, buono e facile da fare!

Non e’ l’originale, ma a me lo ricorda: dara’ la lontananza, saranno gli anni e la memoria che cala.

 

4 thoughts on “Il pane con l’uvetta che mangiavo a Sestri: ricordi d’infanzia e una ricetta inventata

    1. Vedrai: si impasta in un attimo, a difficolta’ zero, e lievita da paura! Usa la Farina magica (ovvero farina Manitoba con aggiunta di malto) e sara’ un successo.
      Poi, se lo vuoi un po’ più’ dolce schiaccia con lo zucchero… ma e’ buono così’!!!!!
      Fammi sapere. Ciao!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*