Giro del Bernina – tappa 2/parte prima – Passo dello Stelvio

 

Ore 8.30 del 21 agosto: dopo l’abbondante colazione all’Hotel Rezia di Bormio (per arrivarci segui i suggerimenti della prima tappa cliccando QUI) e dopo aver messo il naso fuori ed esser corsi ad indossare un secondo maglione sotto la giacca da moto, eccoci via in sella alla nostra Yamaha MT03, diretti al Passo dello Stelvio sotto un cielo azzurro come solo in montagna puo’ essere.

La strada sale nel verde ed e’ subito molto bella e tortuosa: ti stupisce il numero di motociclisti e ciclisti.

Decisamente il Passo dello Stelvio e’ per le due ruote.

Four wheels move bodies
Two wheels move souls

L’ho letto qualche giorno fa a Milano -mi pare nel negozio Belstaff di via della Spiga- ed in effetti e’ una frase assolutamente azzeccata; ci sono luoghi dove non mi verrebbe mai in mente di andare in macchina (nel senso che in tutta pigrizia penserei che non  ne vale la pena in quel momento perche’ magari e’ caldo o freddo o tardi o sono stanca), ma sono subito disposta ad andarci in moto.

Tra l’altro, mi piace andare in giro con la YAMAHA MT03 perche’ non e’ una stradale, quindi -da passeggero- non devo stare abbarbicata sulla sella a schiena curva: non ho piu’ l’eta’ per gli equilibrismi, e la seduta eretta della MT03 mi stanca di meno, lasciandomi il tempo di guardarmi attorno e di… impugnare la macchina fotografica subacquea.
Direte: che c’entra?
Beh, e’ antishock, impermeabile, compattissima e dotata sia di zoom che di stringhino da polso, quindi comodissima perche’ sta nel palmo della mano.

Ma veniamo alla salita al Passo dello Stelvio.

La strada serpeggia, sale e include anche un paio di tunnel scavati nella pietra, dopo di che si trasforma in tornanti che si snodano in salita fino alla cima.

Incontri anche qualcuno con gli skiroll e ti chiedi come scendera’ da quella pendenza.

In cima, anche se ci sono solo 5 gradi ed e’ nuvolo, c’e’ nero di motociclisti.

Non amo particolarmente tutti i palazzoni che ci hanno costruito anni fa (hotel, rifugi e negozi) perche’ il mio concetto di passo di montagna e’ un po’ piu’ spoglio, ma essere arrivati lassu’ allo Stelvio con la Yamaha MT03 e’ bello, perche’ te la godi di piu’ rispetto ad una salita in macchina: e’ un po’ come andare per funghi invece di comprarli al mercato.
La cioccolata buona come lassu’ non l’hai bevuta mai, la maglietta che compri rischia di diventare la preferita della tua collezione e quasi quasi ti dispiace scendere.

Ma se hai la fortuna di poter fare il giro completo, ti stupira’ la discesa dallo Stelvio verso Trafoi, nella Valle dell’Adige, perche’ molto piu’ ripida e panoramica, con tornanti secchi e strettoie.

Anche questa e’ perfetta per i motociclisti, e quasi ti infastidisci quando incontri una macchina.

Dopo ben piu’ di 30 tornanti arrivi a Trafoi e devi fermarti.
Devi.
E non e’ solo per fare pipi’.
Devi entrare all’Hotel Bellavista per incontrare il mito.
Il campione dello sci meno ciarliero dell’universo.
Il campione dell’understatement made in Italy.
Ha vinto tutto: campionato italiano, coppa del mondo, olimpiadi.
Gustav Thoeni.
Vedrai che non ti dispiacera’ piu’ di esser sceso dal Passo dello Stelvio.

E poi via verso nuove avventure… Livigno ti aspetta.

PARTI SUBITO CLICCANDO QUI

 

 

 

 

 

 

 

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