Una Tre Giorni del Gusto a casa di Mastro Dante

 

Non so se riusciro’ mai a raccontare come vorrei la Tre Giorni del Gusto a casa di Mastro Dante Renzini, che mi ha vista a zonzo per l’Umbria tra il 21 e il 23 ottobre scorsi: e’ stata davvero un’esperienza interessante e coinvolgente, che ho molto apprezzato e cerchero’ qui di condividere con Voi.

Non vorrei darvi cifre e dati, perche’ trovate tutto questo sul sito di Renzini.
Mi interessa raccontarvi come si e’ svolto il viaggio e qual e’ l’impressione che ho avuto io, indegnamente e da profana, della ditta che abbiamo visitato.

Sappiate pero’ che queste sono cose possibili solo con Aifb!

A Roma ho incontrato i due colleghi che come me avevano avuto in sorte l’oneroso e gravosissimo compito di farsi scorrazzare e rimpinzare qua e la’ tra Montecastelli, Norcia, Abeto, Assisi e Perugia, e abbiamo fatto l’ultimo tratto assieme.

Anna Laura Mattesini la conoscevo gia’ (e dopo mille scherzosi battibecchi su Facebook ci siamo finalmente incontrate di persona a Roma, facendo shopping e pettegolezzi insieme per un’intera giornata, e alla sera ci sopportavamo ancora) e Tommaso Schiena invece si e’ rivelato un nuovo, simpatico e gentile compagno di viaggio: tra l’altro il mio trolley pieno di mattoni di piombo ringrazia sentitamente per gli spostamenti che lui gli ha agevolato!
😀

Vi diro’ che, pur avendo viaggiato molto nella mia vita, non ero -con mia grande vergogna- mai stata in Umbria, quindi mi sono gustata doppiamente questa tre Giorni del Gusto.

Bene: a Perugia abbiamo trasbordato dal treno interregionale su un trenino che fa un mare di fermate, a guisa di corriera quasi; il biglietto si fa a bordo, e la fermata si prenota direttamente al capotreno.
La cosa buffa e’ che i vetri sono tutti pitturati dai graffitari, e quindi non si vedono le stazioni, per cui non sapendo dove scendere si deve stare pronti a saltare giu’ quando il capotreno dice che si e’ arrivati (“Sempre se mi ricordo di avvisarvi”, come ha precisato subito!)

Federica Zucchetti della ditta Renzini ci ha recuperati e accompagnati al punto di ristoro, come lo chiamano modestamente loro.

Io lo definirei piuttosto un bellissimo, e nuovissimo, ristorante-locale di degustazione-punto vendita, la cui struttura riunisce tutti i capisaldi dell’architettura contadina: pietra, legno, rame.
Davvero molto ben strutturato, ed altrettanto accogliente.

Da qui in avanti, cari Amici, e’ stato un diluvio di assaggi e gusto.
La ditta Renzini ogni anno organizza l’evento VEDI IL SAPORE, al quale invita i suoi migliori clienti (e quest’anno anche noi tre foodblogger dell’Aifb) e non lesina davvero in cortesia, informazioni e cibo.

Non credo di aver mai visto, e assaggiato, cosi’ tanti tipi di salumi e insaccati, accomunati tutti dalla caratteristica di essere prodotti artigianali, locali, sopraffini.

Abbiamo visitato due stabilimenti: il primo giorno quello di Montecastelli, ove si producono i cotti, il secondo quello di Norcia, luogo di produzione dei crudi, e poi siamo stati alla stagionatura in quota ad Abeto.

Per le foto, vi prego di cliccare QUI per visitare il mio album dedicato su Steller.

Renzini lavora quasi tutto con maiali e cinghiali allevati in Italia, fatta eccezione per prodotti come la sella, per la quale importa gli animali da alcuni stati dell’Unione Europea.
La filiera e’ controllata nei minimi dettagli, e ogni fase di lavorazione in stabilimento prevede la lavorazione o la rifinitura a mano.
Cosi’ facendo la ditta crea anche maggiore occupazione, ed ha la certezza che ogni suo prosciutto (o insaccato) sia controllato con amore.

Non e’ un caso, quindi, se in fase di recessione economica, Renzini sia una ditta in espansione, al punto che sta costruendo un enorme nuovo spazio accanto allo stabilimento di Montecastelli.

La fantasia non si esaurisce mai, in ditta; noi ‘profani’ pensiamo al cotto, al crudo, al salame e alla mortadella, poi con grande sforzo ci facciamo venire in mente il lardo, la pancetta e la coppa, ma quante variazioni si siano inventanti loro non lo immaginiamo se non visitando lo stabilimento e prendendo in mano il catalogo.

La stagionatura ad Abeto, 1000 m di quota nel parco dei Monti Sibillini, e’ stato forse il momento piu’ magico del viaggio.

Immaginate un paesino piccolo e in pietra, arroccato attorno ad un antico monastero, e ormai quasi disabitato, dove Mastro Dante Renzini ha riabitato il convento trasformandolo in un luogo di invecchiamento per i suoi migliori prosciutti crudi.

Il posto e’ splendido, e io ne ho apprezzato il gusto forse in modo anche piu’ empatico perche’ abito a 1000 m di quota in un castagneto solitario, e quindi afferro al volo la magia di quell’ambiente (ok, va bene: sono una rustega di montagna, che ci posso fare?): qui i clienti di Renzini vengono a scegliere il prosciutto, lo “firmano” e lo ritirano a stagionatura avvenuta, dopo 18 mesi circa.

Insomma, in questi due primi giorni ho avuto la netta impressione di un ambiente familiare in cui tutti i Renzini e i loro dipendenti e collaboratori tirano nella stessa direzione, concentrati sul risultato finale che fa di loro ‘I grandi della nicchia”, ovvero i maggiori produttori di salumi artigianali umbri.
La cura per i particolari e’ al primo posto presso di loro, Mastro Dante e’ presente tutto il giorno, sia nel punto vendita che in stabilimento, le necessita’ dei clienti sono prevenute prima ancora che ascoltate, e il numero di avventori abituali che c’era nel locale suggeriva affidabilita’.

Come foodblogger, oltre ad aver apprezzato la possibilita’ di visitare la produzione centimetro per centimetro, ho gradito la cucina dello chef e sono stata deliziata dalle attenzioni e dalla cortesia di cui sono stata oggetto.

Sono i particolari che danno l’eleganza, si dice: ebbene, dall’hotel nel quale eravamo alloggiati, all’accoglienza del mattino, al cortese saluto della sera, per arrivare all’abbondanza di cio’ che ci veniva offerto, come ospite e come guida turistica -abituata a vedere gruppi paganti esser trattati non sempre bene da alcune realta’ che dovrebbero fare promozione, incoming e ristorazione- posso dirvi che ci siamo sentiti principi per 3 giorni.

E la ciliegina sulla torta, che denota rispetto e gentilezza, e’ rappresentata dagli eventi collaterali (per cosi’ dire) a cui abbiamo potuto partecipare, perche’ erano stati organizzati per noi: la visita ad Assisi, meravigliosa e unica) del secondo giorno, e quella tutto gusto e coccole a Perugia per Eurochocolate del terzo giorno.
Per le foto, vi prego di nuovo di cliccare QUI per visitare il mio album dedicato su Steller.

Davvero sono stati tre giorni dedicati al gusto, indimenticabili, grazie a Renzini e grazie ad AIFB che ci supporta e ci spinge a fare.

 

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