Sei gia’ stato all’Open dei Baladin a Cuneo?

Vorrei parlarvi di Open Baladin, il nuovo locale aperto a Cuneo nella restaurata – e a mio giudizio molto bella – Piazza Foro Boario, ma mi piacerebbe andare con ordine, iniziando con una frase a me molto cara : Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e il più bello di tutti (Mulan, e non ridete se cito Disney, perche’ cade a fagiolo).

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Ecco: la birra Baladin di Piozzo nasce da una ribellione e dal conflitto generazionale tra padre e figlio.
Il genitore -contadino- serve vino fatto in casa al figlio teen ager (non scandalizzatevi, perche’ alcuni decenni fa era una cosa normale anche in citta’) che invece vorrebbe bere birra: sono gli Anni Settanta e il mito inglese/americano e’ sbarcato in Italia con tutta la sua forza.
La vicenda prosegue poi con le difficolta’ di voler pubblicizzare, far conoscere ed apprezzare la birra artigianale ideata e prodotta alla fine degli Anni 90 in Italia, terra del vino!

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Quella che vi sto riassumendo brevemente e’ la leggenda (la storia ormai e’ nota attraverso le sue birre) che avvolge le vicende personali di Teo Musso, fondatore di Baladin, che amava la birra fin da giovane e conobbe a Monte Carlo le cosiddette birre estere e particolari (diverse dalle comuni lager in bottiglia che si trovavano in Italia) invaghendosene mentre in estate soggiornava presso lo zio, chef patissier al Café de Paris.

A livello personale, due sono le coincidenze che mi fanno esser contenta di parlarvene: adoro il Café de Paris -uno dei miei posti del cuore- e la parola Baladin in francese arcaico significa racconta-storie, cioe’ storyteller e io -guarda caso- sono una storyteller da un bel po’ di anni.
E poi, quante storie si raccontano con un bicchiere in mano!

A questo punto del nostro racconto la Birra Baladin non e’ ancora nata: ci vogliono parecchie avventure in giro per l’Europa per far perfezionare a Teo l’idea della sua prima birra, nata solo nel 1996.

(foto tratta dal sito di Baladin)

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Noi siamo l’insieme delle nostre esperienze, e le Baladin sono cosi’ perche’ dietro c’e’ tanta storia personale fatta di voglia di scoprire e sperimentare.
Si producono dapprima due birre (una Blonde e una Ambrée) e gli indigeni le considerano un fiasco, perche’ sono diverse, molto diverse, dal concetto e dal sapore della birra di consumo.
Nasce allora l’idea di far conoscere il prodotto a chi -nella ristorazione- potrebbe avere un gusto tale da apprezzare questa novita’.
Teo Musso crea una bottiglia tutta sua, con un’etichetta e una scritta dall’aspetto inconfondibile, e vi racchiude la Super e la Isaac, inviandole come campione a 500 ristoratori italiani.
L’operazione di marketing non ha grosso successo, perche’ i destinatari dell’omaggio si limitano per lo piu’ a berlo e basta, ma tutto questo fermento attira l’attenzione di chi, all’estero, fa birre artigianali da molto tempo e quindi le puo’ apprezzare.

Nemo propheta in patria, e poi noi Cuneesi un po’ bogia nen lo siamo, quindi era chiaramente necessario un riconoscimento fuori dai confini patrii per mettere in moto la macchina dell’apprezzamento locale!

Il resto e’ storia, qualita’ del prodotto, infinite sfumature nelle quali e’ declinato e troverete tutto sul sito.

La cosa che ancora vorrei fare e’ parlarvi del birradotto, una vera chicca che credo sia tuttora unica al mondo e che si potrebbe ben etichettare con volere e’ potere.

Quando Baladin decolla, i locali per la fermentazione non bastano piu’ e lo spazio si fa davvero stretto: che fare?
Musso possiede un pollaio ormai in disuso, distante 300 m dalle cantine.
Ebbene: ha l’idea di creare un birradotto per collegare i due edifici.
Peccato che per far questo si debba scavare proprio sotto la piazza principale del paese!
Credetemi se vi dico che ci e’ voluta piu’ di una seduta del Consiglio Comunale per avere le autorizzazioni e che poi si e’ fatto un bello studio di ingegneria e di chimica organica per realizzare tutto a puntino, calcolando l’espansione della birra, la temperatura, il gas e il resto!

Quindi, quando degusterete una Baladin (io proverei la Nora, fossi in voi, ma ognuna e’ una scoperta) vi immergerete in tutto questo: c’e’ una storia dietro e il particolare che va anche apprezzato e’ che la sede di produzione non si e’ mai spostata dal piccolo paesino di Piozzo, davvero quattro case all’ingresso delle Langhe.
Con tutte le ditte producono all’estero, questo e’ un plus da non trascurare!

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Bene: il locale e’ ampio e bello (in particolare a me piacciono i tavoli con i disegni e i colori Anni 70).

Vi lascio percio’ con qualche foto dell’inaugurazione del nuovo Open Baladin di Cuneo.
Sappiate che c’era il mondo piu’ uno: il Sindaco Federico Borgna.

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Non sono mai facile agli entusiasmi -data l’eta’ ho imparato la cautela- ma credo che Piazza Foro Boario, lastricata e priva di traffico, coi i giochi per i bambini, le panchine, lo spazio riabilitazione/fisioterapia e il nuovo locale nuovo sara’ un punto di aggregazione non indifferente durante le estati Cuneesi.

Cheers!

Silvia, #storytellerdiCuneo

 

 

 

 

 

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