Fugassa al cocco per una dolce colazione

Sto facendo esperimenti per un dolce adatto alla colazione, che non sia elaborato, ma nemmeno sia quello di tutti i giorni: ebbene, trovo che la fugassa al cocco che ho mangiato a San Marino a casa della mia amica Gio a settembre sia proprio quello che ci vuole.
Ti alzi che e’ ancora buio, ti siedi davanti al caffe’ e solo una fetta di qualcosa di dolce e burroso riesce a convincerti che forse non e’ il caso di tornare a rintanarsi sotto il piumone!

La nonna di Gio era veneta, ma avendo sposato un sammarinese si è trasferita, portando con se’ le ricette di famiglia, che ha poi tramandato alla figlia e alla nipote.
Nel corso degli anni le ricette si sono modificate con aggiunte e interpretazioni: questa che vi racconto non è la vera fugassa veneta, ma una preparazione simile che la mamma di Gio ha elaborato.
A me è piaciuta molto.

INGREDIENTI per uno stampo in carta da 500 g


250 g di farina 00 più un pochino da tenere da parte
30 g di cocco disidratato grattugiato fine più 1 cucchiaio per la glassa
12 g di lievito di birra
1 cucchiaino di malto in polvere (io uso Molino Bongioanni, vicino a casa)
50 g di zucchero semolato
una punta di cucchiaino di semi di vaniglia
1 pizzico di sale (proprio pochissimo, preso con le dita)
70 ml di latte intero a temperatura ambiente
50 ml di acqua a temperatura ambiente
40 g di burro a pezzetti leggermente morbido
1 uovo intero
1 cucchiaino di liquore al limoncello oppure la scorza grattugiata di mezzo limone
per la glassa:
albume e pennello
2 zollette di zucchero di canna passate al mixer con 1 cucchiaio di cocco e 5 nocciole tostate
Zucchero a velo per spolverare la glassa 

….
PROCEDIMENTO per la fugassa al cocco


1. Calcolare bene i tempi: vi consiglio di iniziare nel pomeriggio, perché per la lievitazione ci possono volere anche 4-5 ore (dipende dalla temperatura ambiente) e se iniziate alla sera vi ritrovate poi a infornare la fugassa al cocco a mezzanotte o anche dopo, mentre vorreste invece andare a dormire.
2. Nella planetaria mescolate farina, cocco, semi di vaniglia zucchero, malto, lievito sbriciolato a mano
3. Mentre la macchina gira fate scendere il latte mescolato in una brocca con l’acqua e il limoncello (o la scorza di limone) e lasciate girare fin che l’impasto, pur essendo molle, inizia a mostrare di voler incordare sul gancio
4. Aggiungete adesso l’uovo e mescolate per alcuni minuti: deve inglobarsi perfettamente
A seconda delle dimensioni dell’uovo, visto che abbiamo solo 250 g di farina, la massa potrebbe diventare più molle e in quel caso conviene aggiungere 1 o al massimo 2 cucchiai di farina: inizierà ad incordare di nuovo
5. Aggiungete allora il burro, un pezzettino alla volta, e mescolate bene: il sapore del burro e’ caratteristico di questa fugassa.
Otterrete un composto che non si potrebbe impastare a mano, perché si appiccicherebbe, ma nello stesso tempo sara’ denso e gonfio e si potra’ spostare col cucchiai nello stampo di carta: fatelo, e cercate di livellare col cucchiaio
6. Coprite con un sacchetto di plastica messo a mo’ di cappuccio (vanno bene quelli grandi da congelatore) e lasciate lievitare con calma al caldo: va bene nella vicinanze del calorifero, oppure nel forno con la lampadina accesa.
Il tempo di lievitazione e’ variabile: quando vedrete il composto bello gonfio accendete il forno a 200 gradi e preparate la glassa
7. Spennellate il dolce di albume con mano leggera: potrebbe anche sgonfiarsi, ma non demordete perché nel forno si riprenderà!
8. Spolverate l’albume con zucchero di canna, cocco e nocciole tritate
9. Spolverate ulteriormente di zucchero al velo e infornate abbassando subito a 180 gradi
10. Navigate a vista per la cottura della fugassa perché ogni forno e’ un mondo a se’: la prova dello stecchino sarà risolutiva e comunque sappiate che almeno 20-30 minuti ci vogliono!
11. Sfornate e fate raffreddare: è sempre meglio mettere il dolce a testa in giù come nella foto (dopo averlo infilzato con gli spiedi come si fa con i panettoni) e lasciarlo raffreddare per una notte prima di mangiarlo

Fugassa

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