50 anni di sci ad Artesina: ricordiamo come e’ nata

 

L’8 e il 9 febbraio 2014, festeggeremo sulle piste i 50 anni di sci ad Artesina: ricordiamo come e’ nata.

Adoro sciare ad Artesina: e’ a un passo da casa, ha piste medio-impegnative, e non c’è la ressa di nullafacenti che affolla altre localita’ piu’ easy going, perche’… ad Artesina fa freddo, il sole a dicembre e gennaio si vede poco per via della sua esposizione, le piste sono un ‘cicinin’ piu’ ripide di altre e non c’e’ la barba di un qualsivoglia appiglio mondano per chi non scia.
Questa e’ la vera selezione naturale, che fa si’ che ad Artesina, sulle piste, almeno di vista, ci si conosca quasi tutti.
Tu, che sei giovane e dondoli ignaro, appeso alla seggiovia della Turra, e ti lanci giù dal Canalone (vai piano, che e’ insidioso!), per risalire a Rocche Giardina (davvero un nastro di pista sotto il massiccio del Mondolé) e passare con scioltezza a Pratonevoso, magari hai sentito raccontare che Frabosa è la stazione invernale più antica del Monregalese, la seconda in ordine di tempo del Cuneese, sorta attorno alla storica seggiovia di M. Moro nel 1948.
Ma sai anche quando e perche’ è nata Artesina?
È successo agli albori degli anni ’60, un po’ per caso: un ragazzino, figlio dell’ingegner Modena, ligure ed imprenditore, seguiva assiduamente Lascia o Raddoppia, e come tutti i ragazzi aveva scelto il suo idolo.
Il grande onore era toccato a Piero Tassone, di Miroglio, piccolissima frazione di Frabosa Sottana, che sul finire degli anni ’50 si era presentato sulla Storia dello Sci; il ragazzo gli invio’ una lettera di complimenti ed ammirazione.
Piero invitò l’ingegner Modena e famiglia a visitare la zona: dal loro incontro scaturi’ l’idea di costruire un impianto di sci sui declivi prativi e assolutamente deserti di Artesina.
Tassone investì la sua vincita ai quiz nell’acquisto ed impianto di uno skilift.
Ed era fatta.
Era un terribile skilift con l’asta, senza ammortizzatore, ovviamente, ma fu l’inizio.

Altro che tapis roulant, altro che seggiovia sei posti a morsa variabile…

Per costruire si andò su coi materiali per una mulattiera poco bella e per niente asfaltata.
La provinciale dell’Alta Valle Maudagna venne costruita poi, quando già si erano avviati i lavori, e la si prosegui’ fino al Colle del Prel, dando così l’occasione per far nascere anche Pratonevoso.
Pensa che ‘ambaradan’ (come direbbe la mia vicina Frabosana doc) ne è venuto fuori: non e’ mica sempre vero che la tv ai bambini fa male!

La fortuna e la forza della nostra zona sta nel suo microclima: e’ vicino al mare abbastanza da esser battuta da correnti umide, che pero’ precipitano in neve abbondante sulle nostre cime.
Imbattuto, per ora, resta il record della nevicata del febbraio 1972, quando caddero 5-6 metri di neve a Frabosa e ben 9 a Pratonevoso ed Artesina, la ferrovia Savona-Torino fu interrotta per un intero fine settimana, i telefoni erano morti, e solo gli elicotteri raggiungevano le frazioni piu’ alte.
Lasciamo che ne scenda, che tra l’altro fa girare l’economia della valle.

Buon Compleanno, Artesina, e che tu possa vedere ancora tanta neve cosi’!

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