Fernet Branca e il suo nuovo vestito per Natale

Una Balilla degli Anni ’20, un coccodrillo, ventisette spezie profumatissime… cari Amici, e’ un’immersione nella storia fare una visita alla sede storica di Branca a Milano, e ogni volta mi colpiscono nuovi particolari: per questo ho aspettato a raccontarvi della nuova bottiglia del Fernet, della nuova confezione e della loro presentazione avvenuta ai primi di novembre, alla quale La Masca in Cucina era invitata.


Ho atteso a scrivere questo articolo perche’ volevo che il periodo per parlar di aromi, profumi e regali fosse propizio, e davvero l’inizio di dicembre lo e’.
E’ tempo di regali e strenne, no?
E allora regaliamo il made in Italy, sempre, incominciando dai liquori.
 Per chi volesse conoscere un po’ di storia della storica azienda puo’ essere utile l’articolo che ho scritto in occasione della presentazione del libro Branca, sulle ali dell’eccellenza, uscito in occasione del 170 esimo compleanno: basta cliccare QUI
Per Natale il Fernet Branca si e’ presentato al pubblico in forma smagliante, look rinnovato e voglia di catturare anche la fascia di popolazione maggiorenne alla quale potrebbe non essere ancora familiare.
Rispettando il motto aziendale Novare serbando, la bottiglia e’ stata ritoccata un pochino nella forma, lasciando intatta l’etichetta, cosi’ come la lattina che la racchiude ha l’aspetto insolito di una lavagna con scritte a gesso, ma reca un simbolo storico.
Lo sfondo si presenta in tre colori di fondo: rosso, azzurro e nero classico (destinata anche all’esportazione).
Le scritte meritano attenzione: ci trovi i cuoricini, stelle e faccine e in mezzo le parole chiave che meglio possono evocare il contenuto: Milano -innanzitutto- ma anche 27 herbs and all legal, number 1, worldwide, insostituibile, the best, inimitabile, aperitivo digestivo
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E poi c’e’ Sua Maesta’ il Coccodrillo: era il vecchio cavallo di battaglia della pubblicita’ Anni 20, e ora per l’occasione indossa la corona.
Ma neanche lui e’ quello di prima, come la bottiglia, pur se conserva tutta la fisionomia antica: gli hanno stampato in faccia un bel sorriso e sulla pancia cio’ che generalmente e’ considerato indigeribile, che sia cibo oppure oggetto.
Lui, il nostro Cocco, brandisce alta nella zampa destra la bottiglia del Fernet Branca e ci assicura, con quel sorriso, che con quel rimedio passa tutto, mentre una scritta li’ vicino ci ammonisce “bevilo responsabilmente“.
Ad osservare bene la lattina ci si trova piu’ messaggi che in cento pubblicita’ televisive.
… 
Non dev’esser stato facile, storicamente, diventare un must irrinunciabile del prima e dopo pranzo per una bevanda alcolica che si e’ presentata al mondo nel 1845 come anticolerico  e antimalarico, vero?
Di solito i medicinali, una volta obsoleti, si sono coperti con la polvere dell’oblio e buonanotte.
Ma non e’ successo a Branca, che quest’anno e’ il quarto brand al mondo per trend di crescita e il primo in Italia: il Fernet Branca viaggia a gonfie vele.
Perche’?
Perche’ la ditta e’ sempre stata presente nei momenti clou della vita italiana e milanese, anche in quella artistica.
Esempi?
Qualcuno di voi ricorda la bella Balilla che tra gli Anni ’20 e gli Anni ’90 ha accompagnato il Giro d’Italia?
Eccola nelle foto, splendida pubblicita’ itinerante.
Gli spot televisivi a Carosello li rammentate?
La plastilina in divenire di Fusako Yusaki negli Anni ’70… il bicchiere di ghiaccio… pietre miliari della tv.
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… 
E gli storici poster li ricordate? Oggetti cult da incorniciare.
Rappresentano tutto cio’ che si poteva fare “da fuori” per accompagnare nel mondo i prodotti Branca.
Il resto lo facevano i prodotti stessi “da dentro”, col loro sapore e il mix di ingredienti.
27 spezie sono la caratteristica unica.
Composizione segreta, nota a un solo Branca per volta.
Lavorazione segreta: per forza, altrimenti tutte le imitazioni che vedete nella foto qui sotto sarebbero ancora di piu’.
… 
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Invecchiamento in botti di rovere.
Durante la visita alla cantina ne vedi circa 800 e in aggiunta ti trovi di fronte a questa: grande (contiene 839 hl e le sue dimensioni sono 6×6 m), anzi immensa, e’ destinata al Brandy.
E’ storica, mai svuotata completamente dal 1910 ad oggi, anche se trasferita dal vecchio stabilimento di Porta Nuova alle cantine di via Resegone.
Al suo centro la botticella nella quale originariamente veniva commercializzato il Brandy.

Questa e’ la storia, oltre al quale c’e’ solo la leggenda.

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… 
Il sapore, come per ogni cosa a retrogusto amarognolo, va capito.
Durante la degustazione tutto si fa chiaro chiaro.

Mettetevi comodi, perche’ ci vogliono 3 sorsi per capire.

Il primo lascia trapelare l’amaro, come e’ normale anche considerando soltanto la corteccia di china tra le spezie, senza esaminarle tutte (5, tra l’altro, sono segrete per quantita’, ignote a tutti tranne al Conte)

Il secondo fa percepire i profumi, e non esiste nulla di piu’ personale ed ancestrale della percezione di un odore, che sentiamo tanto piu’ intenso quanto piu’ ne abbiamo ricordo per averlo sentito in passato.

Il ricordo degli odori e’ persistente anche dopo decine di anni e in taluni casi affiorano perfino i ricordi di infanzia: nel Fernet ognuno sentira’ maggiormente i profumi delle spezie a lui piu’ note e usuali.
Il terzo apre la porta ad una dolcezza che non ci si spiega, considerato che il Fernet Branca non contiene zucchero.
Quindi, per tutto questo, non c’e’ che l’assaggio e poi la condivisione del medesimo con una confezione regalo nuova e accattivante.
Come diceva la pubblicita’?
Sopra tutto, Fernet Branca.
#MatteoFalcon
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