Emozione e’ uscire su TORINO MAGAZINE tre volte con le tue ricette

Lucciconi agli occhi, perche’ vedere la propria ricetta e il proprio nome stampato su una rivista come TORINO MAGAZINE e’ impagabile: un chilo di informazioni (quello e’ il peso fisico della rivista, ma per immagine, contenuto di informazioni e qualita’ il peso e’ molto piu’ grande)… sorriso da ebete perche’ a me piace scrivere e pasticcio fin da quando, all’eta’ di 3 anni, tagliavo i fogli in formato quadratino con le forbici arrotondate, li piegavo a meta’, li inserivo uno nell’altro e ci facevo tante bisce con la penna, e cosi’ avevo fatto un IBI ed ero una CHITTRICE e poi ci blateravo sopra… sprone per continuare a darmi da fare, alla luce di questa immensa soddisfazione (che spero di meritare davvero) per chi, come me, “trapiantata” in Piemonte da 25 anni, cerca di imparare ogni giorno cose nuove di questa regione e prova a fare una cucina che unisca prodotti piemontesi ad altri liguri, giacche’ ligure sono di nascita e a dire “belin” non ci rinuncio.

E cosi’ grazie a TORINO MAGAZINE per la bellissima vetrina nella quale ha inserito in questo numero quattro blogger del territorio, tra cui NCHE LA MASCA IN CUCINA, che poi sono me!

Ma non solo: e’ gia’ uscita sulla stessa rivista la mia ricetta natalizia delle cupete monregalesi e quella del pesto di Nergi, quindi posso “vantare” ben tre numeri della rivista contenenti un mio contributo!

Grazie a Carlo Vischi, anfitrione, talent scout, amico (anche se ringhia), abilissimo comunicatore e ideatore di eventi.

E soprattutto, grazie a mio marito che e’ l’ispiratore della ricetta.

Gia’: questa non ve l’ho mai raccontata, e non lo sanno nemmeno gli editori di TORINO MAGAZINE.
Quando sono stata invitata a SOAVE VERSUS 2014 per fare un cooking show lo scorso settembre volevo portare un piatto che mi rappresentasse come retaggio culturale e quindi mi stavo indirizzando a una torta salata ligure.
Pero’ non ero convinta.
Per un cooking show ci vuole qualcosa che faccia “scena”, appunto, e infornare una teglia non e’ il top.
Mio marito allora mi ha detto: “Ci vorrebbe qualcosa di piccolo, finger food perche’ la gente vuole assaggiare e veder fare tante cose, altrimenti cala l’attenzione.”
E cosi’ e’ nata la versione finger food della türta de gee ligure, apprezzatissima al cooking show, ma prima ancora in famiglia!

Ve la consiglio davvero, perche’ e’ un cavallo di battaglia eccezionale per le feste in giardino, per un aperitivo con tanti amici, per un occhio alla linea: certo, e’ fritta, ma gli ingredienti sono talmente light che equilibrano le cose.

Insomma, mi pareva perfetta anche per TORINO MAGAZINE!

E sapete che cosa anche mi fa molto felice?
La ricetta e’ uscita sul numero di primavera, perche’ e’ adesso che iniziano le bietoline e si ha voglia di verdura e di formaggi leggeri, freschi e stuzzicanti, e su questo numero specialissimo di TORINO MAGAZINE in copertina c’e’ Papa Francesco, colui che a mio giudizio puo’ davvero riavvicinare la gente alle chiese: un uomo semplice e un grande comunicatore.

torino magazine

Ecco… sono contenta di essere a pagina 278, perche’ la distanza indica il rispetto enorme che ho per lui (nonostante io sia notoriamente una credente che non lucida le panche delle cattedrali), ma di essere proprio su questo numero di TORINO MAGAZINE.

TORINO MAGAZINE

3 thoughts on “Emozione e’ uscire su TORINO MAGAZINE tre volte con le tue ricette

    1. Grazie! Hai visto, ala fine mi sono accorta che non c’era l’impasto e l’ho aggiunto.
      😉 😀 anche i piu’ distratti ogni tanto ci acchiappano.

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