Un invito esclusivo da parte di ELLE A TAVOLA in una splendida location a Milano

 

Cari Amici,

La Masca in Cucina venerdi scorso e’ calata dai monti perche’ ha ricevuto nella mail in invito esclusivo da parte di ELLE A TAVOLA, la bellissima rivista che definirei di fashion food!

Certe volte apri la mail e ci trovi fatture, pubblicita’, notifiche di forum… altre volte trovi notizie e inviti che ti sollevano da terra!
Ultimamente sono in trend positivo, ma ho quasi paura a dirlo, perche’ il mio motto e’ sempre “vola basso, perche’ un atterraggio di emergenza potrebbe essere piu’ facile“, tuttavia non nascondo la soddisfazione per cio’ che l’ essere in rete mi riserva: ad esempio vedermi inserita in un gruppo che persone che vengono definite “ambasciatrici del gusto” mi riempie di soddisfazione.

elle a tavola

Ma orsu’, bando alle ciance: so che siete curiosi di leggere e sapere.

Quindi, ecco: inizio dalla location, splendida perche’ si tratta di un palazzo patrizio del ‘700 a Milano, quindi assolutamente notevole.
Sto parlando di Cavoli a Merenda, ristorante, ma anche caffetteria, scuola di cucina e luogo dove si organizzano eventi privati, con un look shabby ma autentico, specchiere dorate da sogno, soffitti a cassettoni delicatamente affrescati, una cucina da film e una terrazza insospettabilmente tranquilla proprio nel cuore di Milano, in corso Magenta.

Eccovi alcune immagini scattate alla buona col cellulare: credo possiate farvi ugualmente un’idea dell’atmosfera.

L’eleganza e’ tangibile, e non e’ un caso -direi- se ELLE A TAVOLA ha deciso di organizzare li’ la presentazione del numero di febbraio/marzo, dedicato al cioccolato, cibo da coccole piu’ di ogni altro.

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L’idea di presentare la rivista con assaggi dal vivo e’ molto simpatica e trasmette un indubbio messaggio: le ricette proposte da ELLE A TAVOLA sono vere, pensate e realizzate sul serio.
Infatti le abbiamo gustate insieme noi food blogger invitate (e invitati), e con soddisfazione.

A priori questa puo’ sembrare una cosa ovvia, ma non lo e’ sempre.
Accade ogni tanto (certo non su riviste e siti seri, ma accade) che provando delle ricette ci si accorga che “non ci vengono” e ci rimanga il dubbio: saremo stati noi ad aver sbagliato, oppure chi ha scritto ha tralasciato un passaggio o un dettaglio?
Ecco per voi alcuni shot: peccato che la multimedialita’ non si spinga fino a potervi consentire di gustare il sapore e fiutare il profumo!

 

Sarei pero’ falsa se vi dicessi che l’eccitazione stava tutta nell’assaggio dei dolci.

Decisamente, il bello -cioe’ la cosa che mi ha fatta partire alle 7.25 da Torino, dopo essere scesa dai miei monti alle 5.30 di una gelidissima mattina- e’ stato ricevere la mail con l’invito, essere la’, chiacchierare con blogger dei quali finora avevo solo visto la pagina web, incontrare di persona il Direttore di ELLE, Danda Santini, e il direttore di ELLE A TAVOLA, Anna Bogoni, ma soprattutto essere la’, essere la’, essere la’, essere la’!

Guardate quante eravamo e guardate i sorrisi!
Secondo voi lo rifaremmo di nuovo domani, oppure no?

elle a tavola

 

Il food blogger e’ ovunque come il prezzemolo, si dice, e a volte qualcuno (ragazzi, guardiamoci: almeno una volta ci siamo cascati tutti) e’ preso dalla frenesia della pubblicazione a qualunque costo, del piatto che si fa in un minuto, velocissimo, facilissimo, praticamente anche a mani dietro la schiena, a volte anche senza mani, col pensiero.
Beh, arrivati li’ poi si puo’ solo restarci o risalire e impegnarsi nella qualita’, nello studio dei particolari e nell’equilibrio del piatto che vogliamo proporre.
Eleganza di pensiero: ecco che cosa ci vuole!

E ora sono arrivata al dunque: che cosa piace di ELLE A TAVOLA a me, grande divoratrice di riviste di arredamento e cucina, tanto che conservo ancora copie di Country Living comprate a Londra nel 1991?
L’ eleganza come filosofia di composizione della rivista.

I piatti proposti (e chi ha tra le mani il nuovo numero non potra’ far altro che confermare) non sono complicati: il piu’ delle pagine riporta piatti della tradizione (particolarmente nell’articolo “Viaggio in Italia”), piatti invernali (come il bollito), consigli insostituibili sulla frittura, dolci che sembrano quelli della nonna.

Ma semplice non vuol dire affrettato o sciatto, ne’ nell’esecuzione ne’ nella presentazione.
Le preparazione ha i suoi tempi e le sue regole, e poi ci vuole armonia anche tra contenuto e contenitore, perche’ il buono viene per prima cosa veicolato dal bello.
Nessuno mangia volentieri una cosa brutta o buttata li’, semplicemente perche’ la sensazione provocata dalla vista non e’ positiva.
Inoltre, oltre ad essere armonico, il piatto deve essere rassicurante.
Cio’ che ho notato da food blogger, ma soprattutto da persona che da anni sta in cucina ogni giorno (cioe’ da casalinga), e’ che le stoviglie, le posate, le ciotole proposte nelle immagini non sono pezzi assurdamente costosi, ma piatti che tutti potremmo avere in casa, o che nostra mamma , o nostra nonna avevano o avrebbero scelto.

Anche il ‘montaggio’ del piatto e’ come lo faremmo noi: non improponibili castelli di sculture che nessuno avra’ mai il coraggio di smontare, ma cibi ben presentati in modo friendly.

E’ difficile a volte esprimere le sensazioni, anche per chi cerca sempre di piu’ di fare del proprio modo di scrivere una professione, ma cerchero’ di spiegarmi: sono piatti che li guardi e dici “Si’, questo lo posso fare, e’ preparato come lo farei io, non e’ difficile, e dev’essere buono e di sicuro e’ bello“.

A me questa scelta editoriale piace, perche’ non e’ distante da cio’ che vorrei che fosse la mia tavola: curata, elegante sempre, ma che si veda che e’ una tavola di famiglia, vera.
A volte la lingua italiana, che ha mille sfumature, ci mette nelle condizioni di usare una perifrasi, mentre l’inglese e’ conciso.
Ecco: in inglese questo misto di cura, coccole e sicurezza si dice cozy.
Secondo me ELLE A TAVOLA e’ cozy, un giornale da sfogliare sul divano, avvolti nella copertina.

Per i voli pindarici e gli equilibrismi ci sono gli chef.
Per noi, amanti del gusto, c’e’ ELLE A TAVOLA, che per fortuna dedica un articolo delizioso alla tavola romantica per San Valentino, e ha l’eleganza di proporre alternative delicate al rosso imperante.

Io la chiamo classe.

Vi diro’ anche che io, “ragazza con la valigia” che da sempre ritiene che il turismo gastronomico sia meraviglioso e che il cibo comprato qua e la’ in giro per il mondo sia il miglior souvenir che si possa portare a casa, per via del suo essere condivisibile con chi si ama, davanti alla rubrica A tavola in viaggio vado in visibilio.

Saro’ di parte, ma mi identifico.

elle a tavola

 

 

5 thoughts on “Un invito esclusivo da parte di ELLE A TAVOLA in una splendida location a Milano

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