Distilliamo la lavanda del giardino per ricavarne l’ olio essenziale e anche un dopobarba

Con quel blu violetto, quanto e’ bella, che colora il giardino e lo profuma, si cura da se’, perche’ non patisce nemmeno il gelo e la neve, e alla fine quando la raccogliamo ci profuma i cassetti e non solo… oggi distilliamo la lavanda del giardino per ricavarne l’olio essenziale e preparare un delicato dopobarba!
Normalmente la lavanda si raccoglie a luglio, ma quest’anno ha fatto cosi’ brutto  freddo fino a giugno, che la mia e’ “maturata” in ritardo (considerate i 1000 m di quota!) e cosi’ ne ho raccolto una parte ad agosto e l’altra in questi giorni!

 

Abbiamo cominciato con tre piante 14 anni fa, e adesso lo chalet e’ ricco di lavanda quanto una casetta della Provenza, pur essendo situato a 1000 m di quota ed e’ sepolto dalla neve per alcuni mesi all’anno.

La Masca in Cucina e’ un po’ pigra, e allora predilige le piante che si curano da se’, come la lavanda, che sta zitta zitta sotto la neve e a primavera si sveglia.

Quest’anno la fioritura e’ stata in ritardo a causa del freddo e della pioggia, che si sono protratti fino a giugno inoltrato, ma alla fine il raccolto e’ stato grande e forse piu’ profumato di altre volte.

 

A parte preparare i  mazzolini per i cassetti e qualche decorazione per la casa, di solito noi distilliamo la lavanda del nostro giardino, ricavandone l’olio essenziale, col quale possiamo preparare saponi, candele e anche un delicato profumo, adatto anche a far  da dopobarba: se mi seguite, di quest’ultimo svelero’ la ricetta.


Ma prima descriviamo il procedimento.

 

AVVERTENZA: non utilizzate questo metodo per distillare liquori o alcolici.

La Masca in Cucina si dissocia da qualsiasi tentativo di utilizzo delle sue istruzioni per distillare a scopi alimentari.
Inoltre nessun minor deve essere lasciato in prossimita’ di alcool o distillatori e il maggiorenne che si accinge all’opera lo fa a suo rischio e pericolo.

 

OCCORRENTE

1 distillatore, preferibilmente in rame

1  fornellino ad alcool (di solito fornito con il distillatore)

acqua q.b.

fiori di lavanda q.b.

PROCEDIMENTO

Poiche’ noi abbiamo distillato di sera in giardino e le foto sono abbastanza brutte vi allego qui un’immagine tratta dal web di un distillatore, per maggior chiarezza.

Il distillatore e’ composto da: un fornello che riscalda il materiale da distillare (in basso a sinistra), un bollitore (cioe’ il grosso recipiente che vedete sopra il fornello), una campana per raccogliere i vapori provenienti dal bollitore (il coperchio del bollitore), una serpentina contenuta nel condensatore che ha il compito di raffreddare e condensare i vapori, che gocciolano in forma liquida verso la vostra destra e vengono raccolti in basso nel piccolo contenitore di rame (ma potrete anche usare un barattolino o una bottiglietta, ed e’ anche meglio cosi’ non dovrete travasare nulla).

(l’immagine e’ tratta dal sito www.agristorecosenza.it)

lavanda

Il prodotto ottenuto e’ una miscela di olio essenziale e acqua distillata, questi due gocciolano in maniera intermittente e in proporzioni variabili a seconda della temperatura del bollitore.

Nel contenitore finale l’olio essenziale galleggia sull’acqua.

La quantita’ di olio ottenuta varia molto a seconda dello stato di fioritura (la spiga dovrebbe ancora contenere qualche fiore aperto), del tempo trascorso tra la raccolta e la distillazione  (in teoria la distillazione dovrebbe essere fatta immediatamente dopo il raccolto, e’ comunque bene non far passare piu’ di sei ore o, se non e’ possibile, conservare le spighe in frigo) e perfino dall’ora in cui viene eseguito il raccolto (meglio raccogliere al mattino).

 

Ed ecco le istruzioni per ricavare l’olio essenziale di lavanda.

1. Mettere nel bollire nel bollitore del distillatore tutta la lavanda che ci sta e versarci l’acqua, fino a coprire tutti i fiori: tagliate ovviamente via il gambo!

 

2. Accendere il fuoco sotto

3. Aspettare che dal gocciolatore escano acqua e olio essenziale mischiati

4. Raccoglierli nella vaschetta di raccolta (puo’ essere un barattolino o una bottiglietta posta sotto il gocciolatore e poi riporre il ricavato con un tappo a tenuta ermetica

CONCLUSIONE ED UTILIZZO: Visto che acqua e olio sono non miscibili, l’olio salirà in superficie e l’acqua resterà sotto.

L’olio ricavato e’ poco quindi non conviene travasarlo perché resterebbe attaccato alle superfici del contagocce e della bottiglietta  in cui lo si travasa: va lasciato nei boccettini insieme all’acqua e prelevato col contagocce dal collo degli stessi quando lo si usa, così si ha un travaso in meno.

Non spaventatevi se avrete una bottiglia di acqua con un velo solo di olio; la resa della distillazione e’ bassa, ma l’olio e’ molto intenso: e’ cosi’ e non avete sbagliato nulla!

 

ATTENZIONE AGLI OCCHI E ALLA PELLE

L’olio essenziale di lavanda e’ DERMOCAUSTICO, buca la pelle quindi non fatevene cadere sulla mano o andare negli occhi.

Usate guanti e occhiali quando maneggiate il contagocce!

 

E adesso possiamo preparare un delicato profumodopobarba!

OCCORRENTE

alcool etilico (va bene quello da liquori) al 95%

olio essenziale di lavanda

fissativo per profumi (reperibile alla Farmochimica spa di Genova, che vende anche on line, o presso analogo fornitore della vostra zona)

1 pipetta graduata (e’ come un contagocce piu’ grande, graduato)

1 bottiglino a chiusura ermetica

PROCEDIMENTO

La composizione varia a seconda del vostro gusto, nel senso che potete utilizzare piu’ olio essenziale o meno, a seconda dell’intensita’ che desiderate ottenere.

La nostra formula (perche’ e’ un prodotto di famiglia) prevede:

94.5% di alcool etilico + 5% di olio essenziale + 0.5% di fissativo

Quindi, per 100 ml di profumo, preleverete con la pipetta graduata 94.5 ml di alcool, 5 ml di olio essenziale e 0.5 ml di fissativo

Buon lavoro con la lavanda, e ricordate:

ANCORA UNA VOLTA: ATTENZIONE AGLI OCCHI E ALLA PELLE

L’olio essenziale di lavanda e’ DERMOCAUSTICO, cioe’ buca la pelle, percio’ non fatevene cadere sulla mano o andare negli occhi.
Usate guanti e occhiali.

 

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