Cuneesi al rum

 

Fin da quand’ero piccola, per me andare a Cuneo significava andare a comprare i Cuneesi al rum da Arione, mitica ed insuperabile pasticceria in Piazza Galimberti.
Poi ovviamente non potevo mangiarli (sono molto alcolici), ma mi piaceva il locale –storico ed arredato ancora come un tempo- e il profumo di confetteria fine che ti avvolgeva, e ti avvolge ancora, entrando.

Negli anni ho scoperto che nessuno potra’ mai eguagliare i suoi Cuneesi al rum (piacevano anche ad Hemingway), la cui ricetta e’ segreta e tale deve restare, ma che ogni paese e cittadina del Cuneese ha i suoi xxx-esi: ci sono i Pratonevesi, i Droneresi, gli Albesi e via dicendo.
Quando c’era la pasticceria della mia amica Giovanna a Frabosa, esistevano i Frabosini (Frabosesi suonava male), che col suo trasferimento sono diventati Villanovesi.
Ho constatato anche che ogni pasticcere, partendo dagli ingredienti base, che sono il cioccolato fondente che fa da guscio e il rum che mantiene morbido e aromatico il ripieno, ha elaborato la sua personale ricetta, e declinato infinite varianti (al Grand Marnier, al Limoncello, al Serpol delle Valli Occitane…).

Ieri quindi ho deciso che forse potevo provarci anch’io.

Per prima cosa con mio marito ho aperto ed assaggiato (per motivi puramente scientifici e di studio, sia chiaro 😀 ) almeno 3 tipi diversi di Cuneesi, ciascuno con ripieno e consistenza differente (con semplice crema viscosa al cioccolato, con impasto di nocciole e meringa, con biscotto e crema al cioccolato…) e poi mi sono messa all’opera.
Se volete seguirmi, vi mostrero’ che e’ facile, anche perche’ altrimenti mi sarei spazientita prima di completare l’opera: vi assicuro che il risultato vi ricompensera’ ampiamente.

INGREDIENTI per 20 Cuneesi

Ripieno: 150 g di nocciole tostate e spellate

1 cucchaio e ½ di cacao in polvere, amaro

2 cucchiai di zucchero semolato, rasi (a me non piacciono i dolci troppo… dolci: assaggiate e fate a vostro gusto!)

15 g circa di biscotti tipo pavesini (sono il biscotto leggero e non grasso che piu’ assomiglia ad una meringa)

8-10 cucchiai di rum di buona qualita’ (io ho usato il Barcelo) – anche qui, vedete voi se vi piacciono piu’ o meno alcolici, e regolate la quantita’

per il guscio:
cioccolato fondente: 1 tavoletta da almeno 100 g, ma procuratevene di piu’ perche’ potrebbe non bastare, a causa delle dimensioni dei vostri stampi, che possono esser diversi dai miei – se avanza… beh, non credo di dovervi suggerire di mangiarlo

1 cucchiaio di panna liquida

Attrezzi: stampo in silicone per cioccolatini a cupola, pellicola trasparente

PROCEDIMENTO

  1. Fondere a bagno maria il cioccolato con un cucchiaio di panna – foto 1 della galleria in fondo alla pagina
  2. Con la crema ottenuta e un cucchiaino foderare gli stampi con uno strato non troppo sottile: coprire con la pellicola e mettere a raffreddare in frigo (la pellicola e’ fondamentale, perche’ il cioccolato assorbe gli odori come il burro, e in frigo ci sono le cipolle e i formaggi!) – foto 2
  3. Con un mixer piccolo (Il frullatore grande e’ dispersivo) tritare finemente i biscotti e metterli da parte, poi procedere a tritare le nocciole fino a ridurle ad una crema
  4. In una ciotola mescolare la crema di nocciole, il cacao amaro, lo zucchero, i biscotti polverizzati e il rum, amalgamando col cucchiaino – foto 3
  5. Appena i gusci di cioccolato saranno solidi estrarli da frigo e farcirli con l’impasto – foto 4
  6. Fondere altro cioccolato a bagno maria (o riscaldare quello avanzato) e sigillare bene il ripieno: se il cioccolato sborda sul silicone non importa – foto 5
  7. Riporre in frigo coprendo con la pellicola
  8. Dopo alcune ore (io ho finito alla sera tardi e quindi ho sformato il mattino dopo) estrarre dal frigo e sformare i Cuneesi al rum, che usciranno facilmente dallo stampo, e togliere dalla loro base le eventuali ‘bavette’ di cioccolato in eccesso – foto 6

Buone coccole!
Quasi quasi li chiamo Frabosesi, che dite?

2 thoughts on “Cuneesi al rum

    1. Siete troppo gentili, grazie!!!!!
      Ma mi fido del vostro giudizio, perche’ chi cucina molto ‘sente’ i sapori gia’ leggendo la ricetta e quindi ‘lo sa’ se viene buona, anche prima di provare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*