Cronaca semiseria di una serata al Garda Chef Party

Lo dico col sorriso perche’ sono un’astemia convertita: io tanto alcool cosi’ non lo avevo mai visto tutto assieme, e nessuno di noi e’ nemmeno ubriaco, garantisco, perche’ ci abbiamo mangiato su una quantita’ di delizie tale che al confronto il lupo di Cappuccetto Rosso era anoressico: anche questo e’ Garda Chef Party!

Non mi chiamo fuori, perche’ ho anch’io le mie responsabilita’: nel mio caso per “cosi’ tanto” intendo una quantita’ disinvolta, non proprio spudorata (spero cogliate la citazione), composta di alcuni calici di Ferrari Rosé, un paio di Chiarli (la par condicio e’ per me fondamentale, un vero e proprio codice d’onore) e poi piu’ avanti nella serata una birra e un gin tonic.
Ma c’e’ chi ha fatto meglio di me, a Garda Chef Party.

Seriamente, invece: siamo seri (come se fosse facile)!
Se ti fanno luccicare davanti casse di Ferrari e vagonate di Chiarli e montagne di delizie distribuite su chilometri di buffet potresti anche essere Sant’Antonio nel deserto che il dubbio ti verrebbe.

Che dubbio?
Ma quello che sprecare del cibo e del prezioso nettare degli dei sia peccato, e che mandarlo indietro sia un’offesa mortale al senso di ospitalita’ che regna al Garda Chef Party promosso da Tonelli Hotels.

Insomma, una volta ci facevano delle guerre mica da ridere per un’offesa a tavola… pensate solo a che putiferio e’ successo perche’ sul concetto di offerta Menelao, Elena e Paride non si erano intesi subito, e proprio durante un banchetto.

Non era decisamente il caso di rischiare, e ce lo siamo detti e ripetuti e promessi oggi tutti noi food blogger invitati al Garda Chef Party nel paese del balocchi del Kristal Palace di Riva del Garda: onde evitare che i fratelli Tonelli ci inseguissero con l’ascia di guerra perche’ non facevamo onore alla loro tavola, ci saremmo sforzati di spazzolare tutto, a qualunque costo, per quanto potesse sembrare una vera e propria Mission Impossible.
Ma noi qui riuniti non siamo solo semplici blogger: siamo influencer che -come si dice- e’ “deppiú” e parecchio piu’ figo, quindi non datela per persa e leggete il seguito.

Vorrei descrivervi i paccheri mantecati con crema di Puzzone di Moena, la focaccia farcita e la pizza con salmerino, trota e burrata, ma a che servirebbe?
Intanto non ce n’e’ piu’, perche’ sono praticamente evaporati. Mission completed.
E poi mai e poi mai potreste avere in ogni caso idea di quanto fosse buona, e quindi non voglio farvi soffrire inutilmente.

Vorrei elencare tutti i piatti del buffet, ma credo che ne dimenticherei parecchi: qualcuno si deve essere nascosto dietro un calice di vino, e insomma, ecco, non me lo ricordo piu’ e adesso e’ evaporato anche lui.
Mission completed reloaded.

Percio’ ho deciso di mostrarvi semplicemente alcune foto, e di lasciare il resto alla vostra immaginazione.

E il primo che becca nelle foto il foodblogger che ha vinto la scorsa edizione di Primi d’Italia vince un bicchiere di… ops, mi sa che dovra’ accontentarsi dell’aria, perche’ qui e’ finito tutto!

Questa cosa che i bicchieri quando li tieni un po’ in mano si bucano dovra’ finire prima o poi perche’ e’ un vero scandalo.

Pero’ dice il saggio che il vino fa buon sangue e a tavola non si invecchia, quindi non cercate di farci sentire in colpa.

 

 

 

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