Corso di sopravvivenza sulle strade di Shanghai

Con alcuni piccoli accorgimenti si puo’ veramente passare un periodo indimenticabile a Shanghai percorrendo -se non in sicurezza, almeno con scarso pericolo- le sue bellissime strade.

Di base ti sconsiglio di cimentarti al volante: ci sono tante linee della metropolitana, perfettamente efficienti, e poi il traffico e’ un po’ -come dire- imprevedibile!

Ma andiamo con ordine.

Arrivi una mattina alle 05.00 all’ aeroporto di Pudong, cosi’ pulito e lucido che ti viene da chiedere le pattine per camminare, e sbrighi l’immigration in un attimo: si chiama organizzazione, mica magia, eppure in molte parti del mondo sembra impossibile da replicare: vai a NY  e ti va bene se ci impieghi solo tre ore.

Al taxista mostri il biglietto che indica (in cinese) l’indirizzo che devi raggiungere: lui lo legge mentalmente, lo ripete a bassa voce, poi lo legge a voce alta e chiede a te conferma, sempre in cinese.

Tu annuisci fuso dal fuso orario differente e lui parte sulla superstrada, suonando il clacson nei sorpassi, nelle code e agli incroci, anche se sono deserti.
L’importante a Shanghai e’ suonare forte e chiaro.

Mentre ti avvicini alla citta’, nel traffico noti che tutti sono impegnati in uno strano gioco di societa’: cambiare continuamente corsia per guadagnare due metri in piu’, ovviamente suonando il clacson per sottolineare lo spostamento e farsi largo.
Le due operazioni sono entrambe inutili, ma nessuno rinuncia alla sua fetta di autonomia al volante.

Guardi fuori dal finestrino: Shangai è in crescita vertiginosa ed e’ una città di enormi contrasti: meravigliosi grattacieli in People Square e, tre fermate di metro più in là, cassette e palazzi in restauro, sorretti da impalcature di sette piani fatte di canne di bambù tenute assieme dal filo di ferro.

In prossimita’ della destinazione, o cosi’ credi di aver capito, l’autista pianta il taxi in mezzo alla strada e ti dice qualcosa, poi scende e va a chiedere informazioni.
Tu pensi “Siamo a posto! Se non lo sa lui che e’ di Shanghai gireremo per ore.”
Intanto non e’ detto che lui sia di Shanghai: i piu’ dei tassisti anziani sono contadini passati dal trattore all’auto e dal campo alla strada cittadina: per lui vige un po’ la regola del “noi siamo grossi, siamo cazzuti” (cit. True lies, film con Schwartzenegger) e quindi se vuole la precedenza se la prende, ma magari non conosce tutte le vie cittadine.
I giovani sono piu’ inquadrati sulle regole di un qualche codice della strada, per tua fortuna.
La prima volta ti viene anche il sospetto che il tassista voglia farti il giochetto del tassametro, ma poi scopri che -molto onestamente- il taxi qui e’ democratico: se il traffico si ferma, il tassametro si blocca, per par condicio, per cui se trovi un gigantesco tappo stai sul taxi un’ora, ma paghi solo i 15 minuti di trasporto effettivo.
La prima sorpresa infatti e’ proprio la spesa: solo 5 euro per una corsa di 40 minuti: uguale uguale a Roma!
😀

Certo, puo’ capitarti un tassista che fuma incessantemente e per questo viaggia col finestrino spalancato anche se piove, o uno che dal finestrino ci sputa ogni tre per due (e’ una brutta abitudine contro la quale il governo sta affiggendo manifesti educativi ovunque in citta’), o uno che guida con la sinistra, mentre con la destra smanetta su un bollitore dell’acqua accanto alla leva del cambio.
Tenta di metterti nei suoi panni, caro Occidentale.
Lui da li’ sopra scende solo per far pipi’: avra’ ben diritto di prepararsi un tè, no?

Comunque non preoccuparti fin che sei a bordo!

La cosa più pericolosa per te, pedon-turista col naso per aria, sara’ attraversare la strada, anche in presenza di un semaforo (del resto in assenza del medesimo io al tuo posto non lo farei proprio)

Osserva: solo qualche auto rispetta il rosso, mentre le bici e le moto procedono imperterrite, spessissimo sul marciapiede, e sei tu che devi scansarle.
Le moto elettriche, poi, ti arrivano da dietro, a fari spenti (risparmio energetico!), con tre persone a bordo senza casco e non le senti, ma tu –pedone- devi avere gli occhi come le mosche, e scansarti e’ proprio tutto e solo affare tuo.

Guarda: anche il signor Xu, bravo e ligio cittadino medio, e’ li’ a bordo strada seriamente preoccupato, intento a fare alcuni prudentissimi tentativi prima di attraversare per davvero: cerca soprattutto di dribblare il motorino in arrivo che sembra grande, grosso, cattivo e, soprattutto, inarrestabile.

Ma la cosa più bella è vedere con che maniacale precisione abbiano traforato tutti i marciapiedi del centro per inserirvi le bande rigate per non-vedenti.
Non so bene quale sia il rapporto del signor Xu con il pericolo, ma credo che nessun non vedente qui possa uscire da solo per strada a piedi: è una delle cose più pericolose al mondo, dopo la bomba H, le malattie infettive e i politici.

Vedrai, capitera’ ancora che ti parli del traffico, ma sappi che il problema lo stanno affrontando con determinazione: ci sono gia’ piazze dotate di nuovissime rotatorie sopraelevate per i pedoni e rampe elicoidali di discesa: scenografiche, panoramiche… e salvavita!

Tu per ora ricorda solo questo: a Shanghai -se sei pedone- devi esser gazzella, non leone.

Silvia, #storytellerdiCuneo

 

2 thoughts on “Corso di sopravvivenza sulle strade di Shanghai

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