Condominio di matti – una serie di situazioni non serie – EPISODIO 1

 

Negli anni, ne ho accolti di aneddoti…
A pensarci bene, che sia spesso fonte di gratuiti mal di pancia, grane infinite, ripicche, battibecchi, discussioni sterili e ancor piu’ vuote recriminazioni e’ intuitivo gia’ dal nome.

Condominio, anzi: con-dominio.
Certo, come se fosse prassi normale per l’essere umano condividere il dominio di una cosa qualsiasi con un suo simile!
Senza andar tanto lontano (diciamo che resteremo entro i 3500 anni di storia) gia’ Romolo e Remo dimostrarono di non saperci fare poi molto con la collaborazione reciproca, e pensare che erano solo due, e per di piu’ gemelli, e con tanto spazio a disposizione.
Da allora e’ cambiato ben poco, se non che la famiglia e’ cresciuta e lo spazio si e’ ridotto.

Piu’ anni sono che abiti in un posto, e piu’ diritti hai: sei piu’ Condomino di un altro, e se non lo sei, credi di esserlo.
Son come i cerchi degli alberi: piu’ ne hai, piu’ ti allarghi; essendo persona e non pianta, poi, oltre ad allargarti acquisti dignita’ e saggezza.
Naturalmente stiamo parlando di proprietari, perche’ se sei inquilino, vedi di esistere in silenzio.
Ed e’  cosi’ che il signor X, Condomino storico, guarda il dottor Y, appena arrivato, come un parvenu, giunto a turbare la pace del luogo, ed entrato senza togliersi le scarpe, come uno che ha pagato coi soldi del Monopoli, mica veri.
“Cribbio, non credera’ mica di esser lui il padrone… arriva, ristruttura, entra ed esce come a casa sua… questo pattina sull’orlo del vaffa, te lo dico io, e prima o poi se ne accorgerà.
Lui non lo sa, ma la cosa invece funziona cosi’: io che sono un Condomino storico, ed ho comprato qui quando il palazzo era appena stato finito, ed era davvero di classe, e i soldi si faticava a farli, sono un Alfa ed ho pieni diritti e poteri; lui, che e’ arrivato ieri, al massimo puo’ far come i Francesi alla finale dei Mondiali del 2006, e se vuole gli canto anche poporopo popò”.
Certo, X mica lo dice davvero, pero’ sotto sotto, anche inconsciamente, lo pensa, senza nemmeno accorgersene.
E’ parecchio curioso di saperne di piu’ su Y, ma ovviamente non si abbassa a fare la sua conoscenza, anzi, aspetta che sia l’altro a salutarlo, nelle scale: e’ una questione di anzianita’ di presenza, non di anagrafe.
Y invece di X se ne infischia, e sorride a ottomila denti, perche’ quando arrivi in un posto nuovo devi esser amico di tutti, o almeno provarci, anche se ha una dannata voglia di metter a frutto tutti i soldi che ha sborsato togliendosi qualche piccolo sfizio per dimostrare di esistere.
“E comunque se poi mi toccano, se ne accorgono, che mica si crederanno di aver a che fare con un ignorante.
Ti aspetto al varco all’Assemblea, e vedremo: che tu abbia dato le chiavi dell’ascensore anche alla donna delle pulizie, ad esempio, non mi va bene.
Piu’ gente lo usa e piu’ rischiamo che si rompa, ma adesso sono appena arrivato e non voglio gia’ farmi conoscere, percio’ lo diro’ piu’ avanti”.
Certo, Y mica lo dice davvero, pero’ sotto sotto, anche inconsciamente, lo pensa, senza nemmeno accorgersene.

Ops, ma non l’avevamo gia’ detto qualche riga sopra?
Corsi e ricorsi storici.

(segue…)

 

4 thoughts on “Condominio di matti – una serie di situazioni non serie – EPISODIO 1

  1. Aspetta.. a casa di mio figlio a Torino ha una chiave speciale: ogni copia costa 40 euro, e se a dimentichi nella serratura te la fottono in un amen!

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