Condominio di matti – EPISODIO 5

 

In natura c’e’ chi sta calmo, chi talvolta si incazza, e chi si incazza sempre, a qualunque ora.
Facendo una statistica, emerge che l’incazzatura silenziosa e’ rara, quella accompagnata da brontolii e’ gia’ piu’ frequente, ma dilaga decisamente l’incazzatura urlante, perche’ e’ risaputo che urlare aiuta a sfogarsi.
In Condominio, antagonista naturale dell’incazzatura del terzo tipo e’ la vergona.
E’ proprio lei che fa si’ che, siccome sei un signore, e tutti hanno un’alta opinione di te (e comunque -anche se non l’avessero-per tua fortuna non sai leggere nel loro pensiero) tu ti trattenga dall’urlare come una scimmia, sbattere porte e fracassare piatti, quando qualcosa non ti garba.

Certo a volte non e’ cosi’ facile.
Peccato che, se non ti trattieni, a farne le spese a volte sia il sonno altrui.

E cosi’, alle 2 del mattino, X viene svegliato, ogni notte o quasi, da urla disumane, sbattiture di porte e finestre, e pugni sulle ringhiere del poggiolo, seguiti da scalpiccio di zoccoli montati sulle gambone cicciute di una signora da 100 chili.
Piu’ volte X ha provato a far intervenire il Primo Condomino, in modo che, qualora anche non fosse riuscito a convincere madame a non urlare di notte, la sollecitasse  almeno a deambulare usando delle semplici ciabatte in feltro, ma la risposta era stata un secco: “Non posso camminar con le pianelle, perche’ mi serve la zeppa, se no non arrivo a prender le tazzine nei pensili”.

Questa volta, percio’, esasperato da tanta voglia di rompere le balle, X sali’ al piano di sopra, in mutande perche’ era estate, a chiedere alla signora Z perche’ facesse, di notte, tutto quel casino.
Z ne faceva davvero tanto, perche’ subito non senti’ la scampanellata nervosa di X, ma di li’ a breve non pote’ ignorare i pugni sulla porta, sferrati con rabbia, e dovette aprire.

–       Ma perche’ lei e sua figlia urlate ogni notte alle 2 ?

–       Mia figlia rientra troppo tardi. Vede, io non urlo: sto imparando a mia figlia. E le imparo quando lo dico io. Percio’ lei non si impicci e se ne vada, se no la denuncio per molestie.

Un’affermazione del genere, va da se’, chiude la via a qualunque discussione.
X torno’ a dormire, provvisto di tappi di cera.

Il giorno dopo, pero’, comparve un bigliettino appiccicato all’ascensore: “La signora Z e’ pregata di imparare a sua figlia solo tra le  8 e le 20”

(segue…)

 

 

 

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