Condominio di matti – EPISODIO 11

 

Può’ capitare che il signor X ristrutturi ed abbia delle cose da eliminare, ma non proprio da buttare, perche’ potrebbero servire nella casa di montagna.

E cosi’ le carica sul tetto di un’auto vecchiotta (e certo, su quella nuova evita) e tricche tracche arriva stracolmo di mobili e mobiletti, incluso un lavandino legato sul tetto, fino al giardino condominiale, col suo sgangherato catorcio.

Ora: e’ ovvio che, per quanto sia rispettoso delle regole fino al punto di esser autolesionista, tentera’ di parcheggiare il piu’ vicino possibile al portone, almeno per il tempo necessario a scaricare quella che per gli altri e’ una roba da zingari, ma a lui serve, e poi son fatti suoi; nel fare cio’ magari occupera’ per 10 minuti una porzione del vialetto di accesso al giardino.

Se pero’ Perfettini, il Condomino invasivo del secondo piano, si sporgera’ per caso dal balcone, X puo’ esser sicuro che lo apostrofera’ malamente, prima ancora di capire chi sia e, soprattutto, perche’ sia li’.

–       Non la abbandonera’ mica li’?

X non crede alle sue orecchie, e continua a scaricare le sue masserizie, fingendo un’indifferenza degna di un lord inglese: e certo, il mondo e’ pieno di gente che si fa un mazzo tanto a caricare e legare bene le sue cose e a trasportarle nel giardino di un condominio sconosciuto, ma abitatissimo, in pieno giorno, per poi abbandonare li’ oggetti e auto. Ma vai al diavolo, va.

–       Perche’ guardi che io ho una vettura larga e non ci passo – Perfettini insiste con ironia

Ora: scavando nel suo albero genealogico, X potrebbe forse scoprire che S. Maria Goretti era sua antenata, ma ritiene superflua la ricerca, visto che chiaramente i geni della nobile santa non sono passati a lui, dato l’incazzo mostruoso che gli sta salendo agli occhi.

–       No, non la abbandono, perche’ e’ la mia macchina, regolamente pagata e collaudata: scarico in casa mia la mia roba e sposto l’auto piu’ in la’, ma sempre nel mio giardino condominiale, e lei non mi scassi i miei maroni.

Ecco, e’ sbottato, senza manco alzare la testa, ma sollevando il lavandino con una forza tale che potrebbe anche arrivare al primo piano in testa a chi dice lui, se solo X non lo trattenesse.

–       Oooohhhhh, caro X, ma e’ lei? Ooooohhhh… Non avevo riconosciuto la sua… ehm… auto… ma non si preoccupi, tranquillo, faccia con comodo, tanto io ci passo.

Teorema di Perfettini: “Se conosci la persona che parcheggia sul vialetto, la tua auto si stringe e tu ci passi lo stesso”
Corollario di X: Se mandi a quel paese Perfettini, la sua auto si stringe di piu’, e piu’ i fretta.

(segue..)

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