La ciminiera Branca a Milano e il murale

Ciminiera Branca, pensiamoci: una ciminiera fa parte di quella che oggi si chiama architettura industriale ed e’ ineluttabilmente un manufatto di notevoli dimensioni e di grande impatto sul panorama della citta’: perche’ non fare in modo che si noti per la sua bellezza invece che solo per le dimensioni?

Un grattacielo puoi farlo di cristallo, o dargli una forma cosi’ particolare che da sola basti a scagionarlo dall’accusa di essere invasivo: a questo pensavano di certo i costruttori del Crysler Building di New Yourk, della Jin Mao di Shanghai, del Piramid di San Francisco… una ciminiera invece restera’ sempre e soltanto una ciminiera con la forma della ciminiera.

Ma una ciminiera ricoperta da un murale coloratissimo, che ricordi lo scopo per il quale e’ stata costruita e fatta operare, preparato con l’antica tecnica dello spolvero, realizzato da artisti locali, completato dai dipendenti dell’azienda, invece, non e’ piu’ solo una ciminiera, ma entra nel panorama dei punti salienti, dei landmark, delle strutture che hanno colorato recentemente il volto della nuova Milano.

Pensate all’albero di Natale di Piazza Gae Aulenti e ai suoi colori e accesi e sarete d’accordo con me nel dire che il colore, a Milano, ci sta bene.

Pochi giorni fa, il 2 dicembre, e’ stato presentato al pubblico questo nuovo elemento colorato, la Ciminiera Branca, alla presenza delle autorita’ e del Conte Niccolo’ Branca.

ciminiera branca

Restando fedele al proprio motto, la Branca ha voluto rinnovare l’aspetto delle Distillerie per renderle piu’ fruibili visivamente da parte dei Milanesi, ma mantenendone la forma: ecco perche’ si e’ decorata la ciminiera con le erbe e l’aquila, simbolo del fare che anima ed ha animato la ditta nei suoi primi 170 anni di vita.
Il tutto e’ stato condito con un pizzico di autoironia, o di ragionata leggerezza nel prender la vita, che ci vuole sempre per restare equilibrati: ecco infatti spuntare il pulsantone, vistoso, enorme, da cartone animato, col quale il Presidente accende la Ciminiera Branca e la mostra al pubblico!

ciminiera branca

Vorrei riportarvi il senso esatto dell’operazione attraverso le parole di Niccolo’ Branca, per non fare errori di interpretazione.

Fin dalla fondazione, Branca è stata pioniera dell’internazionalizzazione ma ha sempre conservato le proprie radici e il forte legame con Milano. Siamo infatti una delle poche aziende ad avere ancora uno stabilimento produttivo in città” ha commentato Niccolò Branca, Presidente e Ad di Fratelli Branca Distillerie. “Per questo, per i nostri 170 anni e in un importante momento di rinnovamento per Milano, abbiamo voluto promuovere un progetto artistico che arricchisse la città e chi la vive ogni giorno. Branca è stata pioniera nel campo della creatività fin dalla fondazione, e abbiamo voluto riaffermare questa nostra caratteristica distintiva rinnovando un elemento simbolo dell’architettura industriale per eccellenza, la ciminiera, usando uno dei linguaggi artistici simbolo della contemporaneità, la street art”.

Gli Orticanoodles, artisti milanesi del quartiere -appunto- dell’Ortica, hanno interpretato al meglio questa idea, assieme ai dipendenti, che si sono sbizzarriti nelle radici alla base della ciminiera: e’ fortemente simbolico, perche’ dal lavoro e dall’entusiasmo di ognuno di loro -le radici- nasce la forza della ditta.
L’opera copre 500mq ed e’ stata fatta in due settimane, con l’aiuto di trabatelli e di gru speciali, delle quali esistono solo tre esemplari in tutta Italia.

Ma non e’ la rinnovata Ciminiera Branca l’unico punto di contatto tra tradizione e innovazione: proprio tra la fine di novembre e i primi di dicembre nel Museo Branca, tra alambicchi e vecchi utensili, bottiglie antiche e polverose (ma ricche di fascino) e ritratti di famiglia, tra infusori e botti in legno qualcosa di colorato, grande, simpatico catturava la vista dei fortunati visitatori: lumache, lupi, rane gigantesche messe li’ a guardia -forse- della formula segreta del Fernet?

Puo’ darsi, ma soprattutto erano li’ per sottolineare che anche conservando la tradizione si puo’ restare al passo coi tempi e guardare al futuro: le opere di Cracking Art ricordano proprio questo.

ciminiera branca

Realizzate con plastica rigenerata da un gruppo di artisti noto da più di vent’anni per l’installazione in tutto il mondo di animali giganti, sono il trait d’union tra passato e futuro, con un occhio al riciclo antispreco e con il sorriso rassicurante del colore.

Che dirvi…  gli eventi di via Resegone sono belli: il profumo che aleggia nelle cantine, i tanti oggetti esposti e -non ultimi- i rinfreschi di classe (facendo una battuta direi che hanno un ottimo fornitore per i cocktail!) e la piacevolezza dei convitati ti lasciano sempre qualcosa dentro.

Questa volta all’evento e’ andato #MatteoFalcon perche’ io ero in Australia, ma la prossima ci saro’, se saremo invitati: per ora mi consolo con il cadeau ricevuto (credo sia un’incisione artistica, a giudicare dalla forma della confezione), che non ho ancora aperto perche’ sara’ tra i regali di Natale sotto il mio albero.

Mi piace l’idea: la mia bisnonna aveva sempre al collo la fiaschetta di ferne (cosi’ lo chiamava) quando viaggiava, perche’ non si sa mai, e io ho un regalino di Branca sotto l’albero.
Sono solo passati cent’anni o giu’ di li’.

Silvia, #storytellerdiCuneo

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