C’e’ uno strudel dentro i croissant!

 

 

Potrei tranquillamente asserire -esagerando solo un pochino- che ci sono 17 anni della mia vita racchiusi nella parola strudel: ad esso sono legati alcuni dei miei ricordi piu’ belli e quindi, semplicemente, non potevo non renderlo parte si una ricetta che riguarda una preparazione come il croissant sfogliato, al quale devi dedicare amore e pazienza.

Percio’ consiglio ai frettolosi di scorrere questo post fino alla parola INGREDIENTI -e di cominciare la lettura della preparazione dei croissant direttamente da li’- e agli altri di mettersi comodi.

 

Provate a vivere 3 settimane col bimbo piccolo in una porzione di una grande villa su una collina attorno a Graz, in Austria, condividendo la cucina con la coppia di anziani proprietari, persone eccezionali che pero’ non parlano altro che tedesco: l’esperienza e’ bellissima, ma dovrete rimboccarvi idealmente le maniche delle meningi e iniziare ad imparare la nuova lingua.

Adesso parlo tedesco anche al telefono, grazie a quel primo soggiorno favoloso e a quelli che si sono susseguiti ogni anno, ma all’inizio e’ stata dura, durissima.

Ernie, una Signora (con almeno 3 S maiuscole) del ’27 come la mia mamma, mi spiegava ogni cosa della sua cucina, lanciandosi anche in racconti di aneddoti familiari di cui -all’inizio- capivo solo il 20%, visto che tutto cio’ che sapevo di tedesco mi veniva da 15 giorni di studio -intensivo, vanamente preventivo e solitario- con delle audiocassette comprate in edicola un mese prima di partire.
La prima parola che ho imparato?
Sieb.
Colino.
Curioso, vero?
Non per chi ha un bimbo di 2 anni che vuol mangiare le stelline di pasta condite col pomodoro: devi ben scolarne, no?
E dove sara’ nascosto il colino, in quale dei tanti pensili e cassetti?
Dopo mezza giornata di “Io  mi compro il fornelletto da campeggio e le pentole e non esco dalle nostre camere per 20 giorni” mi ero fatta coraggio e avevo affrontato la gentilezza di Ernie, la sua splendida cucina all’americana, la Speise (dispensa) e la raccolta differenziata (si’, in Austria la facevano gia’).
#MatteoFalcon aveva 2 anni e al pomeriggio scacciava dei pisolini che sembravano letarghi, mio marito teneva un corso all’ TU di Graz e pioveva sempre, per cui uscivo solo al mattino e al pomeriggio conversavo con Werner, il marito.
E’ una persona che mi manca e mi manchera’ a vita: classe 1925, ingegnere e inventore, ex proprietario della Anker, una ditta di produzione di bilance, che poi vendette per ritirarsi in pensione a dipingere e creare all’avvento dell’informatica, alla quale non volle mai piegarsi.
Capite il personaggio?
Un pochino volitivo, a dir poco, e fantastico; ormai aveva il pace maker, un occhio colpito da glaucoma diabetico (se ne lamentava dicendo che a dipingere gli dava problemi perche’ aveva keine Parallaxis: con un occhio solo non azzecchi le coordinate spaziali degli oggetti) e la protesi all’anca, ma era lo stesso la persona piu’ vitale che che io abbia mai conosciuto.
Mi insegno’ a dipingere su seta e a raccontare barzellette in tedesco ed era un artista vero, acquerellista eccezionale; andammo tutti insieme in gita a Maribor (io col passaporto scaduto quando ancora verso Est con la carta di identita’ non si poteva espatriare, e non osando dirglielo vissi una giornata di puro terrore pensando alle prigioni “yugoslave”, come le chiamavo allora), andammo sulla Schilker Weinstrasse e sulla Apfelstrasse.

Per semplificare la vita a Matteo li chiamammo Oma (nonna) e Opa (nonno) e lui li adoro’ da subito.

Opa lo portava a vedere gli animali al parco e nella fattoria alla quale consegnavano il pane secco, gli comprava il Bretzeln per strada, disegnava per lui e ogni anno il 26 settembre -quando immancabilmente mio marito adattava gli impegni di lavoro in modo da trascorrere il compleanno del piccolo da Oma e Opa- costruiva per Matteo un treno dolce, fatto di torta e biscotti, decorato col cioccolato, corredato da carrello colmo di carbone (prugne, in realta’)

Oma lo prendeva in braccio e gli faceva fare cavalluccio al ritmo di

Hopa Hopa Reiter
wenn er fellt dann schreit er
fellt er in den Graben
fressen ihm die Raben
fellt er in den Sumpft
macht Matteo plumps.

Finiva immancabilmente con il singhiozzo per mio figlio -che si sbellicava dalle risate saltando- e gran divertimento per tutti.

Al mattino si usciva a fare un giro e Opa mi mostrava i punti cult della citta’: adesso, alla 36esima volta che torno a Graz (si’ perche’ poi si facevano altri viaggi, mica solo a settembre!), giro ogni angolo, nei negozi mi riconoscono, noto i cambiamenti di una citta’ che si sta modernizzando sempre di piu’ (spariscono i negozi storici e soprattutto quelli di Trachten e di cappelli) e un po’ mi piace e un po’ mi arrabbio, perche’ mi pare che spazzino via i miei ricordi.
In particolare ha chiuso Strehli, la mitica, carissima, elegante pasticceria in Sporgasse, dove ho mangiato lo strudel (ed eccoci arrivati a bomba) migliore della mia vita, che forse era cosi’ buono perche’ c’era un mondo fantastico attorno ad esso.

Poi, 17 anni dopo la mia prima visita a Graz, mio figlio ha fatto la maturita’ e si e’ iscritto a Medicina: da allora siamo tornati ancora tante volte, anche con lui che continua a considerare Graz la sua seconda patria, ma mai per periodi cosi’ lunghi e vi diro’ anche che lo strudel di Sacher (che nel frattempo ha aperto in citta’) non e’ altrettanto magico.

Eccoci quindi arrivati ai croissant sfogliati, che ho realizzato sia vuoti che ripieni allo strudel: mele, uvetta, pinoli saltati nel burro e aromatizzati con zucchero e cannella.
La difficolta’ non e’ esagerata, ma il tempo che intercorre tra l’inizio e la fine del processo e’ di circa 21 ore, quindi ho pensato di stilare una tabella temporale in modo che possiate regolarvi prima di iniziare.

Per sdrammatizzare la sdolcinatezza del mio storytelling vi diro’ che, con dei croissant cosi’, a noi Banderas ci fa un baffo e Rosita ci da’ ragione.

INGREDIENTI per i croissant

400 g farina 00, W300-330
220 ml latte
40 g burro a temperatura ambiente
30 g zucchero semolato
4 g lievito di birra secco
9 g sale
4 g aceto di vino bianco
200 g burro per sfogliatura

Per il ripieno: 1 mela piccola, 2 cucchiai di uva passa, 1 cucchiaio di pinoli spadellati in 1 noce di burro e rifiniti con zucchero di canna e cannella q.b.
La farcitura e’ ovviamente facoltativa e potrete idearne infinite versioni.

PROCEDIMENTO

Ecco le immagini delle principali fasi di lavorazione

TABELLA DEI TEMPI (con il dettaglio delle singole operazioni: ovviamente potrete iniziare all’ora che vorrete, ma con l’orario che vi ho proposto eviterete le levatacce notturne.
Se preparerete i croissant al sabato, potrete surgelarli la domenica ed averli per tutta la settimana.)

ORA FASE DI LAVORAZIONE CHE COSA FARE
14.00 Nella ciotola da impastare mescolate bene lo zucchero ed il sale con il latte e l’aceto.
Setaccateci dentro farina e lievito.
Unite il burro e impastate velocemente fino ad ottenere un impasto grezzo.
Impastate poco: dovete ottenere una massa grezza, non troppo lavorata: deve soltanto stare assieme

 

Createe un panetto e mettetelo per 6 ore in frigo avvolto nella pellicola

 

Se dopo due ore lo trovate lievitato, sgonfiatelo.

19.50 Mettete i 200 g di burro (freddi di frigo) tra due fogli di carta da forno e stendeteli col mattarello fino ad avere un rettangolo di altezza doppia rispetto al panetto di partenza e spessore circa 3-4 mm Dopo aver steso il burro rimettetelo in frigo
20.00 Prelevate l’impasto da frigo e stendetelo col mattarello in modo che assuma delle dimensioni doppie rispetto al panetto di burro che avete steso e che lo spessore sia circa 6 mm
20.05 circa Appoggiate il panetto di burro steso sull’impasto in modo che ne copra meta’ e ripiegate l’atra meta’ sopra al burro Fate aderire i due lembi di impasto lavorando delicatamente col mattarello e poi ripiegate l’impasto in 3 come una lettera da inserire in una busta
20.10 circa Rimettete l’impasto in frigo avvolto nella pellicola
20.40 Estraete l’impasto dal frigo e dividetelo in due parti, lavorandole una alla volta. Stendete sull’asse infarinato la prima porzione di pasta in modo che raddoppi di dimensioni e piegatela in tre, riponendola in frigo coperta da pellicola.
Ripetete per la seconda porzione di pasta.
21.10 PRIMA PIEGA: Estraete dal frigo, mettete l’impasto davanti a voi con una piega alla vostra destra e stendete come prima rifacendo le tre pieghe Riponete di nuovo in frigo
21.40 SECONDA PIEGA: come sopra Riponete di nuovo in frigo
22. 10 TERZA PIEGA: come sopra Riponete di nuovo in frigo
22.40 Estraete l’impasto dal frigo e stendetelo fino a uno spessore di 4 mm dal quale ricaverete dei triangoli di base circa 8-10 cm (dipende da voi) che arrotolerete formando i croissant Qui potrete inserire in ogni croissant il ripieno che vorrete: io ho usato quello dello strudel

 

Posateli sulla teglia coprta di carta da forno

 

Se lavorate velocemente non serve far riposare i triangoli in frigo prima di formare i croissant

 

Coprite con la pellicola e mettete in frigo per 8 ore

7.00   del mattino dopo Prelevate i croissant dal frigo Lasciateli lievitare 2 ore fuori frigo dopo averli spennellati delicatamente di rosso d’uovo
8.50 Riscaldate il forno a 220 gradi
9.00 Infornate fino a doratura Lasciate 10 minuti a 220° e poi abbassate la temperatura a 200.
Io ero al mare e posso assicurarvi che i croissant riescono bene anche con un forno IKEA da primo prezzoSfornate a doratura perfetta e fate raffreddare su una gratella

Silvia, #storytellerdiCuneo

37 thoughts on “C’e’ uno strudel dentro i croissant!

  1. mi ci son persa, in questo racconto- e in tante cose mi ci son ritrovata, a cominciare dall’amore per queste zone e per finire con quella struggente nostalgia per un mondo che non c’è più e che non ha saputo trovare un sostituto migliore. sarà l’età, ma i conti fra passato e presente mi tornano sempre meno e lo sguardo sul futuro non è più tanto limpido. Sarà la presbuteia 😉 sarà l’haze, sarà tutto quello che vuoi, ma io rimpiango i tempi in cui si ragionava per sostanza e non per forma e per capacità e valori e non per apparenza.
    Sarà anche per questo che l’mtchallenge continua a piacermi così tanto: perchè raduna i miei amici e li raduna attorno a ciò che per tutti noi è importante, tirando fuori il meglio da ciascuno, che sia una pagina di ricordi scritta con la penna del cuore o un cornetto sfogliato allo strudel che di quei ricordi ha la poesia.
    grazie, sivlia,davvero.

    1. Sono commossa, perche’ hai compreso appieno quanto di me e del passato e dei momenti piu’ belli della mia vita c’e’ racchiuso in quel racconto.
      Avrei riempito pagine e mi sono limitata, ma a Graz rimane un pezzo della mia vita, e una vita non si racconta in un solo post.
      Lo so: se ci pensiamo abbiamo piu’ strada dietro che davanti, e non e’ bello.
      Ma i ricordi sono, insieme alla nostra intelligenza, l’unica cosa che stato, nemici, guerre e carestie non potranno mai portarci via e per questo vanno affidati alla penna, oltre che custoditi dentro.
      Grazie a te, Alessandra!
      Un abbraccio.

  2. Pingback: friv
  3. Pingback: my blog
  4. Pingback: cro gvk bio
  5. Pingback: real estate agent
  6. Pingback: GVK BIO
  7. Pingback: PK Studies CRO
  8. Pingback: forex robots
  9. Pingback: 主页
  10. Pingback: plus de détails
  11. Pingback: questions
  12. Pingback: forex signals
  13. Pingback: telefoonhoesjes
  14. Pingback: Predrag Timotić
  15. Pingback: DMPK assays
  16. Pingback: CYP phenotyping
  17. Pingback: College
  18. Pingback: krwawienie
  19. Pingback: Free UK Chat
  20. Pingback: winstrol for sale
  21. Pingback: putas madrid
  22. Pingback: 우리카지노
  23. Pingback: www.hempworx.com
  24. I am curious to find out what blog platform you’re using?
    I’m experiencing some small security issues with my latest blog and I’d like to find something more safe.
    Do you have any suggestions?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*