Cavolo ripieno ispirato a ‘A kitchen goes to war’

 Ecco il mio cavolo ripieno per la Settimana del Cavolo attraverso la quale ci accompagnano Aifb col suo Calendario del Cibo Italiano e Tamara Giorgetti come ambasciatrice della settimana.

 

La cucina e’ tradizione e cultura, ma anche inventiva e sperimentazione e proprio per questo adoro acquistare libri di ricette quando viaggio: nulla e’ piu’ triste delle innumerevoli preparazioni tutte simili che a volte si trovano in giro, spesso nate dalla ricerca in rete, mentre sui libri (e su quelli del passato ancor di piu’) si incontrano idee stimolanti, che magari non avevi mai visto prima e ti fanno venir voglia di creare.

Recentemente ho avuto la fortuna di acquistare un libro straordinario dal titolo A KITCHEN GOES TO WAR, edito a Londra nel 1940.
Potrete saperne di piu’ leggendo il mio articolo che troverete QUI, ma vi riassumo brevemente.

Nel 1940, in periodo bellico di privazioni e razionamenti, il governo britannico aveva a cuore il morale della popolazione e mise in piedi un interessante progetto: 150 personaggi della letteratura, del governo, dell’arte e dello sport (o le loro mogli) avrebbero ideato altrettanto ricette economiche, a volte con riutilizzo di avanzi, per trasformare quel che c’era a disposizione in piatti che non mortificassero la famiglia.

Ne nacque un libro che e’ emozionante leggere: perfino Agatha Christie invio’ la sua ricetta preferita!

Proprio mentre sabato scorso faceva zapping tra le sue pagine, a mio marito venne l’idea di adattare una ricetta a base di cavolo per preparare -con ingredienti italiani- un piatto che si e’ rivelato assolutamente delizioso.

Vi presento la versione originale nelle due foto qui sotto e vi raccontero’ tra un attimo quali modifiche abbiamo apportato, svelandovi il passo-passo per preparare questa ricetta che -last, but not least- si presenta anche molto bene in tavola.
Potrete tagliarlo come una torta!

CAVOLO RIPIENO

  • l’idea di mio marito (e’ sempre bellissimo cucinare con lui, perche’ dal confronto -e dallo scontro a volte- nascono le cose migliori che abbiamo mai mangiato in casa!) e’ stata quella di non limitarsi a farcire il cavolo con la salsiccia come proposto dal libro.
    In tempo di guerra e’ logico che si limitasse al massimo il consumo di carne e che quindi nella ricetta se ne usasse lo stretto necessario per aromatizzare il cavolo, ma oggi -con piu’ risorse- possiamo creare un piatto che, pur continuando ad essere economico, sia un po’ piu’ ricco.
    Quindi abbiamo creato un ripieno di carne del quale leggerete i dettagli a breve.
  • La mia idea e’ invece stata quella di cucinare il piatto in forno invece che in pentola.
    Chi mi conosce bene sa che sono un po’ pigra ed amo ottimizzare le risorse e il tempo, per cui non fatichera’ a capire il perche’ della mia scelta: in forno il cavolo -con le modalita’ proposte- cuocera’ da solo, mentre in pentola andra’ sorvegliato.
    Quindi lunga vita alla cottura in forno ogni volta che sia possibile!

Siete pronti?
Procuratevi una bella verza e partiamo: intendo proprio “bella” da vedere, perche’ la porterete in tavola intera, quindi sceglietene una con delle belle foglie.
Dovrete solo lavarla con molta cura ed assicurarvi che provenga da agricoltura biologica.

La preparazione da’ grande soddisfazione perche’ si serve e si taglia bene ed e’ parecchio scenografica: potrete affettarla come una torta.
Inoltre, preparata in anticipo e riscaldata al momento, dara’ il meglio di se’, quindi e’ anche un’idea originale da portare a casa di amici quando “ognuno porta qualcosa”

INGREDIENTI per 3 persone

1 cavolo verza da 800-1000 g circa

200 g di carne tritata mista a salsiccia

1 cipolla, 1 carota, 1 spicchio d’aglio e 1/2 gambo di sedano – tutti questi ingredienti vanno tritati

1 l di brodo vegetale o di buon brodo di carne

sale, pepe, noce moscata, olio extravergine di oliva q.b.

PROCEDIMENTO – seguite le foto per i passaggi!

  1. Preparate per prima cosa il cavolo in questo modo:- lavatelo bene, togliendo il primo strato di foglie esterne, che laverete e triterete, rosolandole insieme alla carne
    – legate il cavolo come nella foto, in modo che non si apra quando lo farcirete e schiaccerete inevitabilmente col cucchiaio: le foglie non devono staccarsi!
    – capovolgetelo e con un coltellino molto affilato tagliate via la base del gambo, conservandola
    – scavate via il torsolo e conservatelo per una minestracavolo ripieno
  2. Rosolate la carne e la salsiccia nell’olio con cipolla, carota, sedano, aglio e le foglie esterne del cavolo tritate fini, salando e pepando a dovere
  3. Accendete il forno a 180 gradi
  4. Riempite il cavolo con il ripieno di carne e verdure rosolate, schiacciando bene in modo da farcene stare il piu’ possibilecavolo ripieno
  5. Rimettete in sede la base del gambo (che avevate tagliato via) in modo che assolva la funzione di tappo.cavolo ripieno
  6. Girate il cavolo e fate una legatura anche nell’altro senso, poi appoggiatelo in una teglia da forno (metallica possibilmente perche’ ha minore inerzia termica) con il tappo sotto e le foglie in su, come si presenta nell’orto.e fate una legatura anche nell'altro senso (come nella foto)
  7. Versate il brodo sul cavolo, avendo cura che alla fine sul fondo del tegame ne resti uno spessore di circa 3 dita.
  8. Coprite tutto con dell’alluminio in fogli.
  9. Infornate per almeno 1 ora e mezza.

    cavolo ripieno
    NOTA sulla cottura:
    dopo i primi 40 minuti, quando ormai il cavolo aveva assorbito una parte del brodo e all’interno della copertura di alluminio si era formato del vapore -quindi non c’era pericolo che le foglie esterne seccassero- ho alzato la temperatura del forno a 200 gradi e ho lasciato cuocere cosi’ per altri 40 minuti.
    Poi ho riabbassato a 180 gradi e ho proseguito per altri 20 minuti
    Ma dovrete regolarvi sulla base della vostra esperienza, perche’ ogni forno si comporta in modo diverso.
  10. Allo scadere dell’ora e mezza estraete la teglia dal forno, scoperchiatela (attenzione al vapore!) e pungete il cavolo con la forchetta.
    Se non vi sembra ancora cotto proseguite per un altro quarto d’ora, altrimenti servitelo.
    E… guardate come si presenta bene affettato!

 

16 thoughts on “Cavolo ripieno ispirato a ‘A kitchen goes to war’

  1. E’ una vera meraviglia, una splendida idea… ti citerò ma lo copio, posso?

    1. Ma direi proprio di si!
      Scusami se rispondo solo ora, ma il tuo commento era finito nella spam (il mio blog mi odia…) 🙂

  2. Sono rimasta affascinata dal libro di cui parli. Mi piacerebbe tato averne una copia. Magari sbircio su Amazon e forse salta fuori. In ogni caso ricetta fantastica. Trovo che la parte più difficile sia ricavare una nicchia capiente per il ripieno. A mio gusto, avrei aggiunto anche del pane in modo che il ripieno formasse una sorta di “polpettone” leggermente compatto, ma ovviamente è un gusto tutto mio, perché mio marito sicuramente farebbe gli occhi dolci alla tua versione. Grazie per avere condiviso quest’idea…credo che molte sul web, si ispireranno, vedrai.
    Un abbraccio. Pat

  3. Sono rimasta affascinata dal libro di cui parli. Mi piacerebbe tato averne una copia. Magari sbircio su Amazon e forse salta fuori. In ogni caso ricetta fantastica. Trovo che la parte più difficile sia ricavare una nicchia capiente per il ripieno. A mio gusto, avrei aggiunto anche del pane in modo che il ripieno formasse una sorta di “polpettone” leggermente compatto, ma ovviamente è un gusto tutto mio, perché mio marito sicuramente farebbe gli occhi dolci alla tua versione. Grazie per avere condiviso quest’idea…credo che molte sul web, si ispireranno, vedrai.
    Un abbraccio. Pat

  4. Sono rimasta affascinata dal libro di cui parli. Mi piacerebbe tato averne una copia. Magari sbircio su Amazon e forse salta fuori. In ogni caso ricetta fantastica. Trovo che la parte più difficile sia ricavare una nicchia capiente per il ripieno. A mio gusto, avrei aggiunto anche del pane in modo che il ripieno formasse una sorta di “polpettone” leggermente compatto, ma ovviamente è un gusto tutto mio, perché mio marito sicuramente farebbe gli occhi dolci alla tua versione. Grazie per avere condiviso quest’idea…credo che molte sul web, si ispireranno, vedrai.
    Un abbraccio. Pat

    1. Quella del pane e’ un’ottima idea: nn lo abbiamo aggiunto solo per non introdurre troppe varianti rispetto all’originale, Patty.
      Per il libro… beh, se avessi modo di trovare il tempo potrei fotocopiartelo.
      Prima o poi mi ci metto, anche se e’ piccolino, quindi difficile da tener aperto bene.
      Scusami se rispondo solo ora, ma il tuo commento era finito nella spam (il mio blog mi odia…) 🙂

  5. Sono rimasta affascinata dal libro di cui parli. Mi piacerebbe tato averne una copia. Magari sbircio su Amazon e forse salta fuori. In ogni caso ricetta fantastica. Trovo che la parte più difficile sia ricavare una nicchia capiente per il ripieno. A mio gusto, avrei aggiunto anche del pane in modo che il ripieno formasse una sorta di “polpettone” leggermente compatto, ma ovviamente è un gusto tutto mio, perché mio marito sicuramente farebbe gli occhi dolci alla tua versione. Grazie per avere condiviso quest’idea…credo che molte sul web, si ispireranno, vedrai.
    Un abbraccio. Pat

  6. Questa è davvero una trovata stratosferica, lasciatelo dire, socia!! E quella foto dell’interno… Mmmmmhhhhh 50 sfumature di cavolo

    1. Sister, tu sei di parte.
      Scusami se rispondo solo ora, ma il tuo commento era finito nella spam (il mio blog mi odia…) 🙂

  7. Grazie cara Silvia, una preparazione molto bella da leggere e da mangiare anche se io non mangio salsiccia però si può ripienare con varie cose quindi anche una vegetariana può farcirlo, mi piace, grazie di aver contribuito alla nostra settimana

    1. Grazie a te di esser passata, Tamara, e scusami se non ho risposto subito al tuo commento, ma ero occupata con la mia mamma e non ero on line sul bog.
      Una gran bella settimana quella del cavolo, ricca di idee interessanti.
      Mi sono proprio divertita.

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