Canestrelli di Genova

 

Devono essere abbastanza pallidi e friabili per essere i veri canestrelli di Genova, che in genovese si chiamano canestrelletti, anzi, canestreletti, perche’ la doppia L non si pronuncia.

Anche la forma ha il suo peso: si puo’ fare l’impasto uguale, ma se non si ha il particolare stampo a margherita, di quelle esatte dimensioni (6-6 cm e si trova solo in Liguria, di solito) saranno ottimi biscotti di pasta frolla, ma non piu’ canestrelli.

Il nome da solo non e’ indicativo di nulla, perche’ ad esempio in Corsica, antico possedimento della Repubblica di Genova, fanno i canestrelli, o canistrelli, ma si tratta di tutt’altra cosa: triangolari, di solito, e piu’ duro e compatti.

Cio’ detto, mia nonna mi ricordo che era sempre nervosa quando decideva di farli (no, non nervosa: concentrata) perche’ non si riesce a stendere la frolla in un pezzo unico, ma i canestrelli si fanno uno alla volta, stendendone quanto basta, altrimenti si rompe.

Quindi ci vuole pazienza, e tempo. Ma ne vale la pena, e questo lo scoprirete provando.
Bene, partiamo, e mi raccomando: lasciateli pallidi, o appena dorati (a mio marito piacciono cosi’, ma se stesse a me li lascerei proprio bianchi) perche’ appena abbronzano troppo diventano biscottati e il gusto cambia..

 

La regola da seguire per il rapporto farina, burro e zucchero ed e’ quella del tris  3-2-1, e poi si aggiungono 2 tuorli.

 

INGREDIENTI

300 gr di farina

200 gr di burro

100 gr di zucchero

2 tuorli

i semi di 1 baccello di vaniglia per aromatizzare oppure la scorza di mezzo limone, cercando di non aggiungere anche la parte bianca

PROCEDIMENTO

  1. Si impastano gli ingredienti, cercando di farli stare insieme, con pazienza, perche’ non si deve aggiungere latte o altro ‘collante, e si mette a riposare al fresco la frolla risultante per un minimo di un’ora.
  2. Sulla spianatoia , dopo aver iniziato a riscaldare il forno a 180 gradi, si inizia a stendere piccole porzioni di pasta, dello spessore di quasi 1 cm, e si ritagliano con l’apposito coppapasta, adagiandoli delicatamente su una teglia coperta di carta da forno.
  3. Se lavorando gli avanzi la pasta diventa troppo molle, sospendete il lavoro e rimettetela in frigo, coperta di pellicola.
    Capite perche’ la nonna diventava noiosa?
    😀
    Sulla cottura vi ho gia’ abbondantemente, e spero di non esser risultata noiosa, per cui non insisto.
    NOTA: Se proprio non avete la formina giusta, ma ne avete una piccola, fatta a ciambella smerlata esternamente, potete fare i canestrellini, come quelli che trovate al supermercato marchiati Sassellese.

Due consigli:

1. Non toglieteli dalla teglia quando sono caldi, perche’ si rompono.

2. Quando sono freddi, fateci nevicare sopra lo zucchero a velo vanigliato e fateli riposare in una scatola metallica. Appena sfornati sembrano asciutti al palato, ma se date al burro il tempo di ‘rinvenire’, cioe’ alcune ore, sono assolutamente sublimi.

UN CLASSICO: Canestrelli pucciati nel MOSCATO DI ASTI!

 

2 thoughts on “Canestrelli di Genova

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