Canederli al radicchio tardivo IGP

 

Il pane, cosi’ semplice, eppure cosi’ cruciale nella vita umana, cosi’ difficile a volte da procurarsi per alcuni, non si spreca e non si butta mai via: ecco quindi un piatto di riciclo per eccellenza, i canederli, che propongo alla mia maniera e con i quali partecipo alla SETTIMANA DEGLI AVANZI del CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO, la novita’ di Aifb per il 2016.

canederli

Una cosa che mi ha commossa, alcuni anni fa, e’ stata l’imbattermi –proprio nel centro di Roma, dietro la chiesa di Santa Lucia- in un piccolo fornaio che esponeva il cartello “Pane a 1 euro a partire dalle 16.00”: un bel gesto verso chi ha pochi mezzi, e un omaggio alla regola di non buttare mai via il cibo.

A distanza di pochi anni c’e’ una rinnovata coscienza sociale e sono molti i panettieri che scontano l’invenduto a fine serata o addirittura lo donano.
E la cosa sorprendente -purtroppo- e’ scoprire quante persone hanno bisogno di questo semplice gesto.

Mia nonna, se appoggiavo il panino al contrario sul tavolo lo rigirava subito, dicendo che altrimenti “soffrono i marinai”: e’ una vecchia credenza della marineria ligure.

Ecco, nemmeno una sprecona come me scherza sul cibo.

Ma veniamo alla ricetta dei canederli, tipici del Nord Est italiano e ottimo modo per riciclare il pane raffermo creando un piatto caldo, corroborante, economico, che ti avvolge come una sciarpa calda la sera quando rientri e fa freddo: ecco la mia versione, i canederli al radicchio tardivo IGP in saor.
Con questa ricetta avevo anche partecipato a una sfida di MT Challenge.

Eccoli a voi e buon appetito.

INGREDIENTI

Per i canederli:

250 g di pane raffermo: ho usato le micche risse tipiche di Frabosa Soprana, 150 ml di latte circa, 1 uovo intero (ne ho messo uno solo perche’ a casa mia l’uovo non e’ mlto popolare, quindi ne limito la quantita’), sale, pepe, prezzemolo tritato q.b. ma anche facoltativo

per il radicchio in saor:

1 cipolla

1 cespo di radicchio tardivo IGP

1 bicchiere di acqua

1/3 di bicchiere di olio evo

1/3 di bicchiere di aceto, sale e pepe

Ovviamente non si usera’ tutto il piatto preparato, ma una parte e il resto si mangera’… a parte!

Per il brodo al Recioto rosso di Valpolicella:

ho confezionato un normale brodo vegetale, salandolo, e ho aggiunto negli ultimi minuti 1 cucchiaio di vino Recioto rosso di Valpolicella, un passito molto buono che conferisce una leggera punta di dolce in grado di contrastare l’acidulo del saor

PROCEDIMENTO

  1. Mettete in ammollo i pezzetti di pane raffermo in latte e uovo sbattuto, adeguatamente salati e pepati, e lasciateceli per circa mezzora
  2. Grigliate il radicchio tardivo IGP di Treviso (ne basta poco, e il resto lo mangerete condito a parte) dopo averlo brevemente marinato in olio, sale e pepe (massaggiatelo con l’emulsione, altrimenti –se voleste coprirlo come in una normale marinatura- ci vorrebbe davvero tanto olio
  3. Preparate il brodo vegetale e all’ultimo aggiungete un cucchiaio di Recioto rosso di Valpolicella
  4. In una padella antiaderente dal fondo spesso, appena spennellata di olio, gettate le cipolle affettate con la mandolina, belle sottili.
  5. Dopo averle fatte leggermente appassire, aggiungete un’emulsione di acqua, olio, aceto e sale grosso secondo le proporzoni specificate
  6. Coprite e lasciate cuocere alcuni minuti, poi aggiungete lo zucchero e continuate la cottura fin che le cipolle non siano morbide e il fondo di cottura non sia leggermente ispessitocanederli
  7. A questo punto prendete una piccolo quantita’ di radicchio e tagliatela a pezzetti di dimensioni adatte ai canederli
  8. Fate la stessa cosa con le cipolla in saor e mescolatele al radicchio
  9. Controllate il pane dei canederli, e se prelevandone una piccolo quantita’ riuscirete a confezionare una palla di circa 4-5 cm di diametro , che non si disfi se la maneggiate, la consistenza e’ giusta.
  10. Mettete a bollire l’acqua, come per la pasta: poi la salerete
  11. Rimettete anche la palla di pane appena preparata nel piatto, aggiungete radicchio e cipolla e, se volete, il prezzemolo tritato,  mescolando con le mani
  12. Ora prelevate la quantita’ sufficiente a confezionare i canederli, e rotolatela tra le mani
  13. Gettate i canederli in acqua salata e fateli cuocere per almeno 4 minuti: io li ho lasciati andare 6 minuti, ma per il tempo dovrete regolarvi ad occhio.
    Personalmente ho visto che ad un certo punto salivano in superficie, e quindi erano presumibilmente cotti, come fossero gnocchi.
    Ebbene si’: non li avevo mai fatti prima!
    Curiosita’: si lessano in acqua, a mio giudizio, anche perche’ rilasciano dei minuscoli frammenti di farina o pane, che sarebbero brutti nel brodo, intorbidendolo
  14. Scolateli asciutti e serviteli col brodo caldo al recioto.
    Con mia sorpresa non si sono disfatti in cottura ed erano morbidi internamente, assolutamente non asciutti, ma nemmeno spugnosi: ve lo dico perche’ se ci sono riuscita io alla prima, ce la puo’ fare chiunque!

Per ringraziarvi della lettura, vorrei regalarvi un episodio che ha come perno il pane ed e’ contenuto nel mio romanzo LA GUERRA DI GIANNI)

“ Dallo zaino uscirono un quaderno, stropicciato ma nuovo, la gavetta, due paia di calze di lana e un avanzo del panettone di Natale che -pur rinsecchito- sembrava ancora una vera e irresistibile leccornia.
Mentre lo sbocconcellava con forzata calma, nel tentativo di farlo durare il piu’ a lungo possibile, e il vagone si muoveva lentamente, probabilmente per uno scambio di binario, visto che le porte non erano state chiuse, vide avvicinarsi un soldato che sembrava vestito diversamente.
Non aveva berretto ne’ emetto, e nemmeno armi.
Gianni non aveva mai visto un russo, ma capi’ lo stesso che quello lo era, e che era sbandato, e ferito forse, perche’ zoppicava.
Doveva essere un prigioniero in semi liberta’, nel senso che magari svolgeva lavori per i tedeschi all’interno della stazione, perche’ altrimenti non sarebbe stato libero di circolare.
Il giovane russo aveva l’aria agitata: si avvicinava ai vagoni, che pero’ si muovevano piu’ veloci di lui, e diceva “Brot, brot!”
Era arrivato quasi all’altezza di Gianni, quando il treno improvvisamente accelero’ e, rimasto indietro, il prigioniero fu raggiunto da due tedeschi che lo portarono via piu’ o meno di peso.
« Che cosa voleva, voi lo sapete? Brot cosa vuol dire?»
«Pane » disse dal fondo del vagone il solito tedesco.
Gianni ci rimase male, ma al punto da non riuscire a togliersi dalla testa quel russo nemmeno piu’ tardi o il giorno successivo.
“Quel poveraccio voleva solo un po’ di pane.
Io ne avevo piu’ che abbastanza, e l’avevo addirittura appoggiato per terra perche’ quello nero non mi piaceva. Avrei potuto lanciargliene un po’, e invece non ho capito.”

(Innsbruck, marzo 1944, in viaggio verso il campo di Heuberg)

 

7 thoughts on “Canederli al radicchio tardivo IGP

  1. Bellissimo racconto…quanta importanza ha il pane e l’ha sempre avuta! Tanto da diventare ingrediente pur di non buttarlo. A me la mamma diceva che soffre gesù se il pane è rovesciato e ancora oggi lo rigiro. Ho sempre rispettato il pane e mai buttato via. Ottima versione, c’è tanta tradizione!

    1. Grazie mille! E’ vero: tante tradizioni sono legate al pane, che a volte e’ cosi’ difficile per alcuni da procurare…

  2. me li ricordo!!! e già allora come ora apprezzo la scelta dei sapori. Lavorare con l’agrodolce è difficilissimo, perchè è un gioco in punta di forchetta. Tu lo fai in punta di cucchiaio 😉 con quella lacrima di Recioto nel brodo che è il dettaglio che fa la differenza. Bravissima!!

    1. Grazie! Ho apprezzato il recioto a Verona, durante l’evento del Soave, e ora non lo abbandono piu’!

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